Canzone per il capitolo: Thinking out Loud- Ed Sheeran

Oggi è il mio primo giorno di lavoro, o quasi.
Dovrò prima di tutto fare una specie di colloquio, anche se non lo chiamerei esattamente così, per dimostrare le mie capacità.
Non dovrò fare cose difficili anzi, servire ai tavoli non lo è per niente, ma sono un tipo che va presto in confusione, dunque avere il locale pieno potrebbe essere per me una cosa complicata da gestire.

Mi infilo sotto la doccia lasciando che il getto d'acqua calda mi tamburelli la schiena, facendomi chiudere gli occhi in seguito al rilassamento. Appoggio le mani alle mattonelle bianche lasciando che l'acqua lavi via la schiuma dai capelli. Afferro la lametta dal mobiletto e raso le gambe, passandovi poi una mano per controllare che nessun pelo dispettoso sia rimasto incolume al passaggio del rasoio.

Prima di infilare l'accappatoio, friziono i capelli con l'asciugamano che lascio avvolto ai capelli. Passo una mano sullo specchio velato dal vapore scoprendo l'immagine di me con il volto pallido e struccato.

"Ciao bellezza" Zayn mi saluta dandomi un bacio sulla guancia. "Vuoi che ti accompagni?"

"Si, grazie" gli sorrido allegramente. "Finisco di prepararmi e andiamo" gli passo accanto e apro l'armadio. Decido di indossare un semplice jeans attillato ed una maglia rosa pesca a metà collo; ai piedi abbino dei decolletè dello stesso colore con il ricamo nero. Mi trucco poco, giusto il necessario per eliminare il colorito olivastro della pelle. I capelli li lascio completamente sciolti, ma prima provvedo a renderli completamente lisci.
"Eccomi" infilo il cappottino nero e il cappello.

"E' quello" indico l'insegna in prossimità di un pub che si chiama "Coffee&Shop". Zayn mi apre la porta permettendomi di entrare; una volta all'interno, l'aria bollente mi colpisce in pieno viso facendomi sentire troppo caldo, così libero i primi bottoni scoprendomi il petto.
"Salve, sto cercando Scarlett" fermo un signore sulla cinquantina, credo, che ci passa accanto in quel momento. "Sono qui per il lavoro" aggiungo dopo, notando il suo sguardo interrogativo.

"Alyssa? Benvenuta piccola" mi abbraccia calorosamente stringendomi tra le braccia grassottelle. Ricambio l'abbraccio allargando gli occhi, battendogli una spalla amichevolmente. "Scarlett è mia moglie. Venite, seguitemi" ci fa strada camminando velocemente in direzione di un piccolo tavolo rotondo al quale è seduta una donna china su un mucchio di fogli sparsi.

"Scar, c'è Alyssa" la donna alza immediatamente lo sguardo su di me sorridendo con il sorriso più bello del repertorio.

"Alyssa, cara. Sei fastidiosamente puntuale" ridacchia e mi abbraccia.

"La prego, mi chiami Lisa" le sorrido. "Essere in ritardo è la prima di due cose che odio di più al mondo"

"E qual è la seconda?"

"Oh Tom, non cominciare" gli tira un pugnetto leggero nello stomaco.

"La guerra signore. Non sopporto l'idea che l'uomo debba combattere l'uomo" cala un silenzio tombale in cui trascorro secondi interminabili a studiarmi i piedi. Zayn accanto a me, di cui avevo dimenticato completamente la presenza, decide di rompere quel silenzio oltremodo imbarazzante.

"Siete tutti molto affettuosi da queste parti"

"In che senso?" lo guardo. Come può uscirsene così all'improvviso?

"Abbracciate così prematuramente" gli lancio un'occhiata di fuoco e deglutisco imbarazzata.

"Dalle vostre parti non vi abbracciate mai?" ride Scarlett, facendomi rilassare. Fortunatamente ha reagito in modo completamente opposto ai miei pensieri.

"Dalle nostre parti siamo un po' stitici, capisce?" ammicca.

"Zayn, sei maledettamente imbarazzante" gli sussurro, trattenendo le parole tra i denti chiusi. Scarlett e Tom scoppiano a ridere e fanno segno di accomodarci. Sotto il tavolo, tiro un calcio alla gamba di Zayn per la figuraccia.

