We make it out alive
All right, all right
No church in the wild

"Monta su, fiorellino!" Louis si sporge dal finestrino e mi accoglie così quando esco dal portone. Il rumore delle mie scarpe echeggia nel parcheggio vuoto, Oli esce dalla macchina e mi fa l'occhiolino, ha il rossetto rosso sulle labbra e si sente della musica hip hop uscire dalle casse dell'auto.
"Fiorellino?" chiedo sorpresa. Oli alza gli occhi al cielo.
"Oggi è così"
Mi fa sedere nei sedili posteriori dove c'è Diana.
"Hey Mila. Tutto ok?"
"Tutto ok. Come stai?"
"Non c'è male"
Louis aspetta che Oli chiuda lo sportello e poi parte.
"Mike non è ancora arrivato, dovremmo essere i primi" mi informa lui. "Il posto si chiama Red. Ci siete mai state?"
Io scuoto la testa, sorprendentemente è lo stesso che fanno Oli e Diana.
Louis tira su un angolo delle labbra in un sorriso malizioso.
"Che è quella faccia?" gli chiede immediatamente Oli.
Lui scuote la testa. "Niente"
Ma Oli lo guarda con insistenza, non si lascia abbindolare facilmente. Nemmeno da Louis. Io e Diana li guardiamo divertite ed incuriosite.
Lui si gira a lanciare un'occhiata alla mia amica bionda. "Ci sarà da divertirsi, vedrai"
Le posa una mano sulla gamba e Oli non si ritrae, ma la fissa, guardando poi Louis in viso, che continua a guidare. La sposta solo per cambiare marcia, e non la riposa più su Oli.
Diana mi si avvicina per parlarmi all'orecchio.
"Qualcosa bolle in pentola, non credi?"
Sta parlando di Oli e Louis, lo so. Guardo i suoi occhi chiari, la pupilla nera è molto grande, e annuisco soltanto.
Fa un piccolo sorriso e guarda fuori dal finestrino, verso le luci della città. Louis ed Oli non si guardano, ma si tengono comunque d'occhio, lo fanno col resto del corpo, consci di essere vicini ma non soli.
Si scambiano battute per tutto il tragitto, Oli lo prende in giro per come guida, anche se a me il modo sicuro e leggero che ha Louis nel guidare mi piace. Quando parcheggia, c'è un piccolo edificio malridotto colorato di bordeaux, con un ingresso nero.
"È questo?" chiedo.
Louis annuisce, e lui ed Oli scendono dalla macchina in contemporanea.
Il parcheggio è asfaltato, non c'è fila in quello che dovrebbe essere l'ingresso, e ci avviciniamo. Louis spinge la porta e non si sente niente, nemmeno una nota in lontananza. Mi sembra tutto così strano.
C'è la cassa con una ragazza dai capelli blu che fa i biglietti, ci sono altre due persone davanti a noi. Ci mettiamo in fila e non dobbiamo aspettare molto.
"Siamo in quattro" dice Oli, paghiamo e la ragazza strappa quattro ticket. Mi giro per vedere una tenda nera, Oli la sposta e trova l'ingresso di un ascensore che sta risalendo.
Guarda Louis confusa e lui annuisce con un occhiolino. L'ascensore arriva e le porte si aprono, entriamo tutti e quattro insieme ad altri tre ragazzi e l'ascensore si richiude, per poi scendere. La luce non è forte, le pareti ballano.
Louis si avvicina al mio orecchio e mi sposto un poco.
"Non voglio metterti alcuna pressione," mi dice piano, mentre Oli e Diana parlano. "ma ci saranno sia Harry che Brett"
Lo guardo e i suoi occhi sono due fantasmi anche nell'oscurità.
"Non farò nulla di insensato" lo rassicuro. Stringe le labbra e sorride appena. L'ascensore si ferma, non mi sono accorta della musica, i ragazzi con noi stanno già muovendo la testa a ritmo.
Quando le porte si aprono veniamo investiti dai bassi e da una miriade di luci rosa, gialle e rosse.
"Benvenuti al Red" dice Louis con le mani in tasca.
