Oh, but we don't start

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CAPITOLO 23

Non so cosa mi sta per dire, so solo che il mio cuore sta battendo all'impazzata.

Sto cercando di rimanere calma, ma lui mi fissa, con quei smeraldi, intensamente, quindi non rende il tutto più semplice.

"Parla Harry" replico ansiosa.

"I-io" balbetta. Non riesce a dirmelo, non riesce a dirmelo!

"Che cavolo!" sbraito per poi alzarmi seguita da lui.

"Io..."

Lo interrompo"Tu niente! Mi hai detto di ascoltarti! Ma a quanto pare non hai nulla da dirmi! Cos'è? Ti sei dimenticato la tua prossima battuta?" urlo agitata.

"Che?" domanda stupito.

"No, niente" cammino verso di lui appoggiandomi al suo petto. Ma che sto facendo?

"Ma quanto puoi essere lunatica?" in effetti.

"Due secondi fa eri arrabbiata, poi triste e adesso calma? Non ti capisco Alex!" si allontana di pochi passi.

"A volte mi vien da pensare che tutto questo sia solo una falsa, una messa in scena" dico pregandolo di capirmi.

"So di averti fatto del male, ma non te ne farò più, non in quel modo lì" non in quel modo lì?

"E in quale maniera?"incrocio le braccia.

"Ti ricordi quando be io..."

"Mi hai stuprata?" chiedo sempre più confusa, cos'è? Quello sarà il suo modo per ferirmi?

"Bè, sì, quello. Io ho perso la ragione e a volte può succedere" abbassa lo sguardo imbarazzato.

"Sei bipolare?'' chiedo sbarrando gli occhi. Sarebbe veramente il colmo! Un bipolare e una lunatica insieme, fantastico insomma.

"No, cioè non credo" be', tecnicamente non stiamo insieme, non siamo una coppia, siamo solo amici, sì, amici. Non sa neanche se ha dei disturbi mentali e non lo posso neanche rimproverare, lo capisco e per questo dovrei stargli ancora più vicina.

"Sai una cosa? Non ha importanza, tu non mi farai del male e io lo so, lo so" dico anche se dentro di me non ne sono completamente convinta. Da un momento all'altro lui effettivamente potrebbe scattare.

"Alex?" chiede impaurito, almeno quella è l'impressione che mi da.

"Sì?" replico alzando le sopracciglia e socchiudendo la bocca.

"A che ore ti devo svegliare domani così andiamo a prendere la tua roba?" domanda sorridente. Sono felice che dall'urlarci contro per sciocchezze finiamo con il metterci una pietra sopra e ridere. So che quell'espressione impaurita di prima si riferiva al fatto che non sa come comportarsi, crede che mi farà del male, ma so che non vuole.

"Andiamo di mattina quindi?" replico tirando fuori dal suo armadio un paio di boxer neri e una maglia larga e a maniche corte.

"Sì, dopo voglio uscire con te, sempre se ti va?" mi abbraccia da dietro appoggiando il suo viso sulla mia spalla sinistra

"Dove precisamente?" fa dei cerchi immaginari con il pollice nei contorni dell'ombelico e istantaneamente per quel gesto mi vien da ridacchiare.

"Sinceramente non lo so, usciremo e basta" mi da un bacio sulla guancia per poi sussurrarmi all'orecchio"ora andiamo a dormire piccola, buonanotte"

Amo quando mi chiama piccola, sdolcinato,ma bello, troppo.

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Entro piano senza fare rumore anche se quasi sicuramente mia madre non c'è.

Ecco la mia teoria è esatta siccome perlustrando tutta la casa non la trovo, perfetto.

Prendo da sotto il letto una piccola valigetta e ci metto dentro di tutto e di più, maglie, jeans, gonne, vestiti, calze e intimo. Dopodichè prendo una borsa e ci infilo la piastra, i trucchi, braccialetti, orecchini e collane. Il phon Harry ce l'ha. Inoltre prendo dal cassetto di mamma dei soldi, non so quanti precisamente, ma sono un bel po'.

Siccome nella valigia le scarpe non ci stanno mi prendo in mano le all star bianche, nere e blu. Indosso, invece le paperine della volta scorsa.

Quando scendo le scale, purtroppo, sento la voce della donna che mi ha messo al mondo, pur non volendo.

"Senti quando possiamo vederci?" replica quasi pregando non so chi.

"Sta bene"

" James mi hai solo chiamata per sapere come sta quell'idiota di mia figlia?" dice irritata. Probabilmente fin troppo siccome si sente una sostanza di vetro cadere a terra e rompersi in mille pezzi.

"È solo un piatto, un piatto!" urla.

Immediatamente, dalla paura, scendo sotto il più in fretta possibile, esco e mi dirigo in macchina da Harry.

Appena entro in auto gli do un bacio sulla guancia.

"Okay, possiamo andare" replico sorridente.

Durante il viaggio non riesco a non pensare alla conversazione che Liv ha avuto con James.

Gli ha mentito, lei non sa neanche come sto, non sa nemmeno dove sto. Che bugiarda, mi da sui nervi.

"Stai bene Alex? Ti vedo un po' agitata"

"Sto bene." replico duramente girandomi verso il finestrino.

"Farò finta di crederti"

Ruoto gli occhi al cielo e sospiro aspettando di arrivare non so dove .

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"Fammi una foto, fammi una foto!" dico saltellando dalla gioia dandogli il mio cellulare.

Ne scatta un bel po', poi gli prendo la mano e corro verso la ruota panoramica gigante.

"Facciamo un giro?" annuisce e antusiasta gli salto addosso.

"Grazie" sorrido.

"Guarda, da qua il bing bang si vede benissimo" batto le mani.

"Oh e laggiù..."

"Sei bellissima" mi prende per la vita e mi bacia, finalmente.

Intrufolo la mia mano tra i suoi capelli e glieli stringo leggermente, mi piace un casino toccarglierli. Prima che mi possa allontanare per prendere fiato, prende tra i denti il mio labbro e succhia per poi ricominciare a baciarmi.

"Hai un buon sapore" replica prendendomi la mano sinistra.

"Be non ho visto molto siccome mi hai baciata"sospiro.

"Potevi non riccambiare allora" ribatte, ma io gli faccio la linguaccia avvicinandomi al suo corpo.

"Be', forse è stato meglio il bacio, tanto la città l'avevo già visitata abbastanza"

"Non pensavo che tu avessi già visto Londra"

Sì, con l'altra Alex,quando ero in ospedale, ma non glielo posso dire, mi prenderebbe pazza.

"Si è fatto tardi e il viaggio è lungo, quando partiamo?" chiedo incuriosita.

"Oh, ma noi non partiamo" sorride dandomi un bacio a fior di labbra.

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