Canzone per il capitolo: Ready To Run- One Direction

Alla parola loft ho sempre associato l’immagine di una casa per vip, attori e super attrici ed io in questo momento mi sento esattamente alla stessa maniera. Per quanto aggradi l’idea di vivere in un loft, la maggior parte delle persone considerate “normali” non riesce a sopportare la concezione di assoluta libertà. Vivere in una casa senza porte non è certamente un privilegio da tutti. Io non ho assolutamente di questi problemi, considerato che divido lo spazio a mia disposizione con mio fratello, sangue del mio sangue.

Con una tazza di cioccolato caldo stretta tra le mani ricoperte dai guanti senza dita, resto seduta sul divano dinanzi alla vetrata mentre incantata guardo le illuminazioni natalizie decorare la strada. Infilo i piedi nello spazio che divide la parte superiore da quella inferiore per farli stare al caldo, soffio sulla tazza per far arrivare al viso il calore e al naso l’odore sprigionato dal cacao. La pace dei sensi.

In seguito ad un debole tintinnare delle porte dell’ascensore compare Zayn che, infreddolito dalla testa, batte i piedi a terra scuotendo i vestiti dalla neve. Emette respiri sotto forma di piccoli sbuffi bianchi e tiene le braccia strette al corpo, con le mani infilate nelle maniche della giacca.

“Fa un freddo cane” si siede accanto a me e struscia ripetute volte le mani sui pantaloni completamente bagnati dalla neve sciolta. Posso avvertire il freddo che emana il suo corpo quasi a contatto con il mio così, leggermente, mi sposto poco più lontano. Dispettoso com’è, si avvicina nuovamente ed io nuovamente mi muovo, fino ad arrivare alla fine del divano.

“Eddai abbracciami” mi pizzica il fianco; sento le dita gelate sotto due strati di maglia.

“Vai via” gli punto la tazza al viso scottandogli il naso. “Zayn, dai, sei congelato” piagnucolo quando continua a non darmi pace.

“Tu sei così calda” mi abbraccia facendomi cadere distesa sul divano. Non so cosa mi abbia dato la forza di trattenere la tazza tra le mani senza capovolgerla in seguito al contraccolpo. Per una frazione di secondo ho sentito caldo, come se il mio corpo fosse appena andato a fuoco.

“Pensa se gli rovinavi il divano” gli dico acida poggiando la tazza a terra. “La vuoi smettere, per favore?” cerco di allontanarlo con le mani che spingono le sue spalle, ma presto ci rinuncio. Lascio che si stenda completamente su di me, la testa sopra il mio petto. Lo sento mentre ride divertito abbracciando il mio corpo caldo; raggiungiamo quasi subito la stessa temperatura.

“Zayn?”

“Si?”

“Pensi che MS abbia un albero di Natale da qualche parte?” ridacchia.

“Perché continui a chiamarlo MS?”

“Perché non conosco il suo nome” rido facendogli muovere la  testa. Restiamo qualche minuto ad ascoltare il silenzio e il lontano vociare delle persone in strada.

“Nemmeno io” mormora pensieroso. “Non ho mai parlato con lui al telefono”

“E non ti hanno mai detto il nome del proprietario?”

“No” alza il volto dinanzi al mio. Si riappoggia a me e lo vedo chiudere gli occhi.
“Scendiamo a comprarne uno” esordisce improvvisamente sorridendomi felice.

“Non ci penso proprio ad uscire in quel gelo” indico la finestra rabbrividendo al solo pensiero.  Si alza dal divano facendomi avvertire improvvisamente il freddo; mi tira su dalle braccia incitandomi quando provo, insistendo, a risedermi.

“Abbiamo bisogno dell’albero più grande e più bello che avete” sorride al negoziante, il quale lo guarda con un cipiglio ammirando tutta quell’energia che vorrebbe avere lui per gestire lunghe e faticose giornate di lavoro.  Aspetta dondolandosi sui piedi felice peggio di un bambino; gli guardo il profilo: è identico alla mamma. La comparsa del nostro nuovo albero mi riporta alla realtà.

-FLASHBACK-

“La punta voglio metterla io” insiste Zayn, tirando un lato della maglia della mamma.
“L’hai messa tu l’anno scorso. Fallo fare a me” a mia volta, tiro Zayn indietro per avvicinarmi all’albero. Continuiamo questo tira e molla portando con noi anche la mamma che sta finendo di mettere gli ultimi addobbi. Sistema accuratamente il filo rosso e oro sui rami, facendo estrema attenzione a posizionarlo alla stessa distanza tra un ramo e l’altro.

“Smettetela voi due, lì dietro. La metterete entrambi” si volta a guardarci sorridente chiamando papà. Ci sollevano entrambi sulle spalle; le nostre piccole mani avvolgono insieme la punta rossa mentre l’avviciniamo all’albero.

“Pronti?” infilziamo la punta contemporaneamente e ci guardiamo, abbracciandoci poi attraverso i corpi dei nostri genitori.
 - FINE-

Lo guardo adesso: pieno di addobbi, il colore rosso predominante, le luci ad ogni ramo, l’angelo oro sulla punta; il suo enorme riflesso nelle vetrate mi fa sentire davvero a casa e mi fa respirare l’aria natalizia che amo tanto.

“Zayn, ricordi quando lo facevamo con mamma e papà?” resto nascosta nella mia parte di albero, sospirando. Si sporge dopo una manciata di secondi, annuendo. “Mi mancano, Zayn” abbasso triste lo sguardo. Per nascondere una lacrima, presto particolare attenzione ad una pellicina vicino l’unghia. Mi tradisco quando emetto un leggero singhiozzo prima di scoppiare in lacrime.

Le note di una musica dolce mi fanno alzare lo sguardo tirando su con il naso; Zayn mi fa segno con la mano di avvicinarmi. Mi cinge i fianchi con le braccia e insieme dondoliamo a ritmo.

For a while we pretended
That we never had to end it
But we knew we had to say goodbye
You were crying at the airport
When they finally closed the plane door
I could barley hold it all inside
Torn in two

And I know I shouldn’t tell you
But I just can’t stop thinking of you
Wherever you are
You
Wherever you are
Every night I almost call you
Just to say it always will be you, wherever you are

Mi afferra la mano e mi fa fare una giravolta, per poi riprendere ad abbracciarmi.

I can fly a thousand oceans
But there’s nothing that compares to
What we had and so I’ll walk alone
I wish I didn’t have to be gone
Maybe you’ve already moved on
But the truth is I don’t want to know
Torn in two

And I know I should’nt tell you
But I just can’t stop thinking of you
Wherever you are
You
Wherever you are
Every night I almost call you
Just to say it always will be you
Wherever you are


Avvicina il naso al mio e lo scuote sorridendo.

You can say we’ll be together someday
Nothing lasts forever
Nothing stays the same
So why can’t I stop feeling this way

 

“Buon Natale, Lisa” mi stringe in un abbraccio stritolacostole e mi solleva da terra facendomi fare una giravolta insieme a lui. Alcune lacrime rigano il mio viso poggiato sulla sua spalla. Allaccio le gambe alla sua vita e gli lascio un bacio pieno d’amore sulla guancia. Certe volte lo ammiro; nonostante la sua debolezza, ha la forza di rimanere su, mentre io non faccio altro che sprofondare continuamente nel mio dolore.

“Buon Natale, Zayn” gli sussurro all’orecchio, piangendo.

“Non piangere” mi bacia la fronte. “Guarda” si avvicina alla finestra. Asciugo il viso con il maglione e poggio i piedi a terra. Telepatici come non mai, alziamo entrambi gli occhi verso il cielo terso che getta a spruzzi della candida neve e insieme pronunciamo la stessa frase.

“Buon Natale”. 

Love Actually (#Wattys2015) // N.H.Leggi questa storia gratuitamente!