"Desiderate qualcosa da bere ragazzi?"

"Magari qualcosa contro la stitichezza di mio fratello, che maleducato non si è neanche presentato"

"Zayn" allunga il braccio e stringe la mano di Tom che contento gli fa l'occhiolino. Passa poi a Scarlett, che gli rivolge un sorriso a trentadue denti.

"Bene. Superate le presentazioni ufficiali, hai già lavorato prima come cameriera?"

"No"

"Quindi non hai la minima idea di come si serve ai tavoli, di come si prendono le ordinazioni, di come si fa il caffè?"

"No"

"Interessante" inforca gli occhiali guardandomi al di sopra delle lenti. Il suo sguardo è come un coltello tagliente.

"Ma imparo in fretta" aggiungo senza nemmeno lasciarle il tempo di pensare. Scambia con suo marito degli sguardi titubanti. Il tintinnare della porta li fa voltare, mentre io resto con la schiena dritta pronta per il verdetto finale. Zayn mi da una spinta al braccio guardando alle mie spalle. Non faccio in tempo a voltarmi che Niall si avvicina al bancone sedendosi sulla sedia alta.

"Lisa, potresti servire il nostro cliente?" Scarlett e Tom si guardano sorridendo, facendomi un cenno con il capo. Tolgo velocemente il cappotto e percorro la stanza a grandi passi per andare dietro il banco. Emetto un sospiro parecchio rumoroso. Mi guardano tutti e tre con un sorriso; se faccio cilecca mi sono auto licenziata prima ancora di essere assunta.

"Ciao"

"Ciao Lisa" appoggia i gomiti sul legno reggendosi la testa con le mani.

"Cosa ti preparo?"

"Un caffè macchiato" sorride.
Prendo dallo scaffale il bricco e vi verso il latte. Preparo la schiuma montandolo e preparo contemporaneamente l'espresso, macchiandolo poi con la schiuma di latte. Glielo porgo e subito avvicina le labbra alla tazzina, assaporandolo.

"Com è?" sussurro, mordendomi un labbro. Mi guarda senza parlare, mentre Scarlett e Tom si avvicinano a noi. Scarlett circonda le spalle di Niall stringendolo a sé.

"Allora, possiamo assumerla?" gli chiede sorridente.

"Voi vi conoscete?" li indico entrambi.

"Da prima che nascesse" mi dice felice, accarezzando il volto di Niall. Adesso, uno accanto all'altra, noto la somiglianza dei lineamenti. Sorrido.

"Sono i tuoi genitori?" gli pizzico il braccio facendolo ridere; la sua risata riempie l'aria attorno a noi.

"Questo locale non ha mai avuto una cameriera così carina" si alza tirando la mia mano per farmi avvicinare a lui. Indugia momentaneamente sulle mie labbra prima di deviare verso la guancia. Sento di star andando a fuoco.

"Tesoro, una sola raccomandazione. Quelli lasciali a casa la prossima volta" indica con il capo i miei tacchi alti. "Non sono molto comodi per lavorare" ridiamo tutti. Ho preso il lavoro!

"Perché te ne sei stato zitto mentre ti servivo? Potevi dirmi che questo posto era praticamente tuo"

"E per cosa? Per togliermi la soddisfazione di farmi servire da una bella ragazza?" stringe la mia mano incastrando le nostre dita.

"Come facevi a sapere che ero lì?"

"Non lo sapevo. Sono entrato e ti ho vista a parlare con mamma e papà e allora ho capito che probabilmente eri qui per il lavoro. Mi sono seduto al bancone perché sapevo che loro ti avrebbero messa alla prova"

"Ora sarò costretta a vederti sempre" sbuffo, ma poi sorrido facendogli la linguaccia.

"Dimentichi che il tormento posso dartelo doppio. Che indirizzo hai preso?"

"Scienze"

"Siamo nella stessa classe, tesoro" ridacchia. "Vogliamo chiamarlo destino?"

"Vogliamo chiamarlo sfiga?" lo imito, prendendolo in giro.

Love Actually (#Wattys2015) // N.H.Leggi questa storia gratuitamente!