Epilogo. La vita da qui in avanti

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«Quindi te ne vai sul serio?» Sara lo stava guardando con un'espressione delusa. Non sembrava arrabbiata, solo... dispiaciuta. E Cris riusciva a capirlo; nemmeno lui era sicuro di quello che stava facendo. Solo pochi giorni prima si era detto che non avrebbe più abbandonato quel posto e ora invece era in procinto di farlo di nuovo.

Gettò uno sguardo al lago e al profilo della costa in lontananza. Da là riusciva a distinguere le case di Passignano e ripensò a quando lui e Alex erano arrivati, solo una settimana prima. Eppure sembravano trascorsi secoli dai loro battibecchi sulla macchina, da quando Alex se n'era uscito con quel piano assurdo per tornare sull'isola. Se solo allora lo avesse fermato, se solo avesse insistito di più, adesso... cosa? Probabilmente avrebbe trovato un altro modo per tornare, senza farglielo sapere, e forse le cose sarebbero andate anche peggio.

Un gabbiano emise uno stridio, volando sopra le loro teste, per poi allontanarsi. Cris riportò l'attenzione su Sara e Riccardo, che erano venuti a salutarlo prima della partenza. Al molo lo aspettavano invece Duilio e Gianni, gli stessi cugini che avevano portato lui e Alex sull'isola. Riccardo si era offerto di accompagnarlo con una delle barche degli esorcisti, ma Cris trovava che fosse giusto così: la chiusura di un cerchio.

«Potresti restare, sai?» insistette Sara, visto che lui continuava a non rispondere.

Cris, però, scosse la testa. «Devo tornare alla ESO» disse. «Devo scoprire cosa è successo davvero ad Alex su quell'isola e per farlo avrò bisogno dell'aiuto di Serra.» A quel pensiero portò una mano alla tasca dello zaino dove teneva il liber spirituum che avevano ritrovato: era quello di Alex, ma aveva tutte le pagine strappate. Era l'unico indizio che avevano sul fatto che si fosse trovato sull'Isola Piccola al momento dell'esplosione di energia spiritica.

Sara sospirò. «E va bene, lo capisco. Anche se preferirei che tu rimanessi qua a indagare.»

«Non mi fido del consiglio» ammise Cris. «Sono sicuro che se rimanessi farebbero di tutto per intralciarmi. Ma prometto che tornerò.»

Sara sorrise e lo abbracciò. «Non far trascorrere altri tre anni, prima di farti vivo» si raccomandò, poi indietreggiò e lanciò uno sguardo a Riccardo.

Si era tenuto a distanza fino a quel momento, parlando a malapena ed evitando lo sguardo di Cris. Lui lo aveva conosciuto abbastanza a lungo da capire che si sentiva in colpa, quindi aveva evitato di infierire e si era limitato ad aspettare.

A quel punto Riccardo sospirò e si fece avanti. «Mi dispiace» scandì.

Cris attese che aggiungesse altro, ma lui non lo fece.

Sara si schiarì la gola e Riccardo si voltò verso di lei. «Che c'è?» sibilò.

Sara alzò gli occhi al cielo e rivolse un sorriso di scuse a Cris. Lui fu sul punto di scoppiare a ridere di fronte a quella scena. C'era un che di familiare in quelle dinamiche, che gli riportava alla mente il tempo trascorso insieme, ma allo stesso tempo c'era qualcosa di diverso e Riccardo sembrava tenerci a metterlo in chiaro perché tornò al fianco di Sara e le mise un braccio intorno alle spalle.

A quel punto Cris dovette trattenere un'altra risata. «Vi auguro il meglio» disse. «E spero che ci rivedremo presto.»

Poi rivolse loro un ultimo cenno di saluto, prima di incamminarsi verso il molo.

Cominciava a essere in vista della barca e distingueva già il profilo sottile di Duilio e quello più tarchiato di Gianni, quando una sagoma uscì dall'ombra di un salice e si avvicinò.

