1 - L'inizio del viaggio

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Il trenò arrivò puntuale in città. Controllai la prenotazione dell'autobus e mi avviai verso la fermata. Il tragitto dalla stazione verso la mia destinazione fu breve. Scesi dal veicolo e raggruppai i miei bagagli. Mi fermai al numero tredici di Via Lorenzi, suonai il campanello e un enorme portone di legno si aprì. Portai le mie cose all'interno del palazzo, ma prima di proseguire mi guardai attorno e scattai una foto con il mio cellullare. Quel gesto sancì l'inizio della mia avventura.

Non dimenticherò mai il giorno in cui arrivai all'Accademia di musica Sound.

Decine di ragazzi, carichi di libri e spartiti, camminavano spediti salutandosi. Alla mia destra vidi una signora dietro una scrivania, mi avvicinai e le chiesi indicazioni.

- Buongiorno, sono Daniel Ronetti, devo iscrivermi ai corsi del primo anno. Sa dirmi dove posso trovare la segreteria?

Lei mi consegnò una mappa dell'edificio e mi indicò l'ultima porta a destra. Mi avvicinai all'entrata, ma una voce cristallina mi bloccò.

- Non è possibile! La nostra classe ha bisogno di un pianoforte nuovo! Lo abbiamo richiesto l'anno scorso. Così non possiamo andare avanti!

- Signorina Pedrelli, la prego abbassi la voce. Le ho già detto che la decisione non dipende direttamente da noi. Ne riparleremo il mese prossimo, in occasione del consiglio accademico.

Una ragazza minuta uscì di corsa travolgendomi, i miei fogli finirono a terra e lei, imbarazzata, si inginocchiò per raccoglierli.

- Scusami, in questa scuola bisogna lottare per qualunque cosa-. Alzò lo sguardo. - Non ti ho mai visto, sei nuovo?

Mi affrettai a risponderle.

- Devo iscrivermi oggi, sono Daniel, chitarra e voce.

- Ciao Daniel-chitarra-e-voce, io sono Alice, e sono certa che ci rincontreremo presto.

Lei si allontanò e dalla segreteria un uomo mi fece cenno di entrare.

- Posso aiutarla?

- Penso di si. Sono Daniel Ronetti, sono qui per l'iscrizione ai corsi di chitarra e canto.

- Ah, si! Prego, - mi consegnò dei fogli, - compili questi moduli.

Dopo averli riempiti, riconsegnai i documenti.

- Metta anche una firma qui per favore.

L'impiegato mi consegnò l'orario provvisorio dei corsi, poi richiamò l'attenzione di un suo assistente e gli chiese di accompagnarmi alla mia prima lezione.

I corridoi, improvvisamente deserti, rimandavano solo l'eco di un pianoforte. Arrivati a destinazione, notai il nome inciso sulla targa della porta dell'aula: John Luderk. La mia guida bussò energicamente e fummo accolti da una voce squillante.

- Avanti! - Un accento buffo ci diede il benvenuto.

- Tu devi essere Daniel, ti stavo aspettando.

Nella stanza c'erano all'incirca dieci ragazzi; il Maestro mi fece accomodare in prima fila e si presentò.

- Io sono John e da oggi sarò il tuo insegnante di canto.

Rimasi in silenzio.

- Daniel, ieri sera ho visto il video che hai spedito per le selezioni estive, vorrei condividerlo con la classe.

Annuii incredulo e l'uomo fece partire la proiezione sul telo bianco alle sue spalle. Era il momento che stavo aspettando, ma mi spaventava. Cosa avrebbero pensato di me? Le note della mia cover di "Faraway" di Nickelback riempirono l'aula.

Con la fine del video scattò il suono della campanella. Nessuno disse nulla.

- Bene, domani parleremo di più con Daniel e ci presenteremo tutti. Come compito vi ricordo di iniziare a scegliere un brano sul quale lavorare per il contest nazionale di fine anno.

La stanza si svuotò velocemente e deluso mi avviai verso l'uscita, quando sentii una stretta al braccio.

- Ciao! Ci rivediamo di nuovo!

La ragazza con la quale mi ero scontrato, mi sorrise e mi prese l'orario dalle mani.

- Che coincidenza, abbiamo anche la seconda ora insieme, seguimi. La signorina Loresta non ammette ritardi. Mi feci guidare da lei resistendo al bisogno di chiederle se le fosse piaciuta la mia interpretazione.

Una signora di mezza età stava organizzando il materiale sulla cattedra. Alice occupò due sedie al centro; mi sedetti accanto a lei e la professoressa iniziò la lezione di storia della musica rock. Chi l'avrebbe mai detto!

Sette pagine di appunti più tardi, accolsi con un sospiro di sollievo l'intervallo per il pranzo. All'uscita persi di vista Alice e seguendo la mia mappa, arrivai in caffetteria senza problemi. La borsa di studio, che avevo vinto con le selezioni del concorso accademico, copriva le spese di vitto e alloggio. Mi misi in fila con gli altri al self service e aspettai il mio turno canticchiando con il tesserino di riconoscimento in mano.

Dopo aver raccolto il vassoio con il mio pranzo, cercai un tavolo libero per sedermi, Alice agitò una mano per farmi cenno di avvicinarmi. Mi fece spazio accanto a lei e mi presentò ai suoi amici.

- Lui è Daniel, si è appena iscritto. L'ho sentito cantare e penso abbia una voce straordinaria.

Salutai tutti e non sapendo cosa rispondere, sorrisi e iniziai a mangiare. Tutto sommato a qualcuno la mia voce era piaciuta, e, seduto a quel tavolo, con il vocio dei compagni che mi avvolgeva, avvertii l'inizio di un cambiamento, l'inizio del viaggio che mi avrebbe portato verso il mio sogno.

La strada verso un sognoLeggi questa storia gratuitamente!