Capitolo 27

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-D-dobbiamo parlare- balbettò.
Annuii.
"Ora o mai più Luisana, ora o mai più"
Mi guardò e io guardai lui...nessuno però osava proferir parola.
Riuscivo a leggere il rimpianto nei suoi occhi ed ero certa che lui riuscisse a leggere l'odio nei miei.
-Non è come pensi- disse con la voce che tremava.
Abbassai lo sguardo e risi istericamente.
-Ah no?-
-No- disse serio.
-Quindi mi stai dicendo che quando ieri sono entrata in camera tua non stavi baciando quell'ochetta bionda vero?...che facevate allora? stavate guardando "Chi vuol essere milionario?" perché mi pare che Ashley sia interessata alla cosa. - Sofia sghignazzó.
-Perché mi hai ignorato?- disse lui improvvisamente con la voce seria. -Dopo la giornata al mare...sei sparita, non mi hai parlato, non mi hai chiamato, mi hai ignorato tutto il tempo. Uscivi sempre con quel tipo lì, stavate sempre insieme. Erano i nostri 10 giorni e tu hai preferito stare con lui invece che con me.-
-E la tua cos'era?  Una ripicca? Un dispetto? Certo, io non ti parlo e sto con il mio amico e tu mi fai cornuta! Ottimo gioco da bambini Noah!-
-Ti sbagli!-
-Illuminami allora. Sentiamo, com'è andata?-
Lui sospirò, abbassò lo sguardo per poi rialzarlo.
-Dato che non mi rispondevi ho pensato al peggio. Ti ho chiamata...giorno e notte, ma non mi hai mai riposto. Se ti vedevo eri fredda e stavi costantemente con Jeck. Quando ti ho chiamata e ha risposto lui, non ci ho visto più. Pensavo volessi lasciarmi, pensavo ti fossi innamorata di lui. Ancora oggi non so in realtà cosa sia successo.
Mi sono scervellato per giorni e una sera, esausto, sono sceso di casa e ho bevuto fino a non reggermi in piedi. Ti giuro che ho bevuto di tutto per dimenticarmi di voi due, per dimenticarmi di te...sono arrivato a dimenticarmi anche dove abitavo, anche perché fossi lì...ma la tua faccia no. Avevo il tuo sorriso impresso nella mente e non voleva andare via.-  disse con disprezzo.
Mi tremò il mento per le lacrime che stavo tentando di trattenere. -Poi sono risalito a casa e mentre mi toglievo la giacca, ho trovato nella tasca il bigliettino di Ashley con il suo numero...-
-Mi avevi detto che l'avresti buttato!- lo incolpai.
-La sera che lo dissi ero con te...mi era passato di mente, non avevo idea che esistesse ancora.- si difese.
Lo guardai male e gli feci segno di continuare. Lui sospirò.
-Dopo aver trovato il biglietto ho pensato che non avrebbe avuto senso continuare a morire per te, dato che amavi un altro, allora ho preso il cellulare ed ho chiamato Ashley.- la sua voce divenne debole -Ti giuro che ero ubriaco e non sapevo ciò che facevo.- gli sfuggì una lacrima.
-Che cosa è successo, che le hai detto?- chiesi arrabbiata.
Lui abbassò lo sguardo e sconfitto rispose -Che avevo voglia di vederla e che poteva passare da me. Lei non ha esitato ed è venuta.-
-E a quel punto?- chiesi ormai dando sfogo alle mie lacrime -Che avete fatto?-
-È...è venuta e abbiamo parlato un po' del suo litigio con Tod e del tuo comportamento-
-Ti sei aperto con lei? Hai rivelato i nostri problemi alla mia nemica?!- gridai.
-Non ero lucido, per la miseria!- gridò a sua volta. Jeck si alzò arrabbiato ma Sofia lo fermò ancora.
-Che cavolo è successo poi? - chiusi gli occhi per calmarmi.
Lui non rispose. Lo guardai. -Noah?-
-...Ci siamo baciati-
-Solo?- lui abbassò la testa e io cominciai a sentirmi male. Mi sedetti. -Lo prendo per un no- dissi ironicamente, prendendomi la testa tra le mani.
-Lusy- mi venne accanto prendendomi le mani. Mi alzai.
-Non azzardati a toccarmi con le tue luride mani. Anche il tuo odore sa di tradimento!-
Le lacrime uscirono anche dai suoi occhi e lui cercava a tentoni di toccarmi, senza risultato.
-Q-Quante volte è successa questa cosa?  Da quanto va avanti? -
-Più o meno da due giorni, dopo la mia telefonata a cui rispose Jeck.-
-V-vi siete visti 3 volte!...- mi asciugai le lacrime con il dorso della manica -E le altre sere eri sempre ubriaco? Ti sei sempre ubriacato, per questo la invitavi? -
-Lusy io...no, ma avevo la testa marcia. L'immagine di te che mi tradivi mi si presentava nella testa continuamente e in tutti i modi, era come se fossi ubriaco-
-Ma non lo eri! Eri lucido e non hai pensato neanche un momento di parlarmene! Hai fatto un'ipotesi,  hai pensato fosse corretta e hai agito di conseguenza, non è vero? Il ragazzino della coppia sei tu Noah, perché ti sei comportato in un modo tanto immaturo da doverti ritentere fortunato del fatto che io non ti abbia già cacciato di casa a pedate-
Lui mi guardò sconfitto. -Mi dispiace... amore io...-
-Non osare chiamarmi così!- respirai a fatica -Vada via professore...-
-Cosa?- sbiancó.
