Capitolo 71

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tira vento quando usciamo dall'entrata principale della Rosewood, e l'aria fredda alza un po' la gonna blu della divisa.

alcuni ragazzi fischiano, ma non ci faccio caso: lo fanno sempre quando passiamo noi.

Harry ci aveva fatto l'abitudine, o meglio: quando stavamo insieme, fra una lezione e l'altra, aveva fatto smettere gli altri ragazzi con i suoi sguardi gelosi. ma adesso tutti hanno notato che non passiamo più tempo insieme, e soprattutto che lo faccio scoppiare a piangere almeno una volta al giorno durante le lezioni.

ed eccolo lì, vicino al cancello: ha arrotolato le maniche della camicia bianca della divisa, lasciando vedere i muscoli delle braccia e quel migliaio di tatuaggi che ha, in più oggi ha anche lasciato sganciato qualche bottone e riesco a vedere da qui un pezzetto di ciascuna delle due rondini fare capolino dalla camicia.

sta parlando con Louis e Liam, e oggi sembra stare meglio. ride invece di avere lo sguardo fisso è vuoto e sembra anche tranquillo. forse è per gli stivali... mi chiedo cosa abbiano pensato i ragazzi quando Harry è entrato da Sanks e ne è uscito con un paio di scarpe rosa. Non lo so perché, ma mi viene da ridere immaginando la scena.

- allora vai - Bonnie e le altre si fermano, e Katrin mi porge la scatola di Sanks. ha voluto tenerla stretta lei per tutto il tragitto fino all'uscita. le dà un'occhiata veloce prima che io mi giri di nuovo e continui a camminare, con gli stivali che rimbalzano nella scatola a ogni passo.

peccato, sarei una favola con quelli. suole rosse, camoscio e tacco alto... potrei benissimo arrivare alla spalla di Harry, forse anche più in alto se li mettessi adesso. ma ho deciso di non tenerli.

Liam, come al solito si accorge per primo di me, e della scatola di Sanks che tengo stretta: - ehi, Ari! -. lascia che gli tiri un pugno sul braccio, anche se per niente forte però si sposta indietro sorridendo, come se avessi veramente tanta forza. che dolce: - Ciao Liam! -.

Louis interrompe improvvisamente la sua battuta a metà, quando Harry si gira verso di me. da qui, le rondini che si intravedono mi fanno deglutire rumorosamente, forse troppo, perché Harry sorride malizioso, dopo.

Non ricambio, non sono qui per questo: - ehi, Harry -. sembra sorpreso dal fatto che gli stia parlando, sollevato dovrei dire?

sposta i ricci scompigliati dal vento indietro prima di sorridere di nuovo: - Ciao -.

- ehm... senti sono qui per le scarpe.... -

- sono il numero giusto non è vero? - sbotta all'improvviso, ridendo - sapevo che ti sarebbero piaciute, e se vuoi possiamo cambiarle, se non ti piacciono; andiamo insieme e mi fai vedere quelle che vuoi... -.

sembra così preso che dispiace quasi interromperlo: - Harry, fermo -.

le sue labbra curvano all'ingiù: - non ti piacciono? -.

- si sono bellissime, ma Harry io non... - involontariamente mordo l'interno guancia, non sapendo cosa dire - Harry non posso -.

- andiamo, ti piacciono no? le ho comprate sperando che... -

- sperando che cosa Harry? - le braccia iniziano a fare male per via del  peso della scatola - tu l'hai fatto solo per farmi dimenticare tutto, non è vero? -.

Liam guarda a terra e gli occhi di Louis saettano da me al suo migliore amico che alza le spalle: - Beh, volevo scusarmi e pensavo che magari con quelle scarpe avrei avuto più possibilità? -.

faccio due respiri di fuoco yoga per calmarmi. lui  è una grandissima testa di cazzo: avevo ragione, ha fatto tutto per chiedermi scusa, perché non ha le palle e spera di potermi comprare. Ti amo ha perso ogni significato, adesso sembra che sul biglietto che ho ancora in mano ci sia scritto ecco un'altra bugia, perdonami e basta. Dolce Harry? Katrin e Bonnie dovrebbero essere qui in questo momento, dovrebbero vedere come mi hanno fatto quasi credere a Harry...

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