*Psst* Notice anything different? 👀 Find out more about Wattpad's new look!

Learn More

  This ain't love it's clear to see
But darling stay with me

Quando la moto di Harry si ferma definitivamente sono congelata e forse anche un po' spaventata. Inizialmente ho temuto che volesse portarmi a casa sua, ma adesso so che mi sbagliavo.
Si è fermato su una strada in salita, è completamente buio e tutto ciò che mi sembra di vedere è il mondo intero.
C'è Londra, le sue luci, il cielo nuvoloso punteggiato da qualche stella, i monumenti, gli edifici più importanti, i parchi, il Tamigi. C'è tutto ciò che conosco, l'orizzonte che mi porta oltre, infinito ed intoccabile, l'aria gelida che non mi aiuta a respirare perché è tutto così mozzafiato che non so più come si fa ad usare i polmoni per sopravvivere.
Harry si sfila il casco di dosso e mi accorgo di essere ancora seduta sulla moto, così scendo e quando libero il volto sento le gote ghiacciarsi per l'aria fredda. Sento il rumore di un accendino e lo vedo accendersi una sigaretta, il casco poggiato sul sedile della moto e lo sguardo basso. Quando lo alza su di me, indica con la testa la panchina che ci sta di fronte.
"Ti ci puoi sedere"
"Tu non vieni?"
Si stacca dalla moto e mi segue fino alla panchina fredda e arrugginita. Stringo il casco in grembo e lui infila le mani nelle tasche del giubbotto, guardando di fronte a sé. Toglie fuori un sacchetto trasparente con dentro dell'erba e me lo mostra.
"Ti va?" mi chiede con la sigaretta tra le labbra. Il fumo gli arriva agli occhi e li sbatte più volte, infastidito. Annuisco.
Apre il sacchetto e stacca un po' d'erba; il vento mi porta un po' dell'odore, forte e deciso. Harry si toglie la sigaretta dalle labbra e me la porge.
"Finiscila, se vuoi"
Fuma Pall Mall blu, leggo la minuscola scritta alla base, prima di fare il primo tiro. Harry armeggia con una cartina lunga e del tabacco, mentre io osservo i suoi movimenti decisi e la sua espressione concentrata, con le labbra strette per stringere il filtrino. Prepara la canna come se non ci fosse vento, rapido e perfetto, non mi stupisco nel constatare che non sia la prima volta che ne gira una. Con la lingua lecca il bordino interno della cartina e poi sigilla il tutto, portandosi la canna alle labbra ed accendendola. Fa qualche rapido tiro, poi osserva la sua opera d'arte, assaporandone il gusto. Annuisce e sembra soddisfatto. Io, nel frattempo, ho finito la sua sigaretta.
"Così studi Lettere" commenta e un po' mi stupisce, immaginavo che il silenzio sarebbe regnato sovrano tra di noi.
"Sì"
"Fammi indovinare: scrivi da quando sei bambina, vai fortissima in greco, il tuo libro preferito è qualche stronzata che ha scritto quel Bukowski di cui tre quarti della popolazione femminile sembra essersi innamorata, ma ti rinchiudi in camera ad ascoltare la tua boyband preferita sognando di incontrarli per strada e farci un mega selfie che ti sbatterà in prima pagina sui magazine delle ragazzine, così che tu possa scrivere la tua autobiografia e venderne milioni di copie"
Lo guardo quasi sconcertata, ma lui sembra convinto della sua teoria perché mi osserva strafottente e sicuro di sé, mentre fuma. Godo nel sapere che ho l'arma per smentire ciò che ha appena detto.
"A dire il vero odio scrivere, preferisco leggere; il greco mi fa cagare, la mia boyband preferita non è una boyband e no, il mio libro preferito non è di Bukowski, ma di Uhlman" espira mentre mi ascolta, ora interdetto. "Ed inoltre, giusto perché tu lo sappia, non scriverò mai la mia autobiografia"
