Capitolo 2

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CAPITOLO 2

Vidi Cameron già sbronzo, in mezzo alla pista. Lo immaginavo. Diedi un'occhiata all'orologio: le 3:27 del mattino. Mi girai di nuovo verso il barman e ordinai altro alcol.
Si avvicinarono alcune ragazze e risi, erano praticamente nude. Troie.
Una di loro mi venne a toccare la spalla.
"Vuoi ballare?" Mi chiese.
"Certo, adoro ballare." Sorrisi falsamente.
Odiavo ballare.
Mi alzai e la seguii sulla pista, ci avvicinammo, così le strinsi il sedere in una mano e lei mi si avventò contro, baciandomi.
La guardai negli occhi e sentii la sua mano sul cavallo dei miei pantaloni. Sorrise maliziosamente.
La baciai per la seconda volta e quando, poco dopo, vidi Perrie di fronte a noi che mi guardava con disprezzo, rimasi immobile. La vidi correre via, e mi allontanai dalla ragazza per seguirla, ma mi trattenne.
"Che succede?" Mi chiese.
"Non voglio scopare stasera, è inutile che ci provi." Dissi, e la lasciai in mezzo alla pista.
Cercai di trovare Perrie con lo sguardo, ma non riuscii nel mio intento.
Cazzo.
Qualcuno mi bloccò per la spalla, era Lucy.
"Che ci fai tu qui?" Rise, ubriaca.
"Lucy, dimmi dov'è Perrie."
"E che ne so io."
Mi stava scoppiando la testa lì dentro.
"Se la trovi fammi uno squillo." Dissi, sperando in qualcosa di inutile.
Dire qualcosa a Lucy mentre è ubriaca è come dire ad un bambino appena nato di ricordarsi il suo codice fiscale. Inutile e impossibile.
Che poi non me lo ricordo neanche io il mio codice fiscale, ma questi sono dettagli.
Ora la cosa importante è Perrie.
"Si, Harry." Rise ancora.
Mi diressi verso l'uscita del locale, prendendo una sigaretta dal pacchetto che avevo in tasca.
Estrassi l'accendino e non appena fui nel vialetto fuori iniziai a fumare. Mi riempii i polmoni di fumo, e lo lasciai uscire dalle mie labbra in uno sbuffo.
Voltai lo sguardo a destra, c'erano un ragazzo e una ragazza che si stavano baciando.
Non ci feci molto caso, dopotutto che mi poteva interessare?
Finii di fumare la mia sigaretta ed entrai di nuovo nella discoteca, e dopo aver cercato Perrie con lo sguardo, vidi ciò che non avrei dovuto vedere.
Stava ballando praticamente senza vestiti su una piattaforma, insieme alla ragazza con cui avevo ballato prima.
Mi salirono i nervi a vedere tutti quei coglioni messi di sotto, che le guardavano e provavano a toccarle.

Perrie's pov.

Mi stavo solo divertendo un po', suppongo. Ai nostri piedi c'erano tantissimi ragazzi, era da tanto che non mi sentivo così.
Feci una spaccata, abbassando il busto sulle gambe.
Un ragazzo mi diede una pacca sul sedere e mi alzai, continuando a muovere i fianchi a ritmo di musica.
Risi.

Harry's pov.

Mi avvicinai alla piattaforma e Perrie si mise a ridere. Si abbassò verso di me e mi lasciò un bacio sulle labbra in modo alquanto sexy, dovetti riconoscere.
Rimasi immobile a fissare il suo magnifico culo per qualche secondo, ma poi mi ripresi e cercai di prendere una decisione su cosa fare, dato che non stava ragionando. La presi in braccio dalle caviglie e la sistemai sulla mia spalla.
Uscii dal locale di corsa, sapevo che Perrie, il giorno dopo, avrebbe capito perché l'avevo fatto. La ragazza sbatteva i pugni sulla mia schiena, lamentandosi e gridandomi di lasciarla andare.
A suo modo mi voleva ricattare.
"Se non mi lasci te lo taglio Harry, giuro." Rise, non riusciva neanche ad essere seria, sorrisi.
La presi tra le braccia come una principessa.
"Va bene, correrò il rischio." Risi, continuando a camminare verso la mia auto.
"Perché mi hai preso? Mi stavo solo divertendo." Mise il broncio.
Quanto era tenera.
"Stavi solo facendo la troia, e non te lo permetto questo." Fui onesto, perlomeno.
Appoggiò la testa sulla mia spalla, e arrivammo alla macchina. Aprii la portiera e la sistemai sul sedile del passeggero, dopo feci il giro e salii dalla mia parte.

