Capitolo 1

50 6 4
                                    


22:26

22:26

22:27

Un sospiro.

«Quando mai ho deciso di accettare questo lavoro? Sono giorni che rimango incollata su questa sedia per ore davanti a questo stupido computer. Che cavolo.» Ancora un altro sospiro.

Eri decisamente stanca, l'unica cosa che volevi in quel momento era buttarti sul tuo morbidoso letto e fare una bella dormita, ma dovevi finire ancora metà del lavoro e la data di consegna era vicina.

«Sai cosa? Al diavolo tutto. Posso essere brava quanto voglio ma io adesso me ne torno a casa.»

Decisa prendevi la tua borsa e ti avvicinavi all'uscita. Appena uscita potevi già sentire un'aria diversa.

Luci, musica, bancarelle con un sacco di cibo, persone, divertimento. Ti mancava tutto questo. Eri chiusa ventiquattro ore su ventiquattro in quel piccolo ufficio ma se riuscivi a finire in tempo il tuo lavoro assegnato, potevi prenderti una pausa e finalmente potevi vedere altre forme di vita oltre a te.

Il posto dove lavoravi si trovava in una via abbastanza affollata, ma non ti aspettavi di vedere così tanti ibridi scorrazzare in giro. Potevi dire che il lavoro ti aveva fatto rimanere indietro con i tempi.

Sapevi delle nuove leggi legate a loro dalla piccola radio presente nella stanza dove lavoravi, su come potevano andare a fare una passeggiata anche senza i loro padroni ma con le giuste precauzioni, sul loro rispetto e altro ancora, eri felice per loro.

Diciamo che sono sempre stati maltrattati fin dalla loro scoperta. Venivano venduti a gente poco raccomandabile, picchiati e utilizzati come cavie da laboratorio.

La maggior parte dei tuoi amici ne avevano uno o addirittura due, continuavano a ripeterti "prendine uno anche tu, vedrai che non te ne pentirai" però tu hai sempre detto no.

Perché?

Semplicemente non ti reputi abbastanza per prenderti cura di una "persona" così preziosa.

Una goccia.

Due gocce.

Tre gocce.

«Proprio adesso doveva iniziare a piovere?»

Tiravi fuori dalla borsa l'ombrello. Per fortuna che ne avevi preso uno prima di uscire dal tuo appartamento.

In poco tempo la strada piena di gente si era svuotata, non c'era più anima viva.

Stavi camminando sul marciapiede ma ti fermavi dopo aver sentito un rumore. Più che rumore era un piccolo pianto. Era un pianto di un bambino.

Ti avvicinavi sempre di più alla voce, eri entrata in una via leggermente buia. Pasavi in parte ad un cassonetto, voltavi la testa e cosa c'era? O meglio dire chi c'era?

Un piccolo bambino. Ma non uno qualunque, era un ibrido di cane accovacciato con la testa fra le gambe. Era cosi spaventato che non aveva sentito la tua presenza. Inoltre era bagnato fradico con degli stracci addosso.

Ti piegavi con le ginocchia fino alla sua altezza coprendolo con l'ombrello dalla pioggia.

Il bambino non sentendo più le gocce alzava lo sguardo per incontrare il tuo. Spalancava gli occhi terrorizzato stringendo le gambe al petto ancora di più.

«Hey non aver paura piccolo. Non ti farò del male.» Dicevi con voce calma.

«Come ti chiami?»

«Come sei arrivato qui?»

«É successo qualcosa con i tuoi padroni?»

Ancora nessuna risposta.

«Senti... Puoi dirmi almeno come ti chiami? Ti prometto che non ti farò nulla di male.»

Il bambino alzò finalmente lo sguardo ancora spaventato

«... Numero sei»

«Eh?»

«É il mio nome»

«Ehm... Un nome davvero originale. Da dove arrivi?»

«Io... Non lo so.»

«E come mai sei qui tutto solo, sotto alla pioggia?»

«Perché sono scappato...»

«Era un posto felice?»

«No.»

«Ti va di venire a casa mia? Sarà molto più divertente, non preoccuparti»

Ti guardava con fare sospetto, non era molto convinto e lo si poteva capire dai suoi occhioni marroni. Era sicuramente traumatizzato da quello che gli avevano fatto.

Tenevi un piccolo sorriso sul volto, cercando di tranquillizzarlo il più possibile. Alla fine annui.

Lo avevi preso in braccio con cautela fregandoti dei tuoi vestiti bagnati e subito si aggrappava al tuo collo, con quelle piccole manine.

«Non ti ho ancora detto il mio nome. Mi chiamo (Y/N)... Ehm visto che verrai con me ti va un nuovo nome?»

«Un nuovo nome?»

«Si, sai Numero sei non é proprio il massimo. Ti piace Taehyung?»

«Si.»

«Perfetto da ora sarai Taehyung e benvenuto nella tua nuova casa»

~~~~~

Ma salve amiciii
Mi scuso per l'assenza e se questo capitolo fa schifo ma non sono più abituata a scrivere ahah

Seven hybrids || Hybrid! BTS x Human! Reader ||Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora