I'll fucking digest you one kiss at time
You wish I was yours
And I hope that you're mine

Harry parcheggia e mi slaccio la cintura. Ho un leggero sorriso sulle labbra, è buio e fa freddo, ma nonostante questo sorrido. Mi guarda qualche istante, ho i capelli sul viso, e porto una ciocca dietro l'orecchio. Per la precisione, sposto la ciocca sulla destra, la parte in cui sta lui.
Mi guarda ancora e lo sento sospirare, immersi in questo silenzio che, però, non è pesante. Mi giro e li vedo, i suoi occhi, concentrati su di me, chiari e stanchi, di un verde acqua cristallino e dissetante, freddo e primaverile. Stringo le ginocchia contro i dorsi delle mie mani, cercando di sostenere il suo sguardo.
"Hai freddo?" mi chiede. La sua voce è bassa e roca, mi riscalda. Annuisco con la testa.
Lui si sfila il giubbotto di dosso e me lo sistema sulle spalle. Lo tiro un po' più su e lo tengo stretto con le mani, per coprirmi le braccia. Mi sta enorme, ma profuma di lui ed è caldo.
Apre il suo sportello e mi fa segno di seguirlo.
Siamo di fronte alle scale di casa sua, e lui inizia a salire i gradini per primo, lento. Tira fuori le chiavi e apre la porta. È tutto buio, ma distinguo le sagome degli oggetti principali, come il divano e alcuni disegni poggiati alle pareti.
Accade tutto in fretta: la porta si chiude, Harry cerca l'interruttore e io gli afferro il polso. Mi guarda al buio, tutto ciò che vedo sono i suoi ricci oscurarmi il viso, ma riesco ad aggrapparmi al suo collo, unendo le nostre bocche.
Il nostro bacio sa di alcol e sigarette, di freddo e di paura. Il giubbotto mi cade dalle spalle e lui si scosta per riprendere fiato. Mi avvicino al suo corpo e premo i palmi delle mie mani contro il suo petto coperto, baciandolo ancora. Voglio toccare la sua pelle, studiarne i dettagli, contornare i suoi tatuaggi, respirargli addosso. Stringo la sua maglietta e i suoi palmi si posano sui miei fianchi. Lo spingo verso il divano separando le nostre labbra di tanto in tanto per respirare. Le mani di Harry finiscono tra i miei capelli, mi racchiude il viso e mi accarezza il collo. Dovrei rabbrividire, sottrarmi a tutto questo, ma non ci riesco. Voglio di più.
Harry si siede sul divano e mi accoglie tra le sue braccia, i nostri bacini che si toccano, separati dai nostri abiti. Mi tiene il viso con entrambe le mani mentre mi bacia le labbra e le guance. Scende al collo e le mie mani scivolano sui suoi pantaloni, cercando la zip. Non vedo, lascio scorrere le mie dita su un lembo di pelle scoperto e arrivo a toccare l'elastico dei suoi boxer. Lo prendo con due dita e lo utilizzo per orientarmi, mentre Harry mi tiene la nuca con una mano e spinge il mio collo contro la sua bocca. Trovo la zip ma non riesco ad abbassarla perché Harry si ferma e mi afferra entrambi i polsi.
"Che stai facendo?" la sua voce è più roca di prima, quasi mi graffia.
Non rispondo, respiro col fiatone. Leccandomi le labbra sento ancora il suo sapore. Non ci sono luci accese, ma la luce notturna di fuori è abbastanza per concedermi di vedere il suo viso: ha aggrottato la fronte e incurvato le sopracciglia, mi guarda confuso. Gli sorrido, forse così funziona.
"Lo vuoi anche tu" bisbiglio al suo orecchio cercando di liberarmi le mani, ma lui le tiene ancora ferme.
"Sei ubriaca"
"No" mento. Questo non significa che non sappia cosa voglio. Forse ho solo meno limiti autoimposti.
"Sì" tuona, e mi fa sedere al suo fianco. Sono spiazzata e forse un po' ferita. Lo guardo interrogativa e allibita.
Harry, ora, non mi guarda. Si sistema meglio la maglietta e si mette bene a sedere. Io non so in che condizioni sono. Se ho il trucco sbavato, se la bretella del reggiseno che mi è appena scesa dalla spalla mi faccia sembrare una pornostar o una senzatetto, se ho freddo o caldo.
Chiude e apre gli occhi con lentezza, come se stesse pensando a cosa dire.
"Tu mi vuoi?" gli chiedo.
Adesso si gira a guardarmi, sono sicura di avere la sua attenzione.
"Mi vuoi, Harry?"
Probabilmente sta studiando il mio viso. Quest'oscurità non mi permette di esserne sicura.
"Sì" risponde, infine.
Le labbra mi si incurvano verso il basso. Vorrei piangere, ma sarebbe infantile. Io non piango.
"Mi vuoi scopare?"
Ho bisogno di certezze. Ho bisogno di sapere che lui mi vuole carnalmente, che vuole farmi sua, che vuole baciare ogni singolo centimetro della mia pelle, che vuole strapparmi da me stessa. È un incarico arduo che non gli assegnerei mai, se dovessi avere possibilità di scelta. Ma allo stesso tempo è un compito che vorrei svolgesse solamente lui.
Scuote la testa, lento.
"Non voglio scoparti" sussurra. Allunga una mano verso il mio viso e mi ritraggo, incenerita. Colgo il mutamento della sua espressione, e continua a parlare. "Voglio di più"
Non lo capisco. Non vedo i suoi occhi come vorrei, non riesco a leggerlo. Harry parla più con lo sguardo e coi gesti che con le parole, ora mi sembra di avere metà degli indizi. Il suo palmo si poggia sulla mia guancia, non mi sposto.
Respiro con la bocca, mi sento pesante. Sto crollando.
"Ma non così" dice. La sua voce mi rassicura, il tono con cui mi parla mi culla. "Non con te in queste condizioni. Non al buio. Non sul divano"
Penso che sia questo ciò di cui avevo bisogno. Delle mani di Harry su di me, della sua voce che mi parla piano anche se siamo solo noi due, delle sue attenzioni, di essere rifiutata per essere amata.
Non è amore, Harry non mi ama ed io non amo lui. Ma credo che sia quanto di più vicino io e lui possiamo avere ad un principio di innamoramento. Non è solo attrazione fisica, è come ritrovarsi. È guardarsi e sapere quando qualcosa non va, sfiorarsi in segreto sotto ad un tavolo, tenersi d'occhio nel caso in cui qualcosa non vada, urlarsi addosso fino a stare male e fare pace con un bacio. È il non voler fare sesso alle quattro e trentasei del mattino ma stare seduti su un divano scomodo a fissarsi nel buio di una casa colma di disegni che nessuno mai si tatuerà.
Annuisco comprensiva e deglutisco. Lo sento ancora baciarmi, respirarmi addosso. Gli stringo la mano perché ho paura che mi lasci andare.
"Dormi con me?" gli chiedo.
Socchiude gli occhi, e quando li riapre sta sorridendo.
"Va bene"
Si alza e mi prende per mano, accompagnandomi in camera sua.
Mi guarda a lungo, quando siamo coricati. Mi guarda e mi accarezza i capelli, si sta stretti e sento il suo respiro come una ninnananna.
Mi bacia con delicatezza, come se sapesse che è quello di cui ho più bisogno. Mi bacia e non dice niente. Mi basta così. Mi basta lui. Mi basto anch'io.

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