No. 4 - Gli occhi e la figlia

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Il buio a volte può nascondere pericoli inimmaginabili. Ed è inutile anche nascondersi sotto le coperte del proprio letto se uno di quei pericoli osserva con i suoi rotondi occhi bianchi. Gli stessi occhi che i due Classe-D e quattro guardie avrebbero visto di lì a poco.

Infatti stanno camminando lungo il corridoio in penombra. Due guardie davanti coi fucili puntati in avanti, due guardie dietro che ogni tanto si voltavano indietro per essere sicuri che nessuno li segue, due Classe-D in mezzo per motivi di sicurezza in modo che non potessero fuggire o fare qualcosa di sospetto. Camminano in tale formazione ormai da dieci minuti e finora non hanno visto ancora nessuno: né persone né anomalie. E sperano con tutte le loro forze di arrivare il prima possibile all'ascensore, la loro unica via di fuga. I due Classe-D non si sentono a loro agio e ad ogni rumore si guardano intorno per capire che succede. Ma appena si rendono conto che sono soltanto delle tubature si calmano un po' e continuano a camminare. Le guardie si accorgono del loro comportamento e una posta nelle retrovie dice:

-Perché non vi calmate un attimo? Ci siamo qui noi. Abbiamo il dovere di portarvi sani e salvi nelle vostre celle e state sicuri che lo faremo. Se ci dovesse attaccare un'anomalia la fermerò personalmente.

-Se fossi in te non me la tirerei tanto. - Risponde la guardia al suo fianco.

-Che ho detto? Sto solo cercando di tranquillizzare i due qua davanti. È forse proibito?

-Lo è se vuoi sopravvalutarti.

-Senti chi parla. Chi è allora che la settimana scorsa ha detto che era in grado di mangiare tre chili di cous-cous in mezz'ora? Io forse?

-Cosa c'entra? - Risponde la guardia con la voce leggermente tremante. - L'ho detto così, per scherzo. E poi era pausa pranzo, mentre ora siamo durante una breccia nel contenimento.

-E poi c'è quella volta in cui dicevi che eri in grado di gestire ben trenta Classe-D alla volta.

-Ma era un anno fa. È acqua passata. E poi perché non ti fai affari tuoi?

-Hai cominciato tu.

-Ma sei tu che ti stai vantando troppo.

-Io?

-Adesso basta voi due! - Tuona imperiosa una guardia in prima linea fermandosi e voltandosi indietro. Le due guardie si zittiscono all'istante e si mettono sull'attenti. - La volete finire con questo baccano? Per colpa vostra rischiamo di essere individuati da qualche anomalia, a meno che non riesca a farlo già da sola. Questo non è il momento di litigare. Lo capite che siamo in mezzo ad una situazione critica?

-Ha cominciato lui. - Dice la prima guardia.

-Non è vero, è stato lui. - Si difende la seconda.

-Se adesso voi due non la smettete vi sparo in un ginocchio! Sono stato chiaro?

I due, con gli sguardi bassi, annuiscono. I Classe-D non osano nemmeno a promuovere una parola dallo spavento. E poi cosa avrebbero detto? Loro sono soltanto in due, mentre le guardie sono quattro e sono anche armate. E così preferiscono osservare in silenzio. Calmatasi la guardia, il gruppo riprende il cammino. Svoltano a destra, poi a sinistra, poi a destra, poi di nuovo a sinistra. Attraversano un Tesla Gate e almeno cinque porte, tre delle quali con il lettore della carta magnetica. Dopo aver superato due snodi, giungono in un corridoio immerso nel buio, ad eccezione di alcune flebili luci di emergenza dal colore rosso. Non è molto, ma almeno non sono immersi completamente nel buio. Dopo qualche metro, la guardia che cammina nelle retrovie sul lato sinistro, quella che minuti fa ha parlato per seconda, sente sul collo dal suo lato destro un liquido caldo.

-Se mi hai sputato Omar, - dice infastidito rivolgendosi al primo, - ti giuro che ti stacco la testa con le mie stesse mani.

Ma appena fa per voltarsi verso di lui, non lo trova. Allora alza la voce per chiamarlo, ma l'unica risposta che riceve è il nuovo rimprovero della terza guardia. Resasi conto anch'essa della sparizione di Omar, fa fermare il gruppo e si avvicina alla seconda.

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