Diana avanza per prima, io seguo Oli. Ci sono delle ballerine di lap dance in tutti e quattro gli angoli e una passerella che divide la sala in due; le luci si alternano in maniera psichedelica, non riesco a scorgere il bancone del bar ma Louis conosce la strada. Beth ed Erika non ci saranno. Guardo Oli ancora stupita e lei mi restituisce lo sguardo.
"Te l'avevo detto che ci saremmo divertite" ammicca. Sorrido ammaliata da quello che ho attorno, l'ascensore è già risalito.

Ci siamo seduti ad un tavolo a parlare. Louis, Diana ed Oli vanno avanti a birra, io a drink alcolici. In questo posto non conoscono le mezze misure e non c'è una via di mezzo tra l'alcolico puro e quello diluito. Non contavo di ubriacarmi, ma non sembra che io abbia molta scelta.
Louis ride ad una battuta di Diana, batte una mano sul tavolo e poi tira fuori una canna già pronta; tutto attorno a noi c'è altra gente che fuma, non siamo gli unici. La accende e si concede dei secondi per assaporare questo momento. I suoi occhi si stanno rimpicciolendo birra dopo birra e immagino che potrebbe vomitare a breve. È toccato a me, potrebbe toccare anche a lui, mingherlino com'è.
"Una delle mie coinquiline mi ha chiesto di procurarle erba" dico steccando sul finale. Oli, seduta davanti a me, mi guarda intrigata, una ruga d'espressione tra le sopracciglia.
"Chi?"
Bevo dalla cannuccia prima di rispondere: "Ruth".
Oli scoppia a ridere e tira la testa all'indietro, Louis poggia il suo bicchiere di birra quasi vuoto sul tavolo, lanciando uno sguardo ad entrambe.
"Cosa c'è di strano nell'amica che vuole dell'erba?"
Mi giro a guardarlo, visto che siede alla mia destra. "Prima di tutto, lei non è una mia amica. È soltanto una delle mie quattro coinquiline rompicoglioni ed inutili alla società"
So che non è vero, ma in questo momento sono tornata al punto di partenza, quello in cui non m'importa di sapere come stia Deb, se Cara abbia il doppio turno, perché Amanda sia così pensierosa e cosa spinga Ruth a farsi una canna quando non ha mai toccato nemmeno una sigaretta.
Diana ride e butta la testa tra l'incavo che le sue braccia poggiate sul tavolo creano. Oli annuisce.
"Confermo. Le sue coinquiline sono qualcosa che non ho mai visto. Non escono, non fanno altro che spaccarsi la schiena e non sembrano in grado di crearsi una vita sociale. Una di loro, l'altro giorno, è andata fuori di testa e ha avuto un attacco di panico"
So che la causa principale dell'arroganza con cui Oli parla delle mie coinquiline sono io, perché non ho mai detto nulla di positivo su di loro. Questo solo perché non le conosco. Non so nemmeno se loro parlino di me.
"Lavoro anch'io come un mulo" dice Louis con un'alzata di spalle.
"Sì, ma tu sei qui con noi" gli faccio notare.
"Esatto" Oli è d'accordo. Diana tira su la testa e si guarda un po' attorno leccandosi le labbra, un po' spaesata. Louis non trova niente da ribattere e la voce di Diana cattura sia noi che altra gente seduta attorno.
"Ed ecco il festeggiato!"
Mi volto per scorgere Mike coperto da una canotta bianca, che lascia scoperti i suoi tatuaggi. Brett e Harry lo affiancano come due colonne solide, simili ma diversi contemporaneamente. Per Brett vorrei che sparisse immediatamente, per Harry vorrei che fosse il mondo intero a sparire.
Diana abbraccia il festeggiato, io cerco di evitare qualsiasi tipo di contatto visivo con gli altri due, e mi alzo, un po' per fare gli auguri a Mike, un po' per far passare Louis.
Mike mi stringe piano quando gli dico "Tanti auguri", poi mi lascia andare per accogliere Louis.
