Un giorno qualunque, il meteo. LUI.

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Le previsioni meteorologiche davano pioggia per tutta la settimana a Londra, ma quella mattina d'inverno del 2018 uscì un piccolo e speranzoso raggio di sole, se Jonathan fosse stato sveglio e lo avesse visto avrebbe aggiunto un "ma anche no" perché Jonathan non era sveglio, in realtà non si svegliava da un po'.

Jonathan non parlava con nessuno da mesi, se non con se stesso e non ascoltava nessuno da mesi, se non se stesso e quel bip incessante.
Jonathan ormai pensava che i suoi occhi non vedessero più molto bene, nella sua mente non c'erano più volti ma solo ombre che ogni qualvolta cercava di afferrare, lo riportavano in una pozza d'acqua scura dove i suoi vestiti rimanevano sempre completamente asciutti.

Jonathan non pensò mai che quella non era la sua realtà, Jonathan non pensò mai di essere in coma.

Le previsioni meteorologiche davano pioggia per tutta la settimana a Londra, ma quella mattina d'inverno del 2020 uscì un piccolo e speranzoso raggio di sole, se Jonathan fosse stato sveglio e lo avesse visto avrebbe aggiunto anche piacevole, perché sarebbe durato poco come il lasso di tempo tra il grattarsi la bolla causata da una zanzara e l'inizio del dissanguamento, ma comunque piacevole

Piacevole come la musica che suonava la sua radiosveglia alle 8.00
Jonathan pensò che se quel lunedì lo svegliarono gli AC/DC non poteva andare così male, o almeno non tanto.

Tanto, esattamente come il tempo che aveva quella mattina Jonathan per : alzarsi, prendere i vari medicinali, fare fisioterapia, andare dalla psicologa e dirigersi al lavoro

Non per forza in quell'ordine.

"Ti sei svegliata anche tu dormigliona"

Jonathan amava quando Licya gli si strusciava addosso facendo le fusa in attesa del suo pasto

"Ecco qui, oggi solo un po' di mousse al salmone, sei a dieta signorina"

E sembrò proprio che la gatta capì il ragazzo perché rispose con una piccola e innocua zampata alla sua gamba, mentre Jonathan iniziò il suo consueto rito

"Allora, il Vebodax preso"

E ingoiò

"Plaritum preso"

E ingoiò

"Novax preso"

E ingoiò

Il ragazzo allora pensò che la giornata fosse già a buon punto

Ed ecco che dopo qualche minuto, il ragazzo sentì l'effetto familiare dei medicinali.
Se Jonathan avesse fatto le analisi quella mattina avrebbe constatato di avere : un 30% di emozioni che provavano a farsi sentire  e il restante 70% di pastiglie che urlavano alle precedenti di starsene buone.

Dopo aver lasciato Licya intenta a giocare con il suo finto topolino, Jonathan andò a prendere la sua Range Rover parcheggiata nel posto riservato, esattamente sotto il suo attico.

Il ragazzo guidò fino allo studio di John, il suo fisioterapista
Superò l'ingresso, salutò Carla la segretaria e in un attimo si ritrovò a fare le consuete manovre per rafforzare la coscia destra

"Come ti senti se provo a premere il muscolo qui?"

"Una leggera pressione, non è dolore"

E Jonathan notò che nonostante un'ora dopo si trovasse dalla psicologa la domanda non cambiò poi di molto

"Come ti senti se provo a premere sul tasto dell'acceleratore oggi?"

"Un meglio di no è ammessa come risposta ?"

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