"Perché?" si lecca le labbra e mi passa la canna.
Scrollo le spalle. "Non c'è niente da scrivere su di me"
Mi guarda ancora, mentre faccio il primo tiro e vengo risucchiata dentro una nuvola che già conosco.
Harry sospira prima di guardare al panorama di fronte a noi e parlare.
"Io studio Belle Arti. S'era capito, no? Uno sfigato come me che può fare, se non una cosa così scontata?"
Lo guardo e decido di non rispondere, non sono affari miei.
"Io ce la scriverei un'autobiografia su di me. Sul come sono arrivato qui, sulle cose che ho fatto, sugli sbagli che ho commesso" mi guarda e ho paura di ciò che sta per dire. "Tu come ci sei arrivata qui, Mila?"
Eccolo lì, il mio nome, pronunciato di nuovo dalle sue labbra. Sembra tutta un'altra storia, sembro quasi un'altra persona.
Sorrido appena e "In moto" rispondo, prima di fare un altro tiro.
Harry ride e mi guarda, gli passo la canna e le nostre dita si sfiorano. Inizio a vedere le cose a rallentatore, sento la mascella e gli zigomi pesanti, la bocca asciutta. Il suo contatto mi rimane addosso anche quando non c'è più.
"Tu e Brett state insieme?"
"Ti sembra che io e Brett stiamo insieme?"
"Ah non lo so, te lo sto chiedendo per avere una risposta" parla con la bocca di nuovo bloccata, stavolta dalla canna, sembra un vizio.
"Se io e Brett stessimo insieme non sarei qui con te ora"
Si volta lentamente verso di me e mi fissa a lungo. Stringo il casco tra le mani cercando di sostenere il suo sguardo, ma cedo in fretta perché i suoi occhi chiari mi penetrano completamente, come se fossi trasparente e non avessi segreti per lui.
"Ma lui ti guarda come se lo foste"
Sospiro. "Non c'è niente da dire, io non gli ho mai detto che stavamo insieme. Ero ubriaca, quando ci siamo baciati, e nemmeno me lo ricordo"
Mi passa la canna, sto bene attenta a non toccargli la mano ma è quasi impossibile.
"Mike ed Oli non mi sembra si siano fatti tutti questi problemi" commenta continuando a guardarmi.
"Mike ed Oli sono diversi" replico. "Oli è diversa"
"Da chi?"
"Da me" lo guardo rispondendo in tono ovvio.
"E questo ti crea fastidio? Che Oli sia diversa da te?"
"Cosa? No. Perché dovrebbe?"
Non risponde e continua a fissarmi con insistenza, ma stavolta sono decisa a non cedere, anche se lui è un osso duro.
"Perché sei qui con me stanotte, Mila?"
Questa domanda mi spiazza. Pensavo stesse pensando ad un modo per ribattere, ma invece non sembra averlo fatto. Tuttavia riesce a farmi cedere di nuovo e abbasso lo sguardo, facendo un altro tiro. Non rispondo.
Harry allunga una mano e mi sfila la canna dalle dita, in silenzio. So che sta aspettando una risposta, lo percepisco dai suoi occhi addosso.
"Non lo so" decido di essere sincera con lui, perché non ho altro di meglio da offrirgli. "Non lo so, Harry"
Lui mi guarda ancora, senza fumare.
"Dillo ancora"
"Non lo so"
"No" scuote la testa. "Dì ancora il mio nome"
Resto in silenzio per un po', prima di esaudire la sua richiesta. "Harry"
Tira su un angolo della bocca, la fossetta fa capolino sulla guancia, dopodiché concede tutte le sue attenzioni alla canna spenta, riaccendendola. Fuma in silenzio, ammirando il panorama. Mi permetto di fare lo stesso e, come avevo sospettato all'inizio, il silenzio cade tra noi. E non è affatto pesante.

