Guess I should have seen it coming
Caught me by surprise
I wasn't looking where I was going
I fell into your eyes

Diana guida con una mano sul volante e l'altra che stringe una sigaretta fuori dal finestrino. Nel sedile del passeggero siede Oli, anche lei ha una mano fuori con una sigaretta tra le dita e canta a squarciagola su un cd dei Linkin Park. Diana sembra già ubriaca, lo capisco da come guida frettolosa e forse dovrei avere paura, ma in realtà sono contenta. Non m'importerebbe di andare a schiantarmi contro un palo, stanotte, forse perché anch'io sono un po' ubriaca già da ora. Non la conosco nemmeno bene, so soltanto che è la migliore amica di Oli, che ne parla in continuazione come se fossero fidanzate, ma se lei si fida, allora posso farlo pur io. Per quanto io riesca a fidarmi di qualcuno.
Erika mi dà un colpo col gomito per passarmi la bottiglia di vodka che abbiamo comprato insieme prima di vederci con le altre. Bevo due sorsi piccoli e veloci perché la macchina prende i dossi ad una velocità pazzesca, Diana accelera quando vede i semafori arancioni e penso che io non riuscirei a guidare da ubriaca come fa lei. Vorrei essere più coraggiosa e buttarmi nelle avventure, fare cose rischiose ed uscirne sana e salva, avere paura, chiedermi che cosa sto facendo e perché, darmi una scossa per ricordarmi di essere ancora viva, ma tutto quello che riesco a fare, invece, è stare seduta nel sedile posteriore di una macchina che non conosco con alcune amiche e fare finta che la mia vita proceda secondo i miei piani.
Restituisco la bottiglia ad Erika, che la passa a Beth, seduta alla sua destra. Io e Beth non ci parliamo dai tempi del liceo perché io sono una cretina e lei ha avuto una botta di culo che speravo potesse capitare a me, ma non abbiamo mai litigato per davvero. Adesso siamo distanti, Erika siede in mezzo a noi perché è meglio così, la situazione sarebbe troppo imbarazzante altrimenti.
Quando Oli mi ha proposto di andare a ballare tutte insieme non volevo accettare, mi sembrava un'idea del cazzo. Io non vado a ballare, non mi piace stare in mezzo alla gente, dare spettacolo, ma ho bisogno di aria, di voci, di vite, di vedere il mondo fuori dalla mia gabbia e di lasciare il mio scudo apatico che non mi porterà da nessuna parte. Così ho accettato e adesso mi trovo qui, incastrata, scomoda, ma pronta a qualsiasi cosa debba accadermi. O quasi.
Quando Diana rallenta vedo il cubo nero che è la discoteca dove stiamo andando a ballare, finché la macchina si parcheggia e sento Oli slacciarsi la cintura. Riesco ad udire la musica martellante già da qui e ci sono delle persone fuori, attorno alle rispettive macchine. Scendiamo dall'auto e mi stringo nel giubbotto perché fa un po' freddo, mentre seguo le altre.
"Che cazzo di freddo" si lamenta Erika.
"Dentro si starà meglio" la rassicura Oli facendole l'occhiolino. Diana inizia a ballare già da adesso, attraversando il parcheggio sterrato e dirigendosi all'ingresso. Ha i fianchi larghi e i jeans chiari che le scendono, muove la testa e i fini e lisci capelli castano chiaro le delineano la mascella delicata. Non è una ragazza dalle movenze femminili, ha la corporatura grossa e spesso cammina perdendo l'equilibrio. Beth ride, io sorrido perché l'alcol fa il suo dovuto effetto. La bottiglia è finita nella borsa di Erika, io ho tutto il necessario nelle tasche dei jeans. Quando arriviamo alla cassa paghiamo subito e poi entriamo superando una porta di sicurezza rosso scuro. C'è odore di fumo e la musica è altissima, sento i bassi tuonarmi nel petto e smuovermi le ossa. Il bancone al bar pullula di gente, ci sono delle luci che fanno dei giochi passando sopra le persone, e la pista da ballo è gremita. Erika al mio fianco sta già muovendo il bacino e le gambe a ritmo, sorride appena perché a lei queste cose piacciono.
"Da questa parte" è Oli che parla, mentre Diana si fa un po' di spazio tra le persone al bar per prendersi da bere. Mi ritrovo a fare la fila per il guardaroba con Beth accanto che mi sovrasta in altezza. Ha i capelli a caschetto neri che le arrivano quasi alle spalle, il viso allungato punteggiato di nei qua e là, gli occhi scuri e pesantemente truccati di nero con una perfezione da far paura. Beth rimorchia sempre, non so perché, non parla molto e quando lo fa dice qualche stupidaggine, ma infondo penso che ai ragazzi di questi posti non interessi molto farsi quattro chiacchiere. Dopotutto anch'io sto parecchio zitta, tutte le cose che vorrei dire rimangono nella mia testa per la maggior parte delle volte.
Erika è davanti a me insieme ad Oli, ridono e scherzano perché sono già contente, felici di passare una serata in tranquillità. Erika è fidanzata, Oli non si capisce cosa voglia dalla vita, ma questo non le ferma dal rimorchiare di tanto in tanto. Oli è poco più alta di me ma più bassa di Beth - che è la più alta di tutte noi -, ha i capelli biondo platino rovinati sulle punte, gli incisivi larghi e gli occhi grandi e vispi che trucca poco, di solito con molto mascara e brillantini. Erika invece è la più bassa, ha un corpo minuto ma le forme giuste, con un sedere da far invidia a chiunque. Ride spesso, ha i capelli lunghi color rame che tinge continuamente con la tinta all'henné, e li cura sempre. I suoi occhi si muovono veloci, scruta la gente e cerca chi le interessa, li attira a sé senza nemmeno doversi sforzare ed è più forte di quanto possa sembrare.
