La reincarnazione di Crystalla e Salus

2 0 0
                                                  


Storia originale.

Rating SAFE.

Scritta per la sesta settimana del COW-T 10, m4.

Prompt: Storia divisa a metà con pov diversi + Reincarnation

Parole: 2222

___

In una città futuristica e ricca di tutti i comfort, in cui la ricerca di un lavoro è molto più semplice e meno travagliata di quando si credi, sono cresciuta con la convinzione che non sia indispensabile avere necessariamente qualcuno al proprio fianco per sentirmi completa. È importante tessere relazioni, certo, ma non indispensabile.

A me basta il mio Guarnieri PK3000 e sono felice. Tutti gli strumenti musicali si sono evoluti con il trascorrere del tempo: l'antenato del mio era ovviamente un violino classico.

Inoltre, dispongo di tutto il necessario per vivere dignitosamente e se per caso ho qualche problema ci pensano le macchine a risolverlo al mio posto.

Sono sempre stata una bambina libera e indipendente, figlia unica di una coppia che si è amata tantissimo: dunque non provo carenze d'affetto e non ho mai subito traumi psicologici. Mi è stato spesso criticato il fatto di non conversare tanto, solo lo stretto necessario, ma chi lo sostiene per me non ha capito nulla: è molto più entusiasmante restare fedele ai propri principi piuttosto che accontentare gli altri mostrandosi con atteggiamenti diversi dal consueto. È meglio essere sincera e sensibile piuttosto che falsa e vanitosa, come a voler gareggiare con qualcuno a chi raggiunge il maggior numero di amici per ottenere i posti più alti negli indici di gradimento e nel mondo del lavoro.

Decisamente no, non mi interessa la compagnia se non c'è onestà nelle intenzioni e nei sentimenti.

La prima volta che lo incontro, è un momento così rapido e veloce che non ritengo di imprimerlo nella mia mente: sto ferma sopra una pedana a scorrimento per recarmi da un grattacielo rebosoideo a un ultra monumento musidorissideo quando i miei occhi da cerbiatta incrociano per caso un altro paio d'occhi, lo sguardo di un giovane che attende nella direzione opposta, con un casco zanistio a coprirgli i capelli.

Eppure quei pochi secondi l'hanno paralizzato e mi ha fatto sorgere un interrogativo sospeso nella mente: Dove ci siamo già conosciuti?

Perché sì, ho la netta sensazione di averlo incontrato, ma non di recente, bensì in un passato remoto.

La mia particolarità riguarda il fatto che mi capita sovente di rivivere, soprattutto mentre dormo, delle scene di un'altra vita. Lontana.

Se lo affermo, è perché i miei genitori credono nelle reincarnazioni e di conseguenza hanno portato anche me a crederci.

Quando, rincasando, decido di accennare il fatto a mia madre, molto più esperta e assennata di me in materia, innanzitutto posa l'ultimo piatto sulla mano meccanica del robot che si occupa della cucina, si asciuga le mani con un ventilatore levitante ad aria calda e ridacchia saputa.

«Oh, Monica! Prima di capire che tuo padre era il compagno della mia anima, mi successe la stessa cosa», m'informa.

«Cioè?» esprimo il mio dubbio. «Da cosa dovrei dedurlo esattamente?»

«Guarda i suoi occhi, fidati del tuo istinto. Quelli di tuo padre sono grigi come il fumo, come la nebbia, come un velo che il tuo cuore un giorno scosterà».

«Ti sbagli! Io voglio stare da sola per sempre, non avrò un'anima gemella e non diventerò sdolcinata come te e papà!» esclamo ostinata, rifiutando di crederle.

La reincarnazione di Crystalla e SalusDove le storie prendono vita. Scoprilo ora