Capitolo 59

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EL'S POV
Quella mattina non c'era sole. Era tutto cupo, nemmeno un piccolo raggio riusciva a trapassare quell'ammasso disordinato di nuvole.
Quando aprii gli occhi mi accorsi che Harry dormiva sul divano posto sotto la finestra della camera ospedaliera. Era così carino. Occhi chiusi, viso imbronciato. Le sue morbide mani rannicchiate appena sotto la sua guancia poggiata a un cuscino blu.

Decisi di alzarmi dal letto per andare in bagno. Dovetti prestare molta attenzione ai miei movimenti, poiché la flebo continuava a scorrere e di conseguenza a essere attaccata a me.
Ero molto, molto dolorante, quasi non riuscivo a mantenermi in piedi.
Mi feci forza ed entrai in bagno. Feci i miei bisogni e mi guardai allo specchio.
Ero un mostro.
Viso colmo di lividi, in più la cicatrice dei punti che mi erano stati dati precedentemente per colpa della caduta sulla pista da pattinaggio.
Mi passai la mano in fronte, scompigliando ulteriormente i miei capelli gonfi.
Come faceva Harry a trovarmi attraente anche in quello stato?
Questo era un mistero che non credo sarei mai riuscita a svelare.

Quando uscii dal minuscolo bagno, la testa iniziò a girare vorticosamente. Mi accasciai a terra, tenendo saldamente la flebo che altrimenti si sarebbe rotta.
Harry mi sentì e si svegliò di soprassalto.
"Che succede El?!"
Vedevo tutta la stanza girare, nemmeno la figura di Harry mi era chiara. Non riuscii a rispondere, lui mi prese sulle sue braccia e mi riportò nel letto.
Quando mi sdraiò riuscii a riprendere maggiore conoscenza.
"El stai bene?"
"Hmm..sì.."
"Mi hai fatto preoccupare."
Premette un bacio sulla mia fronte, quando il Dott. Lewis entrò in stanza, stavolta senza chiedere il permesso.
"Buongiorno Elizabeth. Come stai?"
"Buongiorno. Io sto bene.."
Harry lo guardò.
"Dottore, El non sta bene. Prima si è accasciata a terra, sembrava avesse perso conoscenza."
Gli feci cenno di non dire nulla, ma niente, lui continuò.
"Elizabeth, forse avrai avuto un calo di pressione. Non ti preoccupare, ti farò portare una colazione sostanziosa."
"Grazie."
"Ora..Harry, giusto? Dovrei chiederti di uscire."
"Perché?" Chiese Harry lievemente irritato.
"Devo medicare El, così entro l'ora di pranzo sarà pronta per tornare a casa."
"Harry, esci. Appena finirá entrerai di nuovo." Gli sussurrai.
"El, non farti toccare il culo."
Risi e lo mandai via con una pacca sulla spalla.

Il Dott. Lewis si avvicinò a me e con una spugna e uno strano liquido che mi parse disinfettante iniziò a medicarmi, dopo aver alzato con cautela il mio camice.
In quell'atmosfera così timida era difficile intraprendere una conversazione, ma il medico iniziò a parlare.
"Dimmi, El, lui è il tuo ragazzo?"
"Ehm..si."
"È molto protettivo.."
"Si lo è, ma in fondo non è male."
"Voi giovani siete la bocca della verità, ti credo."
"La vera domanda è: perché non dovrebbe credermi!"
Entrambi ridemmo, riuscimmo a sciogliere la tensione che si era formata.

"Elizabeth, tra un po' tornerò con la tua lettera di dimissioni." Disse Lewis dopo avermi medicato.
Quando se ne andò lasciò spazio a Harry, che come sempre entrò furioso.
"Perché ridevate?"
"Harry, Harry, Harry..smettila di fare il geloso."
"N-non sono geloso, è solo che.."
"Solo cosa?"
Era la prima volta che vedevo un Harry insicuro di se, ma era un lato di lui che mi piacque molto.
"Ammettilo che sei geloso!" Gli dissi, toccando le punta del suo naso che, a quel tocco, si arricciò.
"Ok, sono geloso. Ma ammettilo che ti piace.."
"Oh, signor Styles, lei non ha idea di quanto mi ecciti la sua gelosia.." Gli dissi provocandolo.
"El, non ce la faccio più a stare qui. Dobbiamo andare a casa, io voglio.."
Si interruppe un attimo, anche lui aveva un lato timido.
"Tu vuoi?"
"Ah al diavolo, voglio buttarti sul letto e fare l'amore con te."
Non mi diede il tempo di ribattere e si fiondò sul mio corpo inerme, baciandomi.
Le mie mani fredde si intrecciarono con i suoi ricci in disordine, rendendoli ancora meno presentabili.
"Harry, anche io ti amo.."
Ci sorridevamo spesso, ma mai un nostro sorriso era stato più vero di quello.
Quel sorriso era sincero, perché dopo tutto quello che era successo avevamo avuto la forza di riprovare insieme. Di ricominciare da capo, di dare nuova vita al nostro amore che stava per morire in un vicolo cieco dominato da vizi proibiti e puttane.

Il Dott. Lewis entrò nella stanza con le lettere di dimissioni e una colazione magnifica, mentre io e Harry ci stavamo ancora coccolando. Il medico si schiarì la voce per attirare la nostra attenzione e noi subito ci girammo nella sua direzione.
"Elizabeth, ecco a te. Prepara le tue cose e scappa via da questo posto! Ah, ma prima mangia, ne hai bisogno."
Il dottore era molto simpatico, ma a Harry non andava ancora a genio.
Lewis si avvicinò a me, mi staccò la flebo e mi mise un cerotto per evitare che perdessi sangue. Infine se ne andò, consegnandomi la lettera e il cibo che successivamente divorai, era squisito.

Sistemai tutto con l'aiuto di Harry. Misi nel borsone i vestiti che mi aveva portato mia mamma, quando Harry rise.
"Che hai da ridere?"
"Sono sexy." Disse.
Aveva un tanga tra le mani, l'avevo comprato da poco.
"Ridammelo."
"Sei così carina quando arrossisci."
Arrossii ancora di più, mentre lui mi cinse da dietro, prendendo il borsone.
"Andiamo."

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