Camilla

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Come tutte le mattine,apro gli occhi dopo che i miei timpani sono stati maltrattati ancora una volta dalla sveglia.Sbatto la faccia sul cuscino pensando che della scuola non me ne frega niente,che io non mi alzo.Sono le cinque e mezza del mattino:al diavolo il ripasso!Poi, come tutte le volte, sento quella famigliare sensazione che dal petto dilaga in tutto il resto del corpo.Che attanaglia lo stomaco e quasi mi soffoca,che mi fa prudere le gengive.Chiamatela come preferite:ansia,panico,senso del dovere,senso di colpa.L'unica cosa certa è che è sempre li in agguato per sorprenderti nei momenti di debolezza.Fatto sta che mi alzo con gli occhi ancora chiusi,faccio una capatina in bagno(con gli occhi ancora chiusi),accendo la luce delle scale(anche se continuo a tenere gli occhi chiusi)e le scendo strisciando i piedi.Inciampo nelle scarpe che io stessa ho lasciato per terra la sera prima e sveglio Sandra,il mio gatto,che mi saluta con un bel-prrrrrrrrr-.Lo so è un nome stupido per un gatto,lo ha scelto mia madre, come ogni cosa del resto.Prendo lo zaino preparato la sera precedente,lo appoggio su una sedia che avvicino al divano e inizio a tirare fuori i libri.Latino,Matematica,Storia...faccio il Liceo Scientifico e non è proprio una passeggiata.Anzi ,sembra che più mi impegno più le cose vadano male.Dopo aver studiato per circa un'ora e aver dormito almeno venti minuti cercando di ricordarmi quello che aveva detto la prof sulle disequazioni letterali,torno in bagno e accendo la stufetta.Non sopporto il freddo quando mi lavo o mi vesto e la accendo anche d'estate.Mentre mi pettino i capelli indugio un attimo sul loro colore,quasi uguale a quello degli occhi...castano.Schifoso e ordinario castano.Nei libri di solito per descrivere il castano fanno riferimento a riflessi color miele o pagliuzze dorate o addirittura al color ambra,tutte cavolate.I fantastici riflessi di cui gli scrittori fanno menzione si rivelano solo alla luce del sole o a quella elettrica.Per i capelli ci può anche stare,ma non è che una sta sempre con gli occhi rivolti verso il sole accecandosi o con una torcia elettrica puntata dritta in faccia come una falena con le lampade da giardino.Dopo la mia solita autocritica negativa mattutina, scendo a fare colazione e,proprio mentre tolgo la bustina del thè dalla tazza,sento la sveglia dei miei genitori.Sono le sette meno un quarto.Mentre sto mettendo in bocca un biscotto sento mio padre che va in bagno e chiude la porta.La riapre e urla-Camilla hai lasciato il pigiama in bagno!Non è mica solo tuo questo posto!!-.Intanto che penso che se si svegliasse prima troverebbe il bagno perfetto, mi alzo e vado a togliere quel cavolo di pigiama dalla finestra e corro a lavarmi i denti.Colazione non la finisco: non ho tempo.Metre mi lavo i denti ,tento di infilarmi le scarpe,il cappotto,la sciarpa.Vorrei truccarmi un po',ma non ho proprio tempo.Mia madre,intanto,scende le scale con una calma che mi da sui nervi e entra in cucina.Mi saluta,guarda il tavolo sul quale ci sono ancora la tazza del thè completamente piena e mezzo biscotto e ,preoccupata, mi dice:-ma hai mangiato?Vuoi una fetta biscottata con la marmellata?-No mamma,cazzo,non la voglio perché non mi piace e tu lo sai.-No,ho già lavato i denti.Papà è ancora in bagno?-chiedo,sperando che si sbrighi perché sono già le sette e dieci e dovremmo partire alle sette e un quarto.-Si sta facendo la doccia-.Nemmeno le rispondo,mi accascio sul divano con la rabbia e la stanchezza che mi esplodono dentro senza poterci fare nulla.Quando mio padre si degna di scendere sono le sette e venti.Lui ,con calma,cerca le chiavi e apre la porta dicendo:-metti a posto la tazza io ti aspetto in macchina-.Come se non lo avessi aspettato io fino a quel momento.Entrata in macchina mi metto le cuffie così da non dover parlare,non penso nemmeno al traffico che mi farà arrivare tardi.Davanti a scuola scendo,mi metto lo zaino in spalla e saluto mio padre.-Viene la mamma all'una-mi ricorda.Significa che prima dell'una e mezza non sarà qui.Annuisco e mi incammino con la calca verso la porta.Almeno nella scuola farà un po' più caldo

Chiedo scusa se ho commesso qualche errore di grammatica.Se fosse così fatemelo notare

credo nella speranzaLeggi questa storia gratuitamente!