[...]

Perrie si era addormentata sul mio letto, e aveva insistito perché restassi abbracciato a lei, almeno finché non si fosse addormentata, ma non riuscivo a staccarmi. Era così bello guardarla dormire.
Le tolsi una ciocca di capelli dal viso, e la sua espressione si rilassò inconsciamente. Le accarezzai una guancia.
Perrie continuò a dormire beatamente sul mio letto, così decisi di chiamare quel cretino del mio migliore amico.
Feci il numero e chiamai.
"Harrrrrryy!" Gridò Cameron.
"Coglione, sei ancora alla festa?"
"Si! Ma non ti vedo amico, dove sei?"
"Sono a casa, domani ti spiego."
"Ti giuro che non ho bevuto." Rise Cameron.
"Certo, quindi ovviamente saprai tornare a casa da solo." Scherzai. "Dai, ti sto venendo a prendere, trova Lucy e aspettatemi all'uscita."
"Grazie Harrrry."
"Smettila, frocio." Chiusi la chiamata e scrissi un biglietto per Perrie.

"...
Ciao piccola, sono Harry. Se ti svegli non preoccuparti, non ti ho fatto niente.
Sono a prendere Lucy e Cameron alla festa, dopo se vuoi ti racconto che hai fatto.
E spero che tu non lo faccia mai più.
Tuo, H .x
..."

Lo lasciai sul comodino ed uscii dalla stanza, dopo aver preso il cellulare e le chiavi.

[...]

"Siete due coglioni, la multa la pagate voi adesso!" Affermai, ero nero di rabbia.
Cameron e Lucy avevano fatto in modo di ubriacarsi così tanto da battere un record.
E ovviamente la multa è andata a me.
"Va bene Harry." Rise Lucy.
Mi avevano sequestrato la macchina, e in più Cameron aveva rimesso sulle scarpe dell'agente, aggravando la situazione.
Mi ritrovai a camminare per strada alle 5 di mattina, con due stupidi ubriachi che sembravano bambini con le caramelle per Natale.
Mi squillò il cellulare, era Perrie. Sfuriata tra tre, due, uno..
"Pronto?" Risposi.
"Harry torna a casa, qualunque cosa tu stia facendo."
"Mi hanno tolto la macchina, stiamo venendo a piedi." Cercai di essere impassibile.
"Ti do cinque minuti di tempo, altrimenti non sai cosa scateno, l'inferno."
"Sei già arrabbiata, vero?"
"No, ma ancora per poco."
"Sto arrivando." Chiusi la chiamata ed accelerai il passo.
"Harry aspettaci." Rise Cameron.
"E smettila di ridere, deficiente!" Sbottai.
Cameron si fece serio, e Lucy anche. Finalmente avevano smesso di ridere, mi stavano dando ai nervi.
"Ora muovete quei bei sederini e torniamo a casa."
Entrambi non proferirono parola ed accelerammo tutti e tre il passo.
In poco tempo arrivammo a casa, e Lucy e Cameron scomparirono nella stanza di Cam. Io invece corsi da Perrie, nella mia stanza.
Non appena entrai, Perrie mi stampò le sue dita sulla guancia, nel modo più atroce possibile.
Gemetti dal dolore.
"Sei un bastardo!" Mi urlò in faccia, iniziando a piangere.

Writer's wall
Ma ciao bellissime! Intanto scusate il ritardo, ancora siete pochissime a leggere la storia, ma spero comunque che piaccia a molte di voi.

Aggiungiamo qualche voto e commento?❤️
Vi amo.

A presto. X

Allie.

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