-Pronto- rispose una voce assonnata.
-Jeck!-
-Lusy, per la miseria sono le 9, non si va a scuola e tu mi telefoni? -
-Si, scusa se disturbo, ma ho bisogno.-
-Non preoccuparti- lo sentii alzarsi dal letto. -Che succede?-
-Puoi venire a casa per favore? Non c'è nessuno-
-Mmm questo è molto POSITIVO-scherzó. ...POSITIVO.
-Lusy ci sei ancora? Scherzavo, il prof poi mi picchia. Vengo adesso?-
-Si, se puoi- dissi sussurrando incerta.
-Va bene, dammi quindici minuti e sono lì-
-Grazie Jeck, sei fantastico-
-Niente piccola, arrivo- detto questo attaccò.
-Niente paura, arriva zio Jeck- dissi toccandomi la pancia con fare protettivo. Poi tolsi la mano come scottata da quel tocco...che mi succedeva?
Il cellulare suonò.
Chiamata da:Amore <3
Sospirai, non ero pronta a parlargli. Non risposi ed andai in sala ad aspettare il mio amico.

Non molto tempo dopo il campanello suonò e mi ritrovai davanti un Jeck assonnato ed altrettanto spaventato.
-Cosa è successo?-
-Vieni dentro- gli dissi e prendendolo per un braccio corremmo in camera mia.
Mi sedetti ai piedi del letto e lui si tolse la giacca e si mise di fronte a me.
-Cosa è successo? Hai litigato con il prof? Vi siete lasciati?-
-No, lui non c'entra. ..o meglio sì, in parte.-
- Che cosa è successo, Lusy?- lo guardai negli occhi.
-La mia vita sta per cambiare. Per sempre.-
-Perché? Ti trasferisci?- sgranò gli occhi.
-No- abbassai la testa.
-È una cosa così orribile?- mi prese per mano.
Alzai la testa, chiusi gli occhi e poi li riaprii, sospirai...
-Sono incinta- dissi tutto d'un fiato.
La sua espressione cambiò magicamente. Le sopracciglia non furono più aggrottate, non aveva più uno sguardo confuso. La realtà si fece spazio nella sua testa accompagnata da uno sguardo spaventato e incredulo.
-Tu...sei incinta? Sei sicura?-
Presi il test da sotto il letto e glielo feci vedere.
-Anche gli altri 3 erano positivi- lui lo guardò e poi guardò me. Non ci credeva. L'avevo deluso?
-Ti prego aiutami- dissi con le lacrime agli occhi abbracciandolo.
Lui esitò un po' ma poi mi strinse forte a lui.
Piansi e lui mi consolò abbracciandomi, ma non dicendo niente finché non mi fui calmata.
-Noah lo sa?- chiese improvvisamente.
-No, e per ora non deve saperlo.-
-Devi dirglielo Lusy!- mi distaccai e lo guardai.
-Non è il momento. Devo prima prenderla io una decisione. Sono la madre.-
-E lui è il padre.-
-Si ma sono io ad avere 20 anni, non lui. Io ho una vita scombussolata, non lui. Io ho problemi economici, non lui. Io porto un bambino dentro di me, non lui.-
-Ma lui può aiutarti!-
-Voglio diventare matura Jeck. Voglio prendere una decisione con la mia testa.
