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Numb - Dotan

Charlotte

Fisso il mio riflesso allo specchio, esaminando il modo in cui il semplice vestito nero cade intorno al mio corpo. Non ho niente contro l'abito che ho scelto, anche perché non possiede alcun tipo di fronzolo e potrei tranquillamente indossarlo per fare la spesa, ma il mio colorito smorto viene risaltato un po' troppo dal nero, rendendomi alla vista di chiunque decisamente troppo bianca per sembrare in forma.

«Ti vuoi muovere?» sbotta Harry fuori dalla porta, battendo il pugno sopra il legno.

«Un po' di pazienza!» urlo.

«Un po'? Ti stai preparando da un'ora e mezza per una festa improvvisata dentro casa!» Stavolta non attende una mia risposta e spalanca la porta. «Potresti anche venire in pigiama.»

«Non fare il cretino», lo rimbecco, spostando gli occhi su di lui. «Ti sei cambiato», gli faccio notare, indicando il paio di jeans e la felpa nera senza cappuccio che indossa.

«Ho messo le prime cose che mi son capitate a tiro. Te lo ripeto, stiamo andando a casa di Liam. Non c'è bisogno di perdere tempo ad agghindarsi.»

«Lasciami fare il cazzo che mi pare, grazie», controbatto.

«Siamo in ritardo! Odio i ritardatari.»

«Abituati.»

Anziché uscire dalla camera, Harry si siede sul letto con un sonoro sbuffo e poggia i gomiti sulle ginocchia. Accantono l'idea di truccarmi ulteriormente, anche perché non sono abituata a utilizzare altri prodotti oltre il semplice mascara, e recupero la borsetta.

«Possiamo andare», annuncio.

«Era ora», borbotta, issandosi in piedi.

Lo seguo all'esterno dell'appartamento e dentro l'ascensore. In effetti, avrei anche potuto indossare un semplice paio di jeans ed evitare così di lambiccarmi il cervello alla ricerca di qualche abito vagamente decente e senza troppi fronzoli al contempo, ma ho almeno avuto la furbizia di optare per un paio di Converse. Devo comunque andare a Salem per incontrare chissà chi e non escludo l'idea di dover... correre. Perfino la pistola custodita all'interno della borsa sembra pesare una tonnellata, adesso. La mia mira è migliorata rispetto a mesi fa, ma il pensiero di doverla davvero utilizzare non mi riempie certamente di gioia.

«Cindy e Louis sono già lì», annuncia Harry, mentre occupiamo l'abitacolo della sua auto.

«Lo so.»

«Liam dovrebbe staccare tra una ventina di minuti. Abbiamo giusto il tempo di arrivare e nasconderci. E spero vivamente che Cindy non abbia invitato Sean.»

«Mhm, perché?» chiedo, trattenendo un sorriso che minaccia di spuntare.

Harry volta appena la testa per guardarmi. «Perché sì», risponde monocorde.

Non ho bisogno di una motivazione, credo di averla già intuita da un pezzo. Tuttavia, il solo fatto che Sean riesca ancora a dare fastidio ad Harry, mi rende stranamente su di giri quanto profondamente nervosa. Preferirei che le cose fossero diverse.

«Potresti accendere il riscaldamento?» chiedo, passandomi le mani sulle gambe scoperte. Avrei dovuto indossare le calze, ma non pensavo che la temperatura sarebbe calata così tanto in poche ore.

«Perché? Hai freddo?»

«Sì.»

Fa come gli ho chiesto e mi rilasso sullo schienale, mentre l'aria diventa via via più calda e piacevole.

Doctor Dream (3&4)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora