Capitolo otto

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Sono stata ferma, rannicchiata in un angolo, forse per mezz'ora. Disperata, incredula, mi sono data della stupida perché non sono stata capace a mantenere il controllo. Ho buttato tutto all'aria dicendogli cosa provo, potrebbe licenziarmi e la mia carriera verrebbe distrutta ancora prima di iniziare ma come avrei potuto  trattenermi? Lui continuava a lusingarmi e a farmi sentire la più bella del mondo e non sopportavo che lo facesse così ingenuamente come a un'amica o una sorella e sono scoppiata.

Sento le chiavi della porta. Diamine! È Freddie. Mi alzo di scatto e corro in bagno a lavarmi il viso per nascondere i segni del mio stato d'animo. Sento Freddie chiamarmi e gli urlò di essere in bagno, lo sento trafficare in cucina e lo raggiungo.

-" Hey, hai fatto tardi. Sai che devi tornare entro le 9"- gli dico.

-" Lo so ma la mamma del mio amico ci ha chiamato per mangiare una pizza e ho tardato. La prossima volta ti avverto, scusa!"- risponde.

-"Ok, bene"- dico.

-" Che hai? Sei strana!"- chiede.

-" No, niente. Ho mal di testa, adesso mi prendo una pastiglia"- dico indifferente.

-" Ok, vai a letto così ti sentirai meglio. Io vado a dormire, buonanotte"- dice uscendo dalla cucina con la sua solita bottiglietta d'acqua.

-" Buonanotte"- rispondo.

Inizio a riordinare, pulisco la cucina, spazzo il pavimento, metto in frigo la salsiccia rimasta. Nel soggiorno c'è ancora il film in pausa e vado subito a spegnere. Vorrei tenermi occupata per non pensare ma sono stremata e decido di andare a letto, cerco nella borsa il mio mp3, chiudo le finestre e, quando sto per chiudere a chiave la porta d'ingresso, suona il campanello.

Rimango perplessa, chi può essere? Alyssa rimane a dormire dalla sua amica e non ricevo visite, forse è la vicina. Vado e apro.

Lo guardo senza riuscire a parlare. Che ci fa qui? Perché è ritornato? Dio mio! Vuole licenziarmi? Ha uno sguardo che non riesco a decifrare, sembra stravolto.

-" Che ci fai qui? Sei venuto a licenziarmi?"- chiedo schietta.

-" Mi fai entrare o dobbiamo parlare qui?"- chiede eludendo la mia domanda e mi sposto per consentirgli di passare.

-" Dimmi, ti sembro il tipo che licenzia una dipendente per queste cose? Sai quante si sono prese una cotta per me? Non per vantarmi ma tante. Dopo averle gentilmente rifiutate, hanno continuato il loro lavoro Quindi rilassati se è di questo che hai paura"- dice con sicurezza.

-" Modestia ne abbiamo in abbondanza vedo. Cosa devi dirmi allora?"- chiedo nervosa e imbarazzata.

-" Non è facile questa situazione per me. Sai cosa mi è successo e non è necessario ripeterlo ma dopo il tuo consiglio, quello di insistere e non mollare, ho mandato alla mia ex ogni giorno fiori, cioccolatini e regali. Sai che ha fatto lei? Domenica mi ha fatto trovare tutto in una cesta e me li ha fatti restituire, non lo ha fatto nemmeno di persona. Un solo biglietto con scritto " Non cercarmi. L.R." .
Allora è stato come risvegliarsi da uno stato di trance, non stava apprezzando i miei gesti, non ha capito che poteva fidarsi di me e io penso che se una persona non si fida di te non ti ama"- dice.

-" Questo cosa c'entra con me?"- chiedo.

-"Ci sto arrivando. Capisci che mi trovo in un momento di passaggio, sto elaborando quello che è successo e non è semplice. Quando ho sentito le tue parole sono rimasto senza fiato, ti giuro che non avevo brutte intenzioni con te e non volevo arrivare a questo punto. Non mi sono reso conto fino ad ora del rapporto che si era creato tra noi e non ho saputo reagire prontamente."- dice prendendo fiato.

Sam Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora