CAPITOLO PRIMO

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Salve a tutti! Un breve discorso prima di iniziare la storia. Sono nuova su Wattpad e non so bene come funzioni, quindi scusate se sarò un po' goffa nelle pubblicazioni e tutto il resto, sarò il più precisa possibile. Prima avevo chiesto come rimediare una copertina per la mia storia. Beh, alla fine ce l'ho fatta. Questa è stata creata da Bloody95Wolf, ed è fantastica. Ora non voglio farvi perdere altro tempo prima di leggere la storia, spero vi piaccia, è la prima che scrivo. In effetti, ce l'avevo in mente da un po', ma non l'avevo mai messa per iscritto prima d'ora. Potrebbe darsi che nel corso della storia io modifichi qualcosa dei primi capitoli, come nomi di persone e luoghi, ma anche che cambi completamente certe frasi o che aggiunga/tolga qualcosa, perché queste sono solo le prime prove; lo dico per avvertirvi. Beh... spero che il primo capitolo catturi la vostra attenzione, perché ne pubblicherò uno a settimana fino alla fine della storia (che non so quando sarà, la storia nasce nel momento stesso in cui la scrivo). Le critiche costruttive sono sempre bene accette, fatemi sapere se vi piace l'idea o se c'è qualcosa che cambiereste, ora davvero, GIURO, inizio. 😅

Arya stava seduta da due ore alla scrivania bianca e verdina della sua cameretta, concentrata su un problema di fisica che quel giorno aveva deciso proprio di non dover riuscire.

 Dopo l'ennesimo tentativo, persa la pazienza e con un gran mal di testa, prese a scarabocchiare il foglio con la penna, in cerchi concentrici neri, sempre più neri, fino a bucarlo, poi si spostò con uno slancio dalla scrivania e si mise a girare sulla sedia con le ruote, forte, tanto quanta era la sua frustrazione in quel momento.

 Acquistò talmente tanta velocità che a un certo punto dovette aggrapparsi al bordo dello scrittoio per non cadere. L'arresto fu brusco e lasciò due strisce nere sul pavimento, là dove aveva frenato, ma la cosa non la preoccupò più di tanto. Ben ti sta, zia, pensò. Ci avrebbe messo secoli a pulirle, e nemmeno una lavata di capo come quella che sicuramente avrebbe ricevuto poteva toglierle questa soddisfazione. 

Non era mai stata una grande studiosa, andava bene solo nelle materie che riguardavano in qualche modo il disegno, eppure aveva qualche problema anche con quelle, soprattutto se si trattava di storia dell'arte; Dio, quant'era noiosa! Ma dopo aver portato a casa l'ennesima insufficienza, gli zii l'avevano messa in punizione in camera sua, imponendole di finire tutti i benedettissimi compiti prima di poter uscire di nuovo e rivedere la luce del sole. 

Li aveva odiati ancora di più per questo, e ora cercava un modo per vendicarsi silenziosamente. Non le era mai piaciuto urlare e strepitare come i cugini, preferiva le vendette silenziose, erano le più dolci.

 La sua camera non aveva finestre, motivo per cui non le andava molto a genio, era una specie di sgabuzzino particolarmente spazioso arredato in tutta fretta per farci stare una bambinetta di appena sei anni piombata in casa dal nulla, rimasta improvvisamente senza un posto dove stare. Era ancora arredata come quando aveva quell'età. La detestava. Era un'accozzaglia di roba rimediata dalle camerette dei figli, mobili che non gli piacevano o che non volevano più. L'unica cosa che avevano cambiato nel corso degli anni era la scrivania, che era andata a sostituire un orribile tavolino basso per bambini di un colore indefinito. Ovviamente anche il nuovo mobile non era davvero nuovo, ma era un riciclo della camera della cugina, alla quale era stata regalata da una lontana prozia. Non le era mai piaciuta, quindi l'aveva gentilmente ceduta alla cuginetta che ospitavano, non senza prima ridurla nelle peggiori condizioni possibili. Era piena di tagli e graffi fatti appositamente con le forbici dalle sue amabili manine, e proprio al centro presentava un solco talmente profondo che la rendeva inutilizzabile per disegnare. Aveva dovuto arrangiarsi mettendoci sopra una lastra di legno liscia procuratale di nascosto dallo zio, l'unico tra tutti che si era mai dimostrato gentile con lei.

Arya's drawingsDove le storie prendono vita. Scoprilo ora