Capitolo 20- Proposte

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LUCAS

Dopo aver salutato Pietro rientro a casa, le sue parole mi stanno facendo riflettere. Sono davvero così orgoglioso da non poter perdonare Clara? Penso proprio di si. Ma voglio essere forte e affrontare la situazione, io la amo e non posso..non voglio perderla. Si avrá pure sbagliato ma tutti commettiamo degli errori, dopotutto nella vita si fanno tanti sbagli che poi si spera di non rifare. In questo caso io voglio perdonare Clara e spero che non commetta più lo stesso sbaglio. Sicuramente succederanno altre cose che potrebbero farci litigare, ma noi ci amiamo e affronteremo tutto insieme, solo se lei lo vorrá. Prendo il mio telefono e la chiamo. Suona a lungo senza alcuna risposta, ma proprio quando sto per staccare la chiamata sento la sua voce.

"Ehi"

"Clara! Sei in albergo?"

"No, sono in spiaggia sto facendo una passeggiata"

"Sei sola?"

"Si. Dopotutto ho fatto un gran casino e non merito di essere più cercata"

"T'ho cercata io"

C'è silenzio, sicuramente le avrò strappato un mezzo sorriso.

"Ti vá se vengo anche io a passeggiare da quelle parti?"

"Davvero? Ma tu non sei arrabbiato con me?"

"Si lo sono, ma io ti amo e questo mi dá la forza per perdonarti"

La sento singhiozzare

"Io..non so cosa dire"

"Non dire niente. Aspettami lì"

Stacco la chiamata, prendo la mia moto e vado verso la spiaggia. La vedo, è lì seduta sulla riva del mare, i suoi capelli volano a causa del vento leggero che arriva quasi ogni pomeriggio. Il mio cuore incomincia a battere sempre più velocemente, questo significa che provo davvero amore per lei. Lei così semplice, così bella, una bambina che vuole sentirsi grande, fuori si fa credere una tempesta, ma dentro ha soltando il mare calmo, è un fiore dai petali fragili che se li sfiori cadono. Lei è mia, e non la voglio perdere.

Mi avvicino e rimango alle sue spalle, lei si gira e con gli occhi lucidi mi sorride, si alza e mi abbraccia. Oddio quanto mi era mancato il suo profumo, quanto mi era mancata lei. La stringo a me e le dò un bacio sulla testa. Lei alza la testa e mi guarda con quei suoi occhi, mi ci perdo dentro.

"Mi hai davvero perdonata?"

"Si, tutti possiamo sbagliare e tutti meritano una seconda possibilità non credi?"

Lei annuisce con la testa e si appoggia al mio petto. La prendo in braccio tipo sposa e la porto sulla mia moto. Ecco, le è tornato quello splendido sorriso sulle labbra.

"Ma che fai??"

"Ti amo e tu?"

"Ti amo anche io"

Come è successo la prima volta la bacio appoggiandola alla moto e poi tenendola dai fianchi la guardo e le dico:

"Ti vá di fare un giro?"

"Andiamo"

"Non mi chiedi dove?"

"Basta che ci sei tu non importa la destinazione"

"Bene, allora pronta a far parte della mia vita?"

"Oh no..cioè..aspetta tu intendi.."

"Tranquilla voglio solo chiederti se ti andrebbe di convivere qui in Grecia con me"

"Convivere? Qui? ..ma io ho un lavoro a Catania e poi non ho ancora 18 anni, e fra 3 giorni devo ripartire"

"Manca solo un mese e diventi maggiorenne. Il lavoro te lo troverò qui, non è un problema, non preoccuparti troveremo una soluzione. Non ti voglio perdere un altra volta"

"Neanche io"

"Adesso andiamo, devi vedere una cosa"

"Cosa??? Dai dimmeloo"

Incomincia a mettere il broncio da bambina. Io rido e lasciandola nella sua curiositá metto il casco e le faccio segno di salire in moto, così che possa portarla a vedere questa sorpresa.

Grecia-Un viaggio da sognoLeggi questa storia gratuitamente!