E se io volessi tenerlo e lui no? Se mi convincesse ad abortire e io finissi con pentirmene per sempre? Non potrei sopportarlo!-
-Lusy...-
-E se inveve fosse il contrario? Se lui lo volesse tenere e io presa dal suo entusiasmo accettassi ma alla fine avendolo tra le braccia capirei di non essere pronta? Il danno ormai sarebbe fatto. Se devo avere un bambino devo volerlo, non devo ricordarlo come un pentimento, non devo guardarlo con disprezzo per tutta la vita. La decisione spetta a me, quando avrò deciso ne parlerò anche con Noah.-
-E se non lo vuoi?-
-Non lo so...-
-Lusy non puoi abortire. Uccideresti una vita!-
-Devo rifletterci su...-
-Per quanto? Tra non molto ti si vedrà la pancia e come farai a guardare Noah negli occhi sapendo di tenere un segreto del genere dentro di te? -
-Non lo vedrò. Inventerò scuse per un po'-
-Avevate detto che avreste passato i giorni di vacanza insieme-
-L'avevo detto prima di scoprirmi gravida!- mi alterai
-Va bene, va bene, non agitarti.-
-Ti giuro che non so che fare. Se lo tenessi che dovrei fare? Dovrei andare a vivere da Noah, diverrei donna a tutti gli effetti. Se lui mi lasciasse dovrei rimanere qui e trovarmi un lavoro. Far vivere il bambino nella fattoria.-
-Mi sembra ragionevole-
-Se non volessi tenerlo invece? Dovrei a...abortire?-
-Non è una cosa bella. Tu stessa dicesti di non essere d'accordo con l'aborto la volta che vennero quei tizi a scuola che ci parlarono delle gravidanze-
-Mi stavi ascoltando? Stavi dormendo tutto il tempo!- sorrisi al ricordo
-Quel poco che sono stato sveglio, ho sentito.-
Sorrisi.
-Magari potrei metterlo in adozione- tornai seria.
-No Lusy! -
-Non vedo altra soluzione...-
-Ti farebbe piacere dopo il parto, dopo aver tenuto dentro di te per tutti quei mesi tuo figlio, dopo averlo tenuto tra le braccia, saperlo con un'altra famiglia?-
-Sempre meglio di saperlo qui ma triste, probabilmente senza padre e con una madre pentita-
-Tu questo ancora non puoi saperlo. Ami i bambini, non è minimamente immaginabile un'immagine di te che rifiuti un bambino...sopratutto se è tuo.-
-È inutile continuare a parlarne!-
-Voglio solo che tu prenda la decisione più giusta-
-E lo farò...la decisione giusta sarà quella giusta per me. Ho bisogno di riflettere per arrivarci.-
-Va bene. Ti dico solo che secondo me dovresti tenerlo...se è arrivato non è un caso e poi ti ci vedo come mamma. - e io? Io mi ci vedevo come mamma? -E io mi ci vedo come zio- disse poi, sorrisi.
-Zio Jeck- sussurrai. Lui annuì e si avvicinò a me...alla mia pancia.
-Buongiorno Ida-
-Ida?-
-Si, la immagino femmina e mi piace Ida. Quindi per ora è battezzata Ida.-
-Ok, ma quando avrà una maglia da calcio e uno sguardo arrabbiato per essere stato chiamato Ida, te la vedrai tu con lui-
-Quindi non ti viene difficile immaginarti con un bambino eh?-
Il mio sorriso svanì. Avevo ipotizzato di tenerlo...l'avevo ipotizzato con il sorriso sulle labbra.
-Bene torniamo a noi.- disse Jeck notando il mio turbamento. -Ciao Ida. A parlarti è zio Jeck! Se vuoi puoi chiamarmi zio J.
La tua mamma sta prendendo una decisione importante...essendo dentro di lei riesci per caso a sentire il suo cervello che ragiona? Riesci a sentire i suoi pensieri?...Mmm speriamo di no, la mamma è piuttosto pazza- sorrisi. La mamma. Il mio cuore si riscaldava a sentire quella parola.
-Voglio che tu sappia che scommetto che sei una figona, come mamma...se solo non avessimo tutta questa differenza di età avremmo anche potuto metterci insieme dato che mamma Lusy mi è stata rubata da tuo papà...il mio professore. - scoppiai a ridere con gli occhi lucidi. -So che mamma è una persona ragionevole, quindi so che prima o poi ci incontreremo. Ora vado a mangiare perché per scoprire della tua esistenza ho saltato la colazione e essendo incinta, tua madre starà morendo di fame- annuii -Quindi ora si fa la pappa...il cibo ti arriva quindi non preoccuparti le farò mangiare prelibatezze. Io e te saremo complici piccola Ida. A dopo- e mi accarezzò la pancia. Poi si alzò e mi porse la mano che presi istintivamente. Quando mi alzai e ci trovammo faccia a faccia, lo strinsi in un tenero abbraccio di ringraziamento. Era bello non sentirsi soli.

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