Capitolo 1

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Titolo: La breccia

Capitolo: 1/2

Fandom: Medici - Masters of Florence

Settima settimana del COW-T 10, m5.

Prompt: Immagine 3 (Roma)

Parole: 3402



{La sua fedeltà ti sarà scudo e corazza;

non temerai i terrori della notte

né la freccia che vola di giorno,

- dalla Sacra Bibbia, libro dei Salmi, Salmo 90}



Primavera del 1465.

A Careggi si trovava questa grande villa dalla facciata il cui colore ricordava le bucce delle arance, circondata da una vasta e verdeggiante campagna, in cui poter ammirare la bellezza bucolica della natura che dominava incontrastata sul territorio circostante.

A Giuliano De' Medici aggrada molto la natura, però desiderava porre la massima attenzione e concentrazione nella sua principale attività del momento: il tiro con l'arco.

Giuliano aveva solo quattordici anni e mezzo, eppure lo inorgogliva il fatto di poter mostrare il suo valore. Non stava prendendo affatto sotto gamba il gesto, come un gioco qualunque.

Il ragazzo portò il suo braccio destro indietro, estendendo la corda e formando un rombo quasi perfetto. La mano sinistra, che impugnava forte l'arco, non tremava e ciò lo fece sentire più sicuro e determinato nel centrare il proprio obiettivo, ossia un piccolo cerchio che il fratello Lorenzo aveva inciso con cura per lui sul tronco di un albero.

«Stai trattenendo troppo il fiato: respira, Giuliano. Rilassati», commentò con un sorriso incoraggiante il più grande, di anni sedici e qualche mese.

«Non sono nervoso», garantì con un piccolo broncio.

La freccia incoccata partì sibilando a tutta velocità dopo che il ragazzo ebbe lasciato andare il filo e notò che la sua punta aveva mancato di poco l'obiettivo. Giuliano provò una piccola fitta di delusione, ma si contenne e non lo diede a vedere.

«La prossima volta andrà meglio: puoi passarmi di nuovo la freccia, Lorenzo?» domandò.

«Sì, ma solo per un ultimo tentativo, poi dobbiamo proprio andare. Si staranno chiedendo che fine abbiamo fatto: nostro padre, inoltre, deve ancora parlarmi di un viaggio imminente», gli ricordò, tirando via facilmente la freccia conficcata nella corteccia dell'albero.

«Andrai davvero a Milano in sua vece?» fece una seconda domanda Giuliano, sperando in fondo di aver capito male: era noioso quando Lorenzo lo lasciava per partecipare a missioni diplomatiche con la sola compagnia delle loro sorelle, alle quali non interessavano le stesse cose che piacevano a lui.

«Sì, fratello. È mio dovere obbedire a nostro padre. Quando egli non ci sarà più, auguriamoci fra tanti anni se Dio vuole, toccherà a me prendere il suo posto».

Purtroppo, Lorenzo aveva preso consapevolezza del concetto di morte quando i suoi nonni erano venuti a mancare. Aveva voluto bene a Cosimo e a Contessina: perderli entrambi era stato come aprire la propria mente all'idea che la giovinezza non sarebbe stata più tanto felice e serena come negli anni precedenti, che nuove e più spaventose responsabilità lo attendessero in futuro.

Per fortuna, Giuliano era stato toccato meno dai tristi eventi.



La brecciaWhere stories live. Discover now