"Fermi, voi siete già sbronzi" nota guardandoci in viso. Mi scambio uno sguardo divertito con Oli, che mi fa l'occhiolino e si risiede.
"Non del tutto" replica Louis, sedendosi vicino a lei. Brett ha preso il precedente posto di Louis, e io non ho alcuna intenzione di sedermi al suo fianco. Diana si accomoda accanto a Louis e Harry raggiunge Brett. Questo implica che io debba sedermi vicino ad Harry.
Guardo Louis come a chiedergli il permesso e lui mi fa un misero cenno con la testa per sedermi. Harry sta parlando con Brett di qualcosa che non sento.
"Beh, allora sapete che vi dico? Un giro di tequila per tutti, ve lo offro io!" prima che qualcuno possa tirarsi indietro, Mike ferma una barista dai capelli rosso fuoco e ordina da bere. Oli scuote la testa, ma Diana e Louis ne sembrano eccitati. Mike si risiede al mio fianco e mi guarda.
"Allora, quando lo prenotiamo questo tatuaggio?"
Mi viene da ridere ed è quello che faccio, spalancando la bocca e tirando la testa all'indietro. Catturo l'attenzione di Harry, che mi guarda forse dimenticandosi di essere tra me e Brett.
"Presto, lo giuro"
"Ci conto" Mike mi sorride, è un bel ragazzo. Si rivolge ad Oli ora. "E tu? Come va la schiena?"
"Alla grande!" Oli deve quasi urlare per superare la musica. "Posso di nuovo sdraiarmi senza lamentarmi come una vecchia"
La barista torna con sette bicchierini in vetro con del liquido trasparente, una piccola saliera e dei pezzi di limone disposti su un piattino rettangolare.
Louis ha già afferrato il suo bicchiere, Mike mi porge il mio.
"Pronti?" urla il festeggiato.
"Aspetta!" scatta Brett, sistemandosi il sale sull'angolo tra il pollice e l'indice sinistro.
Louis si mette a contare. "Uno... due... tre!"
Tutti insieme lecchiamo via il sale dalla mano, per poi ingollare la tequila dal bicchiere e addentare il limone.
Strizzo gli occhi e vedo Oli battere ripetutamente un pugno sul tavolo, per poi spalancare le pupille e ridere euforica.
"Cazzo, era una bomba!" Mike è entusiasta. "Voglio un altro giro!"
E ordina davvero un altro giro, che arriva meno di un minuto dopo dalla stessa barista. Questa volta è Diana che conta, e all'unisono ripetiamo il gesto, Mike leggermente in anticipo.
"A Mike!" esulta Louis alzandosi in piedi.
"A Mike!" rispondiamo in coro, Brett batte i piedi a terra esaltato. Il nostro tavolo è diventato un puttanaio nel giro di qualche minuto, ma mi sento allegra e leggera. Potrei fare qualsiasi cosa.
"Ho un regalino" dice Brett, e mi sorprende sentirlo parlare, non so perché. Forse mi aspettavo che stesse in silenzio, ma la mia presenza non deve intimorirlo così tanto.
Toglie fuori dai pantaloni una bustina di plastica con dentro piccole pastiglie bianche. Louis sgrana gli occhi, Oli si guarda attorno.
"Avanti, prendetene una tutti"
Passa prima il sacchetto ad Oli, che ne prende una e se la ficca subito in bocca. La bustina arriva a Louis, che fa lo stesso e poi la passa a Diana. Quando Mike la passa a me non so che fare, ma ci pensa Oli a venirmi incontro.
"Mila no" e non è un suggerimento, si sta rivolgendo direttamente a Mike. È un ordine.
"Perché no?" chiede Louis.
Oli lo guarda, credo che la droga stia facendo effetto. "Non l'ha mai presa prima, non è abituata. Potrebbe farle male"
Ritraggo la mano e la abbasso, infilandola tra le ginocchia insieme all'altra.
