Capitolo 1

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Spazio autrice:

Ciao a tutti!
Spero che la storia che seguirà a questa mia piccola introduzione sia di vostro gradimento.

I primi capitoli saranno incentrati sulla vita quotidiana della protagonista, per introdurvi un po' nella storia.
Ma appena ci sarà "il colpo di scena" i capitoli cambieranno, e diventeranno moooolto interessanti.

Beh, buona lettura!

LisaEragon99

Afferrai l'ultimo scatolone e scesi dal camioncino con un balzo, atterrando sonoramente sulla ghiaia del vialetto.

L'aria calda di fine agosto mi colpí in pieno viso e il sole caldo e luminoso mi fece sorridere debolmente.

Eravamo arrivati.

Dopo essere partiti da quasi la parte opposta degli Stati Uniti, eravamo finalmemte arrivati a destinazione.

Appoggiai sulla pila di scatole ai miei piedi l'ultimo pacco, e guardai incuriosita la casa davanti a me.

Era una piccola villa, moderna e graziosa, adatta per iniziare una nuova vita insieme ad Emily e a nostra madre.

Mi appoggiai al cancello d'entrata e mi persi ad osservare il portico davanti a me, dove l'edera rampicante aveva fatto il suo ingresso, impossessandosi delle piastrelle del pavimento, delle colonne e del muro, fino a raggiungere le grate di una finestra del secondo piano.

Osservando quel particolare, mi vennero in mente le case delle fate descritte nei miei libri, e un nuovo sorriso mi increspò le labbra.

Da quel momento in avanti sarei vissuta in quella casa, quindi avrei dovuto per forza farci l'abitudine, e pensare di vivere in una casa delle fate avrebbe reso tutto molto piú dolce e facile.

Mi fermai a riflettere, lo sguardo perso nel vuoto, verso la casa.

Da quando a papà era stata assegnata la nuova missione in Africa, tutto nella mia vita era cambiato.

E pensare un po' che i cambiamenti li avevo sempre odiati, nella maniera piú assoluta.

Dalla partenza di papà erano passati parecchi anni e nel frattempo avevo cambiato licei su licei, ogni anno in città diverse, pur di seguire mamma nei suoi spostamenti di lavoro, accudendo, come una diligente sorella maggiore, Emily nelle sue crisi adolescenziali.

Cambiamento.

Che strana parola.

L'avevo sentita talmente tante volte che era diventata quasi il mio secondo nome, martellante e insistente in ogni giorno della mia vita.

Anche se a dirla tutta, Angel Cambiamento Collins, non suonava tanto bene.

Una forte folata di vento mi scompigliò i capelli neri, che mi finirono sul viso, e come al solito qualche ciocca andò ad incastrarsi nel piercing che avevo al naso.

Con una destrezza inaudita riuscii a disincastrarli, senza il rischio di staccarmi il naso come mio solito.

Sfiorai con la punta delle dita il piccolo anellino nero sulla mia narice.

Quel piercing era un simbolo del mio continuo cambiamento, di casa, di città, di scuola...di tutto.

Me lo ero fatto due anni prima, nell'anno in cui eravamo finite a vivere a New York, dove eravamo state travolte da milioni di colori, stili e etnie diverse.

Era da lí che il mio stile e la mia personalità erano cambiati.

Vedete? Cambiamento è ovunque!

O. V. U. N. Q. U. E.

《ANGEL!》

Il mio nome mi rimbombò vicinissimo all'orecchio, facendomi sobbalzare.

Mi voltai, trovandomi faccia a faccia con Emily, la mia sorellina di quattordici anni.

Santo cielo, ogni volta che la guardavo mi convincevo sempre di piú che il nome Angel sarebbe stato d'incanto molto di più a lei che a me.

Sí, sembrava proprio un angelo con quei capelli color del grano e gli occhi azzurri, caratteristiche ereditate dalla mamma.

Io sembravo piú una dark mischiata ad una fangirl, il chè mi rendeva un tipino per niente angelico e innocuo.

Anzi, a mettersi in contrapposizione con il mio nome c'era anche il mio carettere molto particolare e i miei gusti altrettanto strampalati.

Non ero una ragazza scontrosa o cattiva, no no, ma avevo la tendenza a chiudermi in me stessa, senza aprirmi molto con il mondo esterno, ad eccezione di alcune persone a me molto care.

Mamma mi paragonava sempre ad un uragano, poichè per quanto potessi sembrare indifferente alla dolcezza, quando qualcuno osava ferire i miei cari non ci pensavo due volte a scatenare la guerra.

Beh, a dire il vero, anche se per lei non era certamente un complimento, a me piaceva l'idea di essere come un uragano.

Ribelle, potente e indomabile.

Ribelle, potente e indomabile

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Altro che Angel.

Scusatemi, ma immaginatevi una ragazza con i capelli neri e gli occhi verdi, con un piercing al naso, una canotta rosso fuoco e dei pantaloncini in pelle neri addosso, con in allegato delle Converse consunte con le borchie...vi immaginereste mai che il suo nome sia Angel?

Io dire di no, eppure ero proprio cosí, strampalata e testarda, rockettara e fangirl, eppure con appiccicato addosso un nome simile.

《Hai intenzione di rimanere qua fuori tutto il giorno? Dai!》

La mia sorellina, invece, era il mio opposto.

Docile, gentile, aperta e dannatamente bella per avere solo quattordici anni.

Lei era l'altra parte della medaglia.

Io quella in ombra, lei quella in luce.

Però, a me, stava bene anche cosí.

Emily mi strinse la mano, intrecciando saldamente le sue dita con le mie, ed iniziò a correre a perdifiato verso la nostra nuova casa.

Verso la nostra nuova -ennesima- vita, pensai.

La maledizione dell'orologioLeggi questa storia gratuitamente!