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Canzone per il capitolo: 18 - One Direction

HARRY POV

Brixton.

Percorro silenzioso le strade deserte ed innevate, il rumore dei miei passi pesanti e le mani nascoste nelle tasche mi danno un'aria stanca e trasandata. Tengo la testa bassa a guardarmi i piedi che lenti si pongono uno dinanzi l'altro, portandomi direttamente dove la testa comanda. Tiro leggermente la catena e libero il cancello, spingendolo. I raggi del sole riflettono direttamente sulle lapidi bianche, risaltando la polvere deposta dal tempo e dalla totale o quasi mancanza d'attenzione. Passo una mano delicata sul pezzo di marmo ingrigito e mi accovaccio, posando alla base un piccolo mazzo di fiori freschi.

"Buon Natale e felice anno nuovo, mamma" tiro su con il naso e lo pulisco con una manica, asciugando una lacrima che senza permesso ha deciso di scendere dispettosa. Sospiro più volte. "Vi odio. Odio papà, perché ha deciso di vivere la sua vita senza di noi; odio te, che hai deciso di vivere il resto della tua vita infelice senza di me; odio me, che vivo la mia vita sentendomi una nullità" sussurro a me stesso.

"Ti odio ancora di più perché mi hai lasciato quando avevo più bisogno di te. Non sai cosa significa cercarti e non trovarti. Quando eri qui non lo facevo mai solo perché sapevo di trovarti quando ti avrei cercata disperatamente. Non sono soltanto le domande che non posso porti; non ci sei stata quando ho scoperto di essermi innamorato la prima volta, non ci sei stata quando sono uscito felice da quel posto infernale, non ci sarai quando diventerò padre, o quando mi sposerò"

"Mi sono innamorato per la seconda volta, mamma" confesso. E' la prima volta che lo ammetto ad alta voce. "Dovresti conoscerla; è bellissima. Vorrei farti ascoltare la sua voce quando canta" butto a terra le spalle, immergendomi completamente nella neve. Muovo contemporaneamente braccia e gambe, disegnando un angelo. "Ieri ho sentito il tuo profumo mentre dormivo; ho avuto come l'impressione che mi stessi accanto. Fammelo sentire ancora una volta". Resto in silenzio e chiudo gli occhi. Improvvisamente una folata di vento fa alzare le foglie secche e le fa girare in vortice sopra la mia testa.

"Harry, sei tu?" mi volto quando mi sento chiamare. La voce mi è familiare, ma mai quanto lo sono i lineamenti. Mi sorride amichevolmente.

"Si" alzo l'indice e chiudo gli occhi cercando di ricordare. "Ti conosco". Ride.

"Direi proprio di si. Sono cambiati solo gli anni, mentre per il resto" ridacchia e si indica.

"Ti prego, non dirmelo" passo esterrefatto gli occhi su tutto il corpo. "Ma che dici, sei cambiata tantissimo, Natalie"

"Vedo che ancora ti ricordi come mi chiamo" sorride.

"Nemmeno tu scherzi a memoria, considerato che ci siamo visti soltanto quella sera"

"E fidati che me ne è bastata una" dice con la voce bassa. "Perché sei qui?" dice improvvisamente, come se fosse appena tornata alla realtà.

"Ho mamma" giro il capo abbassandolo sulla lapide leggermente più colorita grazie ai fiori. "E tu?"

"Io...io sono qui... Cosa è successo a tua madre?" cambia discorso e arrossisce leggermente.

"E' morta" dico ovvio.

"Gli unici vivi qui dentro siamo io e te, Harry" alza un sopracciglio.

"E' morta quando avevo diciotto anni, per solitudine" rispondo serio. Si fa spazio davanti a me guardando la foto di mia madre.

"E' bella. Ti somiglia molto" mi accarezza la guancia, lasciandovi un bacio caldo.

"Adesso tocca a te"

Love Actually (#Wattys2015) // N.H.Leggi questa storia gratuitamente!