Harry ferma la moto e rizza la schiena, togliendosi il casco. Io scendo prima di fare lo stesso, e quando glielo restituisco lo guardo in viso.
Il sole che sorge gli illumina il volto assonnato e stanco, ma in qualche modo non posso fare a meno di pensare che sia bellissimo.
Sorprendentemente scende anche lui dalla moto e mi accompagna fino al portone principale.
Lo guardo a lungo e mi mordo il labbro inferiore, prima di parlare.
"Grazie per la serata"
Lui sorride leggermente, continua a guardarmi. Non lo farò salire, lo so, ma non sembra che voglia farlo. Sta solo fermo di fronte a me a guardarmi, esattamente come faccio io. Potrei benissimo girarmi, aprire il portone e sparire su per le scale, ma non lo faccio. Sono stanca, è vero, ma quasi mi sembra di non volermene andare. O forse non voglio che lui vada via.
Harry è particolare, non solo caratterialmente. Ha dei dettagli nel viso, nel corpo, che non avrei mai potuto apprezzare su chiunque, ma su di lui hanno tutto un altro senso. Perfino il suo nome, che all'inizio pensavo come banale e scontato, su di lui ha mille sfaccettature diverse. Harry è misterioso, ecco. È misterioso in tutto ciò che fa e che dice, in ogni gesto e movimento. Mi domando se pure lui, come me, a volte non sappia come andare avanti con se stesso, vista la sua complessità.
Mentre penso a decifrarlo, la sua mano sinistra si avvicina al mio viso. Indietreggio di mezzo passo perché io e il contatto fisico non andiamo d'accordo, ma non mi tocca. Mi sposta una ciocca dietro l'orecchio e fa scivolare le dita lungo tutta la lunghezza dei capelli. Solo ora mi sfiora la pelle del collo, bianca e fredda, come le sue mani. Lo fa con delicatezza e per la prima volta in vita mia vorrei che mi toccasse. Non ho mai desiderato che qualcuno mi abbracciasse o mi accarezzasse, ma da lui mi sembra tutto nuovo e diverso, quasi puro, benché io sappia che di puro, in noi due, non ci sia più nulla.
Fa scorrere le dita più su fino alla linea della mia mascella, portando poi l'indice dietro l'orecchio e lo sento, il nodo allo stomaco che mi prende ogni volta che lo vedo. Lo sento irrigidirsi, irrobustirsi, crescere, e mi manca il fiato.
Gli occhi di Harry ora sono verde acqua, quasi trasparenti, ha lo sguardo stanco ma attento, mi osserva ogni particolare del viso, è come essere nuda. Penso voglia baciarmi, e non sono sicura che mi ritrarrei. Ora la sua mano è aperta contro la mia pelle, siamo freddi entrambi, in piedi, e ci guardiamo senza dire una parola.
Sento uno scatto, afferro Harry per il giubbotto e lo tiro via mentre la sua mano scivola di nuovo più giù, coprendomi il collo, ed entrambi ci voltiamo verso il portone che viene aperto.
"Mila"
"Ruth"
Guardo la mia coinquilina con gli occhi vispi e vedo che sposta lo sguardo da me ad Harry al mio fianco, la mia mano ancora stretta alla sua giacca e la sua poggiata su di me.
Ruth rivolge di nuovo il suo sguardo verso me, poi si allontana e il portoncino si chiude sbattendo.
Lascio andare Harry e la sua mano scivola via da me, sorride appena.
"Vai a casa" dice con poca voce. Indietreggia e poi si volta, rimettendosi il casco e salendo in moto.
Non so se mi stia fissando, quando torna indietro per fare inversione, ma la sua testa è voltata verso di me. Comunque lo osservo andare via e continuo a sentire il rumore della sua moto anche se non lo vedo più.
Mi lascio cadere contro il muro con un sospiro e chiudo gli occhi. Ho caldo, eppure sono congelata.

AeroplaniLeggi questa storia gratuitamente!