Runaway 🌸 BabyGirl Capitolo Quarantotto

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Julia

"Benvenuta nell'industria, Julia."

Il cuore mi cade alla bocca dello stomaco e sento di poter rigettare il suo contenuto a terra in qualunque secondo.
L'industria? Ero caduta nella loro trappola ed ero stata bloccata nel sistema come era successo a molte ragazze, inclusa mia sorella?
Era uno scherzo, non poteva essere vero, non potevo essere stata così stupida da camminare così facilmente nella loro trappola.
Pensare che avessi appena iniziato a fidarmi di Harry e lui mi aveva solo presa in giro fingendo di cercare mia sorella mentre, in realtà, ero diventata una delle sue conquiste.

"Calmati, principessa, non parliamo del tuo culo, qui. Stiamo andando in un rifugio per vedere se riusciamo ad avere qualche informazione sullo stato di salute di tua sorella." Dice con l'umorismo nascosto nella sua voce. I tre uomini che avevano occupato l'auto mi guardavano divertiti.
"Abbiamo già perso una sorella per le cazzate di papà nell'industria, credi davvero che gli lascerei trascinare anche te in tutto questo?" Chiede Destin con un tono più serio di quanto gli avessi mai sentito usare.
"Seriamente, Jules, al momento sei tutto ciò che ho. Papà non c'è mai stato, mamma è strafatta e Camila è stata rapita dalla famiglia di questo ragazzo. Andrei all'inferno e tornerei per assicurarmi che tu stia al sicuro." Il cuore mi si gonfia alle sue dolci parole, considerato che Destin non era mai stata una persona affettuosa, una che dicesse agli altri i suoi sentimenti.

Destin era sempre stato neutro riguardo ciò che avevamo passato, perché sapevo che sentisse che, dato che Russell andò via quando eravamo molto piccoli, doveva farsi avanti ed essere l'uomo di casa già ad una giovane età. Mi sentivo male per lui perché, al posto di essere un normale adolescente, si doveva preoccupare di tenere al sicuro mamma, me e Mila; una cosa che non avrebbe mai dovuto fare.
Nostra madre non era abbastanza donna da farsi avanti e prendere il controllo necessario, quindi spettava a noi tre prenderci cura di noi e di lei nel modo migliore che conoscessimo.
Le nostre circostanze non erano affatto giuste, avevamo avuto il bastoncino più corto, in confronto ad altri che conoscevamo e, alla fine, dalla vita non ottenevamo nulla se non merda ma, da soli, cercammo di farla funzionare il più possibile.
Mentre fisso il mio fratellino, ho le guance rigate dalle lacrime, non era più così piccolo: il ragazzino del quale, una volta, mi prendevo cura al meglio delle mie possibilità, ora era ad un punto della sua vita in cui sentiva il dovere di proteggermi e, per quanto premuroso potesse essere, mi fece stare male per lui.

Le lacrime lasciano incontrollabili i miei occhi, seguite da leggeri singhiozzi soffocati dalla mano che ho contro la bocca. Con gli occhi di Destin ed Harry addosso, gli rivolgo la schiena e mi siedo nell'angolo. Qualche momento dopo, sento un paio di braccia avvolgermi ed una tasta calda accanto alla mia.
"Sono così stanca di questo, D." Singhiozzo ancora nel suo abbraccio. L'unico rumore che si sente in auto era quando sporadicamente tiravo su con il naso e lo stridere delle gomme contro il pavimento. L'autista ha la sua totale attenzione verso la strada, Harry è impegnato al telefono nel sedile accanto a me e Destin.
Dopo trenta minuti di viaggio, Destin si addormenta accanto a me, con la testa contro la mia spalla, bloccandomi all'angolo del sedile.

"Dove stiamo andando, esattamente?" Parlo vedendo l'autista guardarmi dallo specchietto retrovisore.
"Lo scoprirai quando arriveremo, principessa." Dice Harry tornando al telefono subito dopo.

Camila

"Sophie, non posso più nasconderlo, è solo una questione di tempo prima che lo scopra qualcuno e vada a dirlo alla Coordinatrice." So che non dovrei preoccuparmi o stressarmi, ma sono le uniche cose alle quali riesco a pensare. Qualche mese prima avevo avuto un sospetto che ci fosse qualcosa, ma non ci avevo pensato troppo.
Quando, all'inizio, ero entrata nell'industria, mi avevano dato una possibilità, un contraccettivo potremmo dire, che, a volte, mi fermò il ciclo per qualche mese e lo avevo preso varie volte quando ero nella casa però, orami, avrebbe dovuto tornarmi. Sapevo per certo che avrei dovuto riaverlo un mese o due dopo essere arrivata qui al quartier generale, ma doveva ancora apparire.
Non avevo intenzione di dirlo ad un'anima finché non avrei più potuto farcela fisicamente, ma Sophie mi trovò a vomitare varie volte e fece due più due.

BabyGirl || h.s. ITALIAN TRANSLATIONDove le storie prendono vita. Scoprilo ora