Un bravo consigliere che paga le tasse

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C'è qualcosa che tutti i cittadini odiano... qualcosa che anche voi odiate, e che se solo poteste liberarvene lo fareste in un quattro e quattr'otto. Parlo, ovviamente, delle tasse.

I politici, in fondo in fondo, sono tutti uguali: la loro massima aspirazione è quella di sedere, metaforicamente o fisicamente, su un mucchio d'oro. I regnanti dell'isola di Horn possono realizzare il loro desiderio posando realmente il loro fondoschiena e le loro zampacce su un tesoro.

La sala del trono di Orotagon è un mare di gemme e oro su cui camminare, ma vi siete chiesti da dove viene? Ovviamente, dalle tasse.

Le tasse, nel caso voi lettori non siate parte di uno Stato e viviate in una grotta umidiccia, sono un tributo, una somma di denaro che i cittadini devono versare allo stato. Insomma, se volete fare parte di una comunità (e a volte anche se non ne volete fare parte, ma ci siete dentro comunque) dovete pagare. E questo denaro, che fine fa?

Beh, ufficialmente servono a finanziare alcuni servizi erogati dallo stato, come la