Canzoni per il capitolo: I knew you were trouble - Taylor Swift

All of the stars - Ed Sheeran

Non credo che esista una donna come le altre. Forse non ci sono le altre. Oppure sono così poche che non contano. [Ivy Compton-Burnett]

LIAM POV

Percorro in punta di piedi la discesa che porta alla zona inferiore della biblioteca. Il silenzio che regna in questo posto mi fa venire il mal di testa. Sorpasso un paio di tavoli già occupati; i ragazzi sono tutti chini sui libri, evidenziando pagine intere con colori sgargianti. Prendo una sedia e la trascino più vicino al tavolo che ho scelto per mettermi a studiare. Qualcuno mi rimprovera di fare silenzio. Apro il libro di anatomia a pagina 5 e inizio a leggere.

L'apparato tegumentario è tutto quel sistema si rivestimento del nostro corpo costituito sostanzialmente in ANNESSI CUTANEI e CUTE; di fatto è l'organo più esteso del nostro corpo e il più evidente, si sviluppa all'esterno e all'interno del nostro corpo andando a rivestire le cavità interne esposte nel lume (che di fatto è da considerare spazio esterno).

Avverto una presenza accanto a me, ma non alzo gli occhi.

A livello strutturale la cute è organizzata in tre strati:

1. EPIDERMIDE

2. DERMA: strato connettivale fibrillare denso in fibre intrecciate a mantenere l'IDROFILICITÀ DELL'AMBIENTE, che deve essere idratato per garantire lo scorrimento della struttura sulle fibre muscolari sottostanti e la buona DIFFUSIONE delle molecole nutritizie a livello dell'epidermide.


3. IPODERMA

Sposta silenziosamente la sedia sedendomi di fronte. Sento i suoi occhi fissi addosso, ma nonostante questo cerco di mantenere un atteggiamento composto e disciplinato. Mi distraggo completamente quando una mano allunga verso di me un foglio bianco.

Scusa per prima...

Quando finalmente alzo gli occhi, la vedo. Dallo sguardo che le rivolgo capisce il mio fastidio. Accartoccio il foglio e lo getto nel cestino accanto a me. Trascorrono altri cinque minuti, in cui fatico a concentrarmi; leggo dieci volte la stessa frase non capendo niente. Sbuffo più volte manifestando la rabbia che scaturisce dal suo sguardo insistente, che so perfettamente mi sta rivolgendo anche se da allora non ho più alzato lo sguardo.

Adesso chi è il limone? Quando la guardo, alza un sopracciglio e piega la bocca in un mezzo sorriso.

I tuoi cambiamenti d'umore mi fanno girare la testa. Scarabocchio due parole veloci sul foglio e glielo lancio, sperando che la smetta.

Ti ho soltanto chiesto scusa per come mi sono comportata prima, non ho detto che voglio diventarti amica.

Sei sempre così?

Così come? Scorbutica? Annuisco semplicemente.

Più spesso del dovuto. Mentre scrive ridacchia. E tu invece sei sempre così fastidioso?

Dipende dai momenti. Ritorno alla mia Bibbia e prendo in mano la penna per ricopiare degli appunti presi a lezione. La vedo agitarsi troppo sulla sedia, mentre impaziente picchietta la matita sul quaderno non staccando mai gli occhi da me.

Non mi stai facendo concentrare.

Scusa.

Sembra sia la sola cosa che sai dire. Non hai un altro posto dove andare a studiare? Risponde alla mia domanda recuperando il foglio, i quaderni e i libri mettendoli tutti su un braccio. Mette la borsa in spalla e inciampa nella sedia mentre veloce si allontana da me con il capo abbassato. Mi guardo intorno sospirando; ci mancava solo lei. Cerco di studiare, ma il pensiero di quanto sono stato stronzo mi logora.

Love Actually (#Wattys2015) // N.H.Leggi questa storia gratuitamente!