«Amelia» la salutò Cris. «Sono felice di rivederti.»

Lei gli rivolse un sorriso e per un attimo, nonostante la consistenza traslucida, sembrò l'Amelia di sempre, ma poi la tristezza tornò a velare il suo sguardo e il suo sorriso si fece più incerto.

«Hai trovato tuo fratello?» le chiese Cris. Dopo l'esplosione all'Isola Piccola, Amelia aveva cercato Aratron ovunque e alla fine aveva deciso di tornare nel piano degli spiriti, nella speranza di trovarlo almeno lì. Aveva complottato contro di lui, ma Cris sapeva che non avrebbe mai voluto davvero la sua morte. Le probabilità di trovarlo vivo, però, sembravano sempre più esigue e le sarebbe servito del tempo per abituarsi alla scomparsa di qualcuno con cui aveva convissuto per secoli.

Amelia scosse la testa. «Spero che sia in pace, ovunque si trovi.» Aveva lo sguardo perso in lontananza, come se fosse immersa nei ricordi.

«Sono sicuro che è così.»

Le parole di Cris parvero riportare Amelia alla realtà e lei fissò di nuovo lo sguardo su di lui. «Non ho trovato mio fratello» disse, «ma qualcun altro sì.»

Cris la fissò perplesso, mentre lei gli porgeva un foglio ripiegato. «Che cos'è?» chiese.

«Il sigillo e il nome di uno spirito.»

Cris prese il foglio, ancora confuso. «Cosa dovrei farci?»

Amelia si strinse nelle spalle. «Prova a evocarlo, potresti essere sorpreso da chi ti troverai davanti.»

«E questo cosa vorrebbe dire?» chiese Cris, mentre un'idea assurda cominciava a farsi strada in lui.

Amelia non rispose, ma gli rivolse un sorriso enigmatico e se ne andò.

Cris la osservò scomparire in lontananza, il foglio ancora stretto tra le mani. C'era un pensiero, una possibilità, che si stava facendo strada in lui, ma sul quale non osava neanche soffermarsi.

Portò una mano alla tasca della camicia e tirò fuori il cellulare, poi compose un numero che conosceva ormai a memoria.

Serra rispose al secondo squillo. «Non ho intenzione di cambiare nessun dannato piano tariffario.»

«Ciao, Serra» la salutò Cris.

Alla sua frase seguì un attimo di silenzio e lui si rese conto che era probabilmente la prima volta che sentiva Serra rimanere senza parole.

«Devo essermi sbagliata» disse lei. «Per un attimo mi è parso di riconoscere la voce di qualcuno che deve essere morto. Perché non c'è altra spiegazione al fatto che voi due fottuti idioti siate scomparsi senza una parola lasciandomi nella merda con il cliente che vi stava aspettando. Quindi ora, da bravo, dimmi che sto parlando con un fantasma e forse eviterò di ammazzarvi con le mie mani quando mi comparirete davanti.»

«Mi dispiace per tutto questo, Serra, dico davvero. Ora, però, non c'è tempo. Potrai insultarmi più avanti, quando ti avrò spiegato tutto, ma ora sto tornando e ho bisogno dell'occorrente per un'evocazione.»

«E io avrei bisogno di due giorni alla spa e di un televisore nuovo e il mio compleanno è più vicino del tuo» borbottò lei, ma non c'era più la stessa rabbia nel suo tono. «Poi voglio un resoconto dettagliato, Di Porto. Non ti lascerò uscire neanche a pisciare finché non avrai risposto a tutte le mie domande.»

«Ti prometto che ti spiegherò ogni cosa.»

«Sta tornando anche quell'altra sanguisuga con te o lo hanno sbattuto nella cella più putrida che hanno trovato?»

«Alex... no. Lui non è con me» si costrinse ad ammettere Cris. «O almeno non ancora, ma qualcosa mi dice che tornerà presto.»

L'Isola degli SpiritiDove le storie prendono vita. Scoprilo ora