II

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Maria Maddalena Salvatore, Villa Salvatore, New York.

Ritornare a casa non fu una bella esperienza. In realtà, avevo sperato di non mettere più piede nella villa padronale in cui era stata uccisa mia madre, ma, a quanto pareva, mio padre Nino aveva altro per la testa.

Mi segregai nella mia stanza e per la prima volta dopo secoli mi abbandonai al piacere di una bella doccia calda per calmare i nervi e svuotare la mente. Non potendo attardarmi oltre, sgusciai fuori dal dolce rituale e mi abbarbicai all'interno dell'accapatoio. Seduta sul marmo della vasca, inalai il dolce sentore di rosa che il cotone del mio accappatoio sprigionava.

"Fabiano?"

Mi portai una mano al cuore, quando uscita dal bagno mi accorsi della figura nascosta nell'ombra vicino al mio armadio.

"Maria." Fabiano fece un passo avanti ed io rimasi di fianco all'entrata del bagno, immobile. "Sono venuto per dirti che oggi pomeriggio dovrai salutare le donne dei Tagliagole e domani arriverà il resto della Drakta, per la celebrazione del fidanzamento con Dimitri."

Non aprii bocca, ma scrutai il mio gemello alla ricerca di un qualsiasi segno che potesse rievocarmi il ricordo del mio piccolo fratello innocente, che custodivo con gelosia nel cuore. Nulla. Più lo studiavo, più mi ricordava un uomo d'onore, ciò che effettivamente era: senza scrupoli, freddo, calcolatore e brutale.

"Sai," dissi ad un certo punto con espressione assente. "A volte mi chiedo come sarebbe stata la nostra vita se mamma fosse ancora viva." Mi chiusi di più nell'accappatoio. "Come sarebbe andata tra noi due, se fossimo rimasti i due gemelli della mia infanzia." Con i ricci marroni bagnati e lunghi fino alla vita, gli diedi le spalle e fissai fuori dalla finestra con espressione vacua. "A volte odio tutto questo. Odio chi mi ha portato via il mio migliore amico."

Non attesi una risposta, perché sapevo che non sarebbe arrivata, non da quel Fabiano Salvatore.

"Io sono qui, Mary."

Mi voltai con espressione triste e scossi la testa rassegnata.

"No, Fabi, non ci sei o non avresti permesso tutto questo."

Fabiano si studiò con intensità la punta delle scarpe e sospirò.

"Sai quali sono le regole, Maria."

E purtroppo, lo sapevo davvero.

"Lo so."

"Io e Luca non abbiamo potuto fare nulla. La situazione fuori è disastrosa, abbiamo perso molti uomini, così come la Drakta. I Tagliagole hanno bisogno di questa alleanza, per consolidare il potere contro i Bruno di Chicago."

"Si stanno coalizzando contro di noi?"

Sollevai un sopracciglio e Fabiano annuì.

"Non dovrei dirtelo."

"Non lo dirò a nessuno."

Fabiano sospirò sconfitto.

"Negli anni in cui tu sei andata in convento, nostro padre ha litigato con Chicago, spargendo sangue. Quando in uno di questi affronti è stato colpito il boss, si è riaperta la faida e questi ultimi si sono alleati con San Francisco e con San Jose."

Mi lasciai cadere sul materasso sotto shock.

"Mi stai dicendo che i Bruno di Chicago si sono alleati con gli Auriemma e gli Esposito?" Fabiano annuì riluttante. "Ma non è possibile -

"Oh, lo è." L'espressione di Fabiano si tramutò in una maschera di odio. "E nostra madre ha fatto da tramite."

"Che cosa?!" Alzai la voce di qualche ottava, incredula e oltraggiata da quella prospettiva. "Nostra madre era una Gamba ed era la chiave per la pace tra Chicago e New York," gli ricordai con mani tremanti.

Promessa |THE NY RUSSIAN MAFIA #1Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora