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BOOM

Il mio corpo riceve una scossa improvvisa e subito apro gli occhi con il cuore a mille.

"Zayn?" sbatto gli occhi assonnati un paio di volte; il buio mi acceca temporaneamente. "Zayn, sei tu?" i rumori nell'altra stanza aumentano ad intervalli regolari. Sento dei sussurri e delle risatine e un altro rumore, più forte, come qualcuno che si è appena accasciato sul pavimento. Il materasso emette un verso di disapprovazione quando velocemente lo abbandono per correre in cucina.

"Zayn?" lo richiamo. I sussurri si fanno sempre più vicini...

"Ahia" Zayn ride sotto di me quando cado faccia a terra. "Facciamolo ancora"

"Zayn, sei ubriaco" urlo, accendendo la luce. E' sdraiato a terra e ride come un cretino senza motivo, additandomi.

"Dici?" allarga gli occhi e fa un'espressione sbalordita.

"No, non dico. E' un'affermazione. Forza, alzati" gli tiro le braccia, ma oppone resistenza diventando ancora più pesante. "Zayn, dai" mi lamento.

"No, voglio rimanere qui" . Sembra un bambino dispettoso. Assottiglio lo sguardo e mollo la presa, abbandonando l'idea di portarlo a letto.

"Va bene, restatene a terra come un profugo. Domani mattina non ti lamentare se hai male alle ossa, con tutto questo freddo" lo minaccio.

"Chi è profugo? Un tuo amico?"

"Oddio" chiudo gli occhi. Cerco di darmi una calmata, prima che faccia svegliare tutta la città con le mie urla. "Ma ti pare che devo avere una conversazione del genere con mio fratello alle cinque di mattina?" sbuffo. "Tirati su" faccio una fatica immane per sollevarlo da terra, ma alla fine riesco a metterlo in posizione verticale. Più o meno.

"Tu sei mia sorella?" avvicina gli occhi al mio viso, scrutando il mio profilo. "Sei molto bella. Non ti somiglio per niente"

"Siamo gemelli diversi e tu sei quello brutto" dico affannata, mentre lo tiro verso la sedia della cucina. "Siediti" ordino. Si stende sulla penisola e allarga le braccia di lato.

"Mamma dice che sono bello e che le somiglio molto". Faccio cadere la caffettiera a terra, spargendo il caffè su tutto il pavimento. Non ho il coraggio di guardarlo. "Vado da lei" corro subito da lui quando con fatica si alza per andare verso la camera da letto.

"Mamma non c'è, Zayn"

"Siamo tornati insieme" si gira verso l'ascensore e indica la porta, riportando poi lo sguardo triste a me. "Stavamo parlando prima" piega le labbra. Mi accorgo di star piangendo solo quando un singhiozzo esce dalla mia bocca.

"Perché piangi?" mi asciuga una lacrima con le dita. "Tu la conosci?"

"Andiamo a dormire, Zayn. Vieni" sussurro, allacciando un braccio al suo per sostenerlo. Lo spingo sul letto e gli tolgo le scarpe, gettandole lontano.

"Come ti chiami sorella?"

"Alyssa, ma tu mi chiami sempre Lisa" alzo le coperte per farlo mettere sotto.

"Come ti chiamava papà" sorride. Sospiro.

"Zayn, per favore. Sta zitto" lo rimprovero. "Buonanotte" gli bacio la fronte.

"No, aspetta" mi tira la mano. "Ho caldo. Togli i vestiti" comanda, scoprendosi interamente.

"Caldo? Zayn, siamo a gennaio". Mugola girandosi svogliato nel letto. "Va bene, poi però dormi". Inizio a sbottonargli la cintura dei pantaloni e quando li tiro giù ride.

Love Actually (#Wattys2015) // N.H.Leggi questa storia gratuitamente!