Fastidio

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Ed eccomi qui, davanti al cancello della mia ormai vecchia casa. Chris mi aveva lasciata ed era andato a risolvere delle faccende e ancora non avevo trovato il coraggio di suonare al campanello.

Avevo paura di come avrebbe reagito mia madre, e avevo ansia per questo ritorno ad un passato a cui non ero più abituata e non mi sentivo di appartenere più.

Poi lo feci, suonai piano e un brivido mi percorse il corpo quando sentii la voce di mia madre chiedere chi fosse.

Improvvisamente mi sentii come essere ributtata sulla terra, come se fino ad ora non ci fossi realmente stata. Questo contatto con la realtà fu tutt'altro che delicato e mi fece iniziare a sudare.

Percorsi il lungo viale e intravidi mia madre sull'uscio della porta con le mani alla bocca e il corpo che tramava.

Quando mi avvicinai ancora un po' mi corse incontro piangendo e mi strinse forte. Provai quasi un senso di fastidio a quel contatto a cui non ero più abituata. Mi sentivo strana, non bene, non a mio agio.

Mi portò dentro casa, mi diede da mangiare, mi riempì di tutto quell'affetto materno di cui mi accorsi non avere bisogno.

Mi resi conto che questo ritorno non era come me l'ero aspettato, non so cosa speravo, ma non era questo e immediatamente mi ricominciò a mancare il mio Chris.

"Ti ha fatto del male?"
"Mai mamma, mai."
"Perché sei scappata con lui?" Chiese preoccupatissima ancora con gli occhi lucidi.
"Mamma a me piace davvero."
"No tesoro, si è approfittato di te!" Mi diede fastidio quest'affermazione.
"No mamma. Non mi ha mai fatto niente che io non volessi."
"Non capisci, ti ha violata mentalmente. Si è approfittato mentalmente di te in un momento di debolezza" Era troppo.
"Ma quale debolezza? Sono sempre stata lucida, sempre serena, mi ha fatto sempre capire che di lui mi potevo fidare."
"Ma senti come parli Mia? Dov'è finita la vera te? La sfacciata, cazzuta, indipendente, menefreghista Mia?"
"Mamma sono io. Solo mi sono innamorata."
"Innamorata?" Scoppiò a ridere di gusto.
"Sei ingiusta."
"Io sarei ingiusta? Tu sei spartita nel nulla e io sarei ingiusta?"
"Ora basta. Dov'è papà?"
"Sarà nel suo studio..." feci per andare. Non sopportavo più quella conversazione, non avevo immaginato mi potesse giudicare in questo modo, così direttamente e crudelmente. Ma prima di salire le scale mia madre mi corse dietro e mi afferrò per un braccio.
"Aspetta. Non lo disturbare. Scenderà tra poco" disse cercando di tirarmi via, ma ormai ero a metà della salita.
"Potrà aspettare il suo lavoro, non credi?"
"No ti prego Mia!" Disse mia madre con troppa preoccupazione. Qualcosa mi puzzava e i miei sospetti furono alimentati dalla voce di mio padre che con severità urlava contro qualcuno.

Aprii la prima porta a destra, la porta del suo studio e per un momento non capii.

"Chris?" Dissi. Già, Chris davanti la scrivania di mio padre che gli urlava contro animatamente.
Non capivo, era questa la sua commissione? Venirsi a scusare con mio padre per quanto fatto? Avrebbe potuto dirmelo.

Poi però notai un dettaglio. Una mazzetta di banconote in entrambe le tasche posteriori dei jeans di Chris e tutto immediatamente mi fu chiaro.

Il mondo mi cadde addosso, non riuscii più a respirare. Non sapevo bene cosa stesse succedendo. Ma ero certa che ci fosse dietro qualcosa che mi includeva, che includeva dei soldi e che includeva una grande bugia che mi avevano raccontato.

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