Keep your voice down
Stop looking at my friends
Go out
They can hear exactly what you say


"Sulla schiena, lungo la spina dorsale" Oli risponde alla mia domanda sul dove intenda tatuarsi la spada che Mike ha disegnato per lei, osservando un gruppo di ragazzine sui sedici anni sedersi sulle seggiole alla nostra sinistra. Indossano tutte dei vestiti attillati, coi cappotti aperti e le gote arrossate, il rossetto rosso ad illuminare le loro labbra, probabilmente sono dirette in qualche discoteca.
"Figo" dico spostando lo sguardo sulle mie mani infilate tra le gambe coperte da dei collant neri e una gonna che mi arriva a metà coscia.
Oli si soffia il naso, non appena le temperature si abbassano si prende subito il raffreddore, è sempre stato così ed è un'abitudine sentirla starnutire di tanto in tanto. Oggi ha legato i capelli in una coda alta e disordinata, non ha i buchi alle orecchie quindi non indossa orecchini, ma ha le ciglia lunghe e si è fatta una linea di eyeliner sotto gli occhi. Mi piace guardarla, ha qualcosa che mi attira, che mi fa sentire a casa. Oli mi fa sentire speciale, nonostante io sappia perfettamente che potrebbe vivere anche senza di me. Non sono sicura di poter dire lo stesso sulla sottoscritta.
Intasca di nuovo il fazzoletto e si sporge per controllare quando il prossimo treno arriva, così ne approfitto per farle la domanda che mi ronza in testa da quando è passata a prendermi a casa.
"Che tipo è Harry?"
Mi guarda appena. "L'amico di Mike?"
Annuisco con la testa e lei fa una smorfia. "Strano."
"Strano in che senso?" adesso sono curiosa.
Lei scrolla le spalle con noncuranza e "Strano" risponde di nuovo, al che alzo gli occhi al cielo perché non mi è per niente d'aiuto. Tuttavia, Oli mi sorprende e continua a parlare.
"Sta sulle sue, so che è il più silenzioso ma questo non significa che sia il più tranquillo. Non so molte cose su di lui, se non che fuma come un turco e che non l'ho mai visto con una ragazza stabile" dice "Mike sostiene che sia parecchio irascibile, ed un maniaco del controllo".
"Il Christian Grey dei poveri" commento con un'alzata di sopracciglia.
Oli sorride. "Più o meno. Perché me l'hai chiesto?"
Adesso sono io a scrollare le spalle, senza guardarla. "Mi ha dato un passaggio l'altra sera, quando sono tornata da casa tua. La sera del tipo che mi ha chiesto di fargli un pompino, per intenderci"
"Stacci lontana, Mila" mi suggerisce, e sento il vento aumentare, segno che la metropolitana sta arrivando, infatti Oli si alza in piedi, così come il gruppetto di ragazze "Non sono l'esempio migliore per darti consigli su chi frequentare, visto che ti trascino a fare stronzate quasi ogni sera, ma quello non mi piace molto. Mi sa di persona fuori di testa, un po' svitato".
Il treno arriva rapido, il vento mi smuove i capelli, finché il mezzo rallenta e poi si ferma. Le porte si aprono ed entriamo, il vagone è completamente vuoto; le sedicenni sono salite più indietro.
Harry non mi ha mai dato l'impressione di essere fuori di testa, o svitato, come l'ha definito Oli. Forse semplicemente non è il suo ragazzo ideale, o il tipo di persona che a primo impatto frequenterebbe.
Mi siedo mentre la mia amica tira fuori uno specchietto e si controlla il trucco. Il treno riparte e osservo le fermate che ci mancano per arrivare a destinazione. Oli non ha preso la macchina per risparmiare sulla benzina, o almeno così mi ha detto. Mi ritrovo a pensare che, per quel poco che ho potuto vedere, Harry non sia poi tanto peggio di noi. Fuma, ma quello lo facciamo pure noi. Beve, sta fuori fino a tarda notte, rimorchia nelle discoteche e disegna per se stesso, non per gli altri. Forse non è strano, soltanto diverso.
"Hai mai visto i suoi disegni?" pronuncio la domanda a voce più alta del previsto, Oli infatti si volta di scatto.
"Di chi?"
"Di Harry"
"Non sapevo nemmeno che disegnasse" aggrotta la fronte.
"È un drago" replico, ad indicare che sia particolarmente bravo "ne ho visto qualcuno quando siamo andate da Mike per il tuo tatuaggio".
"Ma perché mi fai tutte queste domande su di Harry?"
Mi guarda e non capisco con quale espressione, così mi limito ad alzare le spalle. "Non lo so," dico semplicemente "sono solo curiosa".
Oli mi sorride e poi si poggia di nuovo alla seggiola su cui siede. Harry non lo nominiamo più per il resto del tragitto.

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