Nel guardaroba lascio soltanto il giubbotto, ma le sigarette e l'accendino li metto in tasca. Quando anche Beth ha fatto, ci spostiamo e incontriamo Diana con un bicchiere di birra in mano. Beve alla nostra salute, io mi giro verso Erika e le indico i bagni, lo stesso fa Oli con Beth. Diana non ha problemi a stare da sola per un po', ha già incontrato qualcuno che conosce e sta chiedendo una determinata canzone a Diablo, il dj.
Questo posto è rumoroso, affollato, sporco e odora di sudore, ma in qualche modo mi piace. Sento l'adrenalina in corpo, la voglia di ballare e scatenarmi, di conoscere gente nuova, di guardare i visi delle persone mentre si divertono. È così che inizia tutto, osservando gli altri vivere la propria vita e imparando a fare lo stesso in prima persona.
I bagni sono illuminati e bagnati per terra, c'è poca fila e alcuni lotti sono liberi. Io ed Erika ci infiliamo in uno, Oli e Beth in quello accanto. Non so cosa ci facciano Oli e Beth insieme, ma so che Erika tira fuori la nostra bottiglia di vodka dalla sua borsa e riempie due piccole bottiglie di plastica con del succo alla frutta.
"Sicura di volerle tenere tu?" le chiedo, ed è la prima cosa che dico da quando siamo arrivate. Lei annuisce rapida e inizia subito a bere dalla sua bottiglia. Lo stesso faccio io, poggiandomi alla parete del bagno. Sento le voci di Oli e Beth ridere nel lotto accanto al nostro e continuo a bere nell'assurda ed infantile speranza di ubriacarmi il prima possibile. Quando Erika chiude la sua bottiglia e la rimette in borsa, le porgo la mia ed usciamo dal bagno. Oli e Beth escono poco dopo e andiamo a recuperare Diana. Beth ride in continuazione, Oli è tranquilla. Diana balla di fronte alla consolle col bicchiere di birra quasi vuoto in mano. Oli le circonda le spalle con le braccia e si unisce alla sua danza. Erika mi prende una mano e mi aiuta ad integrarmi in quello che per me sembra un mondo parallelo, ma che grazie a lei inizia a diventare più reale e presente.
Balliamo, balliamo e balliamo, Oli e Diana sembrano conoscere tutte le canzoni, Erika rifiuta le avances di un ragazzo ed io cerco di rilassarmi. La musica mi trasporta verso nuovi mondi. Oli mi prende per i fianchi e balla con me, ride tra i miei capelli, sento il suo fiato sul mio collo bianco e rido anch'io, chiudo gli occhi e poggio la nuca sulla sua spalla magra, i suoi denti mi mordono l'orecchio e non m'importa granché della gente che ci vede.
Poi lo vedo. Apro gli occhi, guardo di fronte a me e lui è lì, immobile, con un bicchiere di birra in mano e gli occhi fissi su di noi. Ci sta guardando e non so se la cosa mi mette a disagio o meno, fatto sta che Oli stringe la presa sul mio fianco e io premo il mio corpo contro il suo bacino. Oli non l'ha visto perché è troppo concentrata a ballare.
I suoi occhi non si scostano da noi e inizia ad irritarmi tutta questa sua strafottenza.
Si volta per parlare con qualcuno, poi sparisce dalla mia visuale e ne rimango quasi delusa. Anche Oli si sposta, perché inizia a ballare con Erika e non so perché in qualche modo mi infastidisce. Beth mi urta mentre balla, si ferma subito dopo e mi guarda con l'espressione da cane bastonato.
"Scusa" dice piano, la sento anche se la musica è alta. Sforzo un sorriso.
"Non fa niente"
Cerco di riprendere a muovermi come poco prima, ma Beth mi afferra un polso e io quasi raggelo a quel tocco improvviso ed inaspettato. Non mi piace quando la gente mi tocca o mi afferra, non mi piace ricevere attenzioni improvvise e sottomettermi ai voleri altrui. Per ciò la guardo confusa, perché non so il motivo di tale gesto. I suoi occhi scuri e pesantemente truccati con dell'ombretto nero mi fissano con attenzione e premura, poi le sue labbra sottili e lunghe si separano per parlare, stavolta col viso più vicino a me, per essere sicura di farsi sentire.
"No, scusa davvero"
Capisco a cosa si riferisce, i ricordi del liceo si susseguono in un flash frammentato, mi sembra di essere sospesa in più dimensioni, ma i miei piedi sono ancora piantati sul suolo di questa discoteca.
Scrollo le spalle, abbozzo un sorriso incerto, perché non so bene come comportarmi.
"Non fa nulla. Sul serio"
Beth stringe la bocca in un'espressione colpevole, quando lei colpevole non lo è affatto, e poi mi tira a sé in un abbraccio caldo e un po' timido.
Le stringo i fianchi e la schiena, la gente attorno a noi continua a ballare ma a me non importa in questo momento, perché mi sentò un po' più completa, con un peso in meno.
Il nostro abbraccio dura solo qualche secondo, io non ci so fare con queste cose, poi lei mi guarda serena e il braccio di Oli si poggia pesante sulle mie spalle.
"Venite a fumare?"
Annuisco senza dire niente, lei avvisa Diana, io la seguo.

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