-Apparte per ambito scolastico non voglio rivederla mai piú.-
-Nono, piccola ho sbagliato. Giuro non commetteró mai piú un errore del genere. Per favore non lasciarmi!-
-Mi dispiace ma non ce la faccio. Non riesco piú neanche a guardarti negli occhi, figuriamoci a perdonarti.- mi allontanai. Tod entró in casa.
-Ehi ragazzi, prima è passata Ashley e...- si fermó ed osservó la scena. Strinse i pugni e fissó Noah.
-Tod io...- disse quest'ultimo.
-Brutto traditore!- gli si buttò addosso e lo fece cadere sul divano riempendolo di pugni.
-Hai sedotto la mia ragazza e l'hai indotta a tradirmi. E hai tradito anche mia cugina! Devi morire schifoso!- gridó. Noah non si difese e si lasció pestare. Probabilmente il senso di colpa lo assaliva.
-Lascia stare, Tod!- dissi fermando mio cugino. Non mi ascoltò. -Tod per la miseria, fermati!- gridai.
Jeck si alzò e prese Tod per un braccio.
-Che cavolo fai? Sei dalla parte di questo? - sbraitò.
-No, non lo sono. Ma picchiandolo non risolveremo nulla.-
-Si invece! Sazierò la mia fame di vendetta!-
-Basta!- gridai.  Tutti mi fissarono. -Tutti seduti, all'istante!- indicai il divano.
-Ma...- Tod.
-Ma nulla! Seduti!-
Tutti mi ascoltarono intimoriti. Jeck tornò al suo posto seguito da Tod, mentre Noah si sedette sul divano massaggiandosi sofferentemente un occhio diventato quasi del tutto nero.
-Smettiamola di fare i bambini!-
-Lusy, capisco che tu non voglia che ci picchiamo ma tutto questo è ridicolo. Io... sono stato fin troppo gentile a non averlo direttamente portato fuori casa e per non averlo investito con la macchina!-
-E cosa avresti risolto? Io potrei fare la stessa cosa con Ashley ma non ritornerebbe tutto come prima in questo modo.- fissai Noah -Niente tornerà mai come prima!- dissi dura e a lui tremò il labbro.
-Ok, posso dire solo una cosa? - disse serio Tod. Io annui e lui alzò il suo sguardo verso Noah.
-Non ti consoco Jefferson! Mi stavi simpatico, mi sembrava che amassi mia cugina...-
-Io la amo- sussurrò certo.
-Bugiardo- gridai.
Sofia si alzò e mi strinse in un abbraccio.
-Hai dimostrato di essere un uomo grande ma... infondo così piccolo. Sei stato capace di distruggere quattro vite diverse. Spero che questo rimorso non ti abbandoni mai. Certo Ashley ha sbagliato quanto te, ma avevo dei progetti con lei. Tutto è andato in fumo. Avete distrutto la mia vita- disse con gli occhi pieni di odio.
-Cavolo so benissimo di aver sbagliato!- sbraitò lui e mi guardò. -Sono un uomo geloso e reagisco d'impulso senza rendermene conto. Maledisco quei giorni con tutte le mie forze e farei di tutto per non fare ciò che ho fatto. Ho solo rovinato la mia vita per sempre per una cavolata. Per favore Lusy! Picchiami, insultami, fa quello che vuoi, solo ti prego...non lasciarmi- concluse a voce roca con gli occhi lucidi.
Tod e Jeck mi guardavano seri...come a dire "Fai la scelta giusta".
Sofia...che, nonostante fosse una ragazza di polso, era solita a lasciare stare l'orgoglio e seguire ciò che fosse giusto. Persino lei mi guardò in modo duro e poi abbassò la testa.
No, non avrei potuto perdonarlo.
In cuor mio lo amavo con tutta la mia forza, avevo...avevamo bisogno di lui ma...non sarei mai riuscita a togliermi quelle immagini dalla mente. Dovevamo avere un bambino e dovevo essere sicura delle mie scelte. Non sarei mai riuscita a tenere in braccio mio figlio e a guardare lui felice negli occhi. Non ce l'avrei fatta.
-Mi dispiace, ora è tardi- dissi fingendomi forte e convinta.
E in quel momento lo vidi, successe all'improvviso.
Nei suoi occhi riuscii a percepire la disperazione e la...condanna.
Chiuse gli occhi e strinse i pugni.
Tod si allontanò e si diresse verso la porta, probabilmente non riuscì a reggere tutto.
Noah aprii gli occhi e mi guardò.
-P-Posso sapere almeno se c'è una spiegazione a tutto questo?-
-Cosa?- sussurrai
-In quei giorni ho rovinato la mia vita per sempre e non me lo perdonerò mai. Ho confuso le cose ed ho sbagliato...posso sapere almeno perché è successo...qual'è la verità?  Perché non volevi più vedermi?- chiese. Avrei dovuto dirglielo?
Beh almeno questo glielo dovevo.
Si era comportato malissimo ma non aveva ricevuto il mio perdono e doveva sapere che sarebbe diventato padre.
Sofia mi strinse di più, Jeck mi fissò trattenendo il respiro e Tod, incurante, raggiunse la porta.
Dovevo dirlo.
-Si...- sospirai. -Sono incinta-

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