"D'accordo" fa Mike, e si sporge per dare il sacchetto ad Harry. Anche lui la prende, guarda gli altri e si porta la mano alla bocca, ma la pastiglia non abbandona il suo palmo. Brett non lo vede, troppo indaffarato a prendere la sua parte e a nascondere di nuovo il sacchetto. Harry mi guarda, apre la mano sotto il tavolo e mi fa vedere la pastiglia intatta. Rivolge la sua attenzione di nuovo a Brett mentre lascia scivolare la mano sulla mia gamba coperta solo da dei collant neri, e raggiunge le mie mani unite. Fa cadere la droga e afferra la mia mano destra, intrecciando le nostre dita.
In qualche modo il contatto con la sua mano mi rassicura. È come se volesse dirmi che va tutto bene, che ha tutto sotto controllo. Il suo pollice accarezza il dorso della mia mano, le nostre gambe si toccano perché stiamo stretti in quattro su una panca.
"Questo posto è una bomba!" esclama Mike.
"E io muoio dalla voglia di andare a ballare" aggiunge Oli. Non riesce più a trattenersi, la conosco. Lei vuole ballare, vuole scaricarsi così.
Louis la guarda e le sorride, le fa un cenno con la testa e lei annuisce, così entrambi si alzano in piedi.
"Voi che fate? Venite?"
Harry mi lascia andare la mano con uno scatto, mi volto dalla sua parte col timore che Brett possa averlo scoperto, ma entrambi guardano Louis. L'espressione sul suo viso è concentrata, attenta a tutto ciò che succede. Mi domando se abbia bevuto come noi, o se sia completamente lucido. Il colore dei suoi occhi è deformato a causa delle luci di questo posto, ma riconosco la bellezza del suo volto pallido e tendente all'infantile.
La sua mano si posa sul mio interno coscia da sotto la gonna, poco prima che Mike parli per tutti. "E va bene" Harry stringe la presa, mi manca il fiato. "andiamo!"
Mike si alza, Harry ritrae la mano imitando i movimenti dell'amico e io sono l'unica ancora seduta.
"Mila, dai!" mi incita Oli porgendomi la sua mano. La afferro e ci affrettiamo ad immergerci in pista. Voltandomi vedo che gli altri ci stanno seguendo.
Le luci ora sono bianche e più frequenti, rendono la visione delle cose più rallentata, mi sembra di essere in un film. Oli si muove davanti a me, siamo in mezzo alla gente e la musica mi riempie le orecchie. Non vedo più Harry.
"Dai Mila!" Louis mi si affianca e mi incita a ballare ronzandomi attorno. Io rido e lo assecondo, con Oli davanti. Diana è affianco a Mike, parlano e ballano.
Mi muovo cercando di farmi trasportare dalla musica, che ha un crescendo pauroso e poi si ferma di botto, lasciandoci tutti al buio, finché delle luci rosse illuminano la passerella e l'intera discoteca esplode in un boato di entusiasmo.
Mike salta addosso a Louis, euforico come non l'avevo mai visto prima, e Oli mi posa un braccio sul collo, ridendo, mentre delle ballerine sfilano sulla passerella e si esibiscono in danze sensuali.
Oli mi tira in avanti per vedere meglio, la gente ha ripreso a ballare. Ci muoviamo anche noi a ritmo di musica, quasi non sento più i piedi da quanto sto saltando e ballando. Chiudo gli occhi per lasciarmi andare di più, il mio corpo si muove in automatico, inspiro ed espiro regolarmente. Mi sembra tutto normale, tranquillo e perfetto, ma quando una mano si posa sulla mia pancia per attirarmi contro un corpo che non conosco, mi irrigidisco.
Mi volto e guardo il ragazzo in viso, è biondo con gli occhi scuri, mi fa l'occhiolino ma sono paralizzata. Oli si para davanti a me e lo spintona via. "Lasciala stare"
Quello alza gli occhi al cielo, mormora qualcosa che non sentiamo e se ne va. Oli si volta dalla mia parte.
"Stai bene?"
Non so perché, non mi è mai successo prima in una situazione simile, ma scoppio a ridere. "Sì"
Rido così tanto che Oli prima mi guarda preoccupata, poi ride anche lei e mi prende le mani, mi abbraccia e balliamo così.

AeroplaniLeggi questa storia gratuitamente!