2 - Una nuova vita

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Alla fine dell'ultima lezione della giornata, mi diressi in portineria dove avevo lasciato in custodia i miei bagagli. Lo stesso assistente che mi aveva accolto in precedenza, mi venne incontro e mi fece cenno di seguirlo verso l'ascensore. Sulla pulsantiera un'etichetta adesiva evidenziava la presenza dei dormitori.

Quando fummo al piano, l'uomo controllò qualcosa su un foglio e bussò alla stanza numero tredici.

- Sì?!

Entrammo nella camera e vidi un ragazzo alto ed esile, dai capelli ricci.

- Piacere di conoscerti, sono Marco, il tuo compagno di stanza.

- Ciao, mi chiamo Daniel.

- So benissimo chi sei, frequentiamo lo stesso corso di canto e ho visto il tuo video di presentazione.

Osservai con molta attenzione il mio coinquilino, sembrava un ragazzo tranquillo e socievole, ma mi avrebbe permesso di lasciare la luce accesa fino a tardi?

Poggiai i bagagli sul letto e presi le chiavi della stanza che erano sulla scrivania.

Iniziai a disfare le valigie, ma Marco mi interruppe.

- Sto andando a cena, vieni a mensa con me?

- Ok.

Lasciai le mie cose e lo seguii.

Davanti l'ascensore lo vidi abbracciare una ragazza dalla pelle ambrata.

- Lei è Nina, la mia ragazza. - La salutai.

- Ciao, Daniel.

- Ciao, sei quello nuovo vero?

Annuii e abbassai il capo per l'imbarazzo. A quanto pareva le lezioni del Maestro Luderk erano seguite con molto interesse e in Accademia le voci circolavano velocemente.

L'ascensore portò tutti al piano seminterrato. Il menù della serata prevedeva pollo arrosto, patate e insalata mista. Marco e Nina ingaggiarono una conversazione riguardante un certo Luca. Dopo qualche minuto smisi di ascoltarli e il mio cellulare squillò.

- Sara!

Lei mi rispose. - Mi hai già dimenticato? Dov'è il messaggio che mi avevi promesso? Come è andata oggi?

- Scusami, non ho avuto un momento libero. Sono a cena con il mio compagno di stanza.

Mi alzai e uscii dalla mensa salutando Marco. Passai più di un'ora al telefono con la mia migliore amica, passeggiando nel giardino dell'Accademia, le raccontai la mia giornata e le impressioni, per lo più positive, che avevo avuto. Tornai in camera e trovai la luce accesa, Marco era sdraiato sul letto, impegnato nella lettura di un fumetto.

- Ehi! Hai fatto un giro? - Mi chiese.

- Sì, sono stato in giardino mentre parlavo al telefono.

- La tua ragazza?

- No! Solo un'amica.

Il mio rapporto di amicizia con Sara era sempre stato complicato e messo in discussione da tutti. Prima, o poi, avrei perso la mia migliore amica a causa dei pettegolezzi.

- Ok! - Mi rispose velocemente cambiando discorso - Domattina a che ora devi svegliarti?

Controllai il mio orario.

- La mia prima lezione inizia alle dieci e mezza.

- Beato te! La mia sveglia suonerà alle sette, mi dispiace. Ma se può consolarti tieni pure la luce accesa fino a tardi, non mi dà fastidio.

- Grazie! Non preoccuparti, sono un tipo mattiniero.

- Bene, domani parleremo di più, adesso sono stanco. Buonanotte.

- Notte.

Spensi anche la mia luce e mi addormentai. L'indomani l'allarme del cellulare di Marco ci riportò allo stato di veglia; lo vidi mentre si dirigeva in bagno sbadigliando. Rimasi a letto ancora un po' in attesa che uscisse, poi lo salutai e andai a fare una doccia.

Durante il tragitto per la caffetteria l'uscere mi avvisò che le mie chitarre erano già arrivate e che dovevo recarmi nel laboratorio di musica per farmi consegnare le chiavi del box dove avrei potuto tenerle.

Nel pomeriggio il Maestro Luderk, o meglio conosciuto come Mister L, iniziò la sua lezione presentando il bando del concorso nazionale di canto per le Accademie. I miei compagni di corso iniziarono a elencare le possibili canzoni che avrebbero presentato per il contest.

Ero seduto nello stesso posto del giorno prima, quando notai Marco e Alice in ultima fila, distanti tra di loro. I loro elenchi di canzoni si concentrarono maggiormente su pezzi classici del rock inglese e americano. Mister L riprese il discorso soffermandosi sull'importanza della nostra scelta.

- Una canzone può trasmettere moltissimo dell'interprete. Scegliete bene il vostro brano, fate attenzione a ogni aspetto di esso, anche al testo. Spesso ho sentito delle belle interpretazioni che, però, erano fuori contesto o poco credibili.

Le sue parole mi fecero riflettere. Chi ero veramente? Cosa mi aspettavo da questa Accademia? Solo la musica mi avrebbe dato la risposta.

Alle sei passai in camera per rinfrescarmi prima di cena. Non c'era nessuno. Chiamai mia madre, poi mandai un messaggio a Sara pur sapendo che avrebbe potuto rispondermi solo in serata.

Dopo cena decisi di andare a letto presto. Presi il mio iPod e iniziai a sfogliare la libreria musicale, in cerca della canzone da presentare a Mister L. Mi addormentai ascoltando Everything I Do di Bryan Adams.

La strada verso un sognoLeggi questa storia gratuitamente!