Canzone per il capitolo: My Immortal- Evanescence

Sono già trenta minuti che la sveglia suona insistente sul comodino ed altrettante volte ho allungato un braccio infreddolito per cercare, tentoni, di disattivarla. Mi sono girata svogliata nel letto senza però riuscire a chiudere occhio; nella mia testa si affollano pensieri che non riesco a mandar via. L'esasperazione e la terribile stretta allo stomaco dovuta all'ansia perenne mi costringono ad alzarmi nonostante fuori sia ancora buio.

Sono circa le quattro e quarantacinque di una fredda e piovosa mattina di dicembre ed io sono seduta sul bordo del mio letto a baldacchino a fissare inespressiva il buio che mi circonda, stretta nel mio pigiama felpato a fantasia natalizia. Il silenzio cupo di una casa addormentata accentua, come rintocchi di un orologio, i miei respiri leggeri. Poggio i piedi sull'asse di legno che sorregge il materasso e alzo le gambe portandomele al petto per inserirvi la testa.

Ciocche di capelli scuri ricoprono il volto e cadono dinanzi agli occhi mosse, ad intervalli regolari, dal mio respiro caldo. Un lampo improvviso illumina la stanza di grigio, facendo sembrare tutto più vecchio; conto silenziosa i secondi che trascorrono prima che un tuono rompa il silenzio e squarci le nuvole sopra la mia testa. Poggio le mani sulle orecchie non riuscendo a sopportare il boato che fa tremare il pavimento sotto i miei piedi.

Cammino piano nell'oscurità della stanza cercando il bagno. Appoggio la mano sulla maniglia e l'abbasso lentamente cercando con le dita l'interruttore che fa scattare la luce. Abbagliata da quell'improvvisa illuminazione, chiudo subito gli occhi portando un braccio a coprirmi il volto insonnolito. Li riapro poco per volta fin quando non riesco a guardarmi finalmente allo specchio notando la bruttezza che caratterizza il mio stato fisico attuale.

Decido di farmi un bagno caldo per cercare di trovare ristoro. Faccio scorrere l'acqua per alcuni minuti in attesa che arrivi quella calda prima di provvedere a riempire la vasca. Cerco sugli scaffali il mio bagnoschiuma preferito e stappo la bottiglia avvicinando il naso per assorbirne il profumo dolce. Inginocchiandomi, metto una mano nell'acqua per testarne la temperatura e poi vi getto il sapone, che si deposita sulla superficie in piccole bolle.

Lascio cadere il pigiama a terra scoprendo completamente il corpo accaldato. L'acqua bollente a contatto mi calma immediatamente i nervi in tensione e mi porta in un'altra realtà, quella immaginaria in cui non sono io. Senza accorgermene del tutto, il rilassamento quasi totale mi porta a scendere verso il fondo, così presto mi ritrovo completamente immersa. Il calore si espande in tutto il corpo.

Quando, ormai satura di schiuma la mia bocca necessita di ossigeno, faccio per risalire, ma delle mani mi spingono ancora più giù. Ho le mani poggiate al bordo della vasca, trattenute da altre più forti e più grandi. Impossibilitata a muovermi, muovo le gambe nell'acqua facendola saltare fuori per bagnare il pavimento. Tossisco pericolosamente quando avverto la mancanza d'aria che mi fa battere il cuore a mille.

Quando finalmente riesco a respirare, mi accorgo che non c'è nessuno; la stanza è chiusa a chiave. I peli del tappeto, ormai bagnato, nascondono un filo d'erba. Passo avvilita una mano sul volto e piano piano il mio respiro ritorna regolare, così come i battiti. Infilo l'accappatoio e, a piedi scalzi, percorro a grandi passi la stanza avvicinandomi al cassetto che contiene la biancheria.

Mi faccio coraggio e apro la porta. Un altro lampo illumina il corridoio. Sono soli pochi passi fino alla camera di mio fratello così, facendomi coraggio, richiudo la porta alle mie spalle e corro ad aprire la sua. La camera è intrisa di profumo che mi fa pizzicare il naso. Mi avvicino cauta al suo letto, che si piega sotto il peso del mio corpo steso accanto al suo. E' girato di spalle e lo vedo respirare tranquillo. Lo abbraccio stretto cingendogli il bacino con le mie braccia magre.

Trovo piacevole protezione appoggiando la testa contro la sua schiena. La mia vicinanza lo fa svegliare e, non potendosi voltare a causa del blocco, respira a fondo prima di parlare.

"Lisa?" la voce strozzata dal sonno me lo fa stringere ancora di più. Mi accarezza la mano incastrando le nostre dita. "Fammi girare" sussurra, ridendo. Sotto le mani sento la sua pancia muoversi a ritmo con il suono della sua voce. Libero la presa.

"Posso stare qui con te?" poggia la guancia al cuscino e mi sorride, ad occhi chiusi. Prova ad aprirli, ma la pesantezza dovuta all'interruzione del sonno glieli fa richiudere.

"Certo che puoi" avvicina il naso al mio, gelato. Vi mette una mano sopra chiudendogli le dita attorno. Certe volte mi tratta come una bambina. Zayn ed io siamo gemelli eterozigoti. Viviamo da soli perché abbiamo perso da poco mamma e papà in seguito ad un incidente aereo. La notizia ha fatto scalpore per un'intera settimana. "Hai i capelli bagnati, prenderai il raffreddore"

"Se avessi usato il phon ti avrei sicuramente svegliato" gli confesso.

"mmh, ma comunque non è normale che fai il bagno alle... che ore sono?"

"Credo le cinque passate" mordo un labbro sentendomi in difficoltà.

"Vieni qui" muovo il bacino per avvicinarmi a lui e poggio la testa nell'incavo del suo collo. Mi stringe forte a sé ed io ricambio allacciando nuovamente le braccia attorno a lui. Le mie gambe cercano le sue sotto le coperte, incastrandole.

Sotto il naso sento forte l'odore di umido dei capelli non asciutti che riempiono dispettosi la federa bianca e la bocca secca di Zayn. Sento il suo respiro pesante sul mio collo e la mia pancia schiacciata contro il suo petto. Lo stimolo di fare pipì mi fa muovere troppo spesso; ho la vescica che mi scoppia. Cerco di allentare la presa su di me e scendo dal letto avviandomi verso il bagno. Quando ritorno da lui, ha le braccia unite sul materasso e la bocca immersa nel cuscino.

"Lisa? Che ore sono?"

"E' ancora presto, Zayn" gli lascio un bacio sulla fronte e mi ristendo voltandomi nella sua direzione. Gli occhi caramello scrutano la stanza ora illuminata da deboli raggi di sole; alcuni passano attraverso la sua chioma castana, quasi nera, rendendola più brillante.

"Dobbiamo finire di preparare le valigie e spedire le cose di mamma e papà alla zia" risponde calmo. Resto a bocca chiusa a scrutare il soffitto bianco. La stanza è quasi vuota e le nostre voci rimbombano nell'ambiente deserto e freddo.

"Ti hanno risposto per l'appartamento?" volto lo sguardo verso di lui, che apre gli occhi quando gli pongo la domanda.

"Si, è un loft"

"Un loft? Ma, Zayn, è più di quanto possiamo permetterci" squittisco. "Hai usato tutti i risparmi, non è vero?" lo ammonisco.

"Non tutti. Appena inizieremo a lavorare ci ripagheremo di tutto, non preoccuparti" mi porta tra le sue braccia e mi bacia la testa. "Facciamo un passo alla volta, Lisa. L'opportunità che abbiamo di studiare all'Imperial College ci permetterà di cambiare completamente vita. Potremmo allontanarci da tutto questo, Lisa, e vivere felici"

"Lo spero, Zayn"

Love Actually (#Wattys2015) // N.H.Leggi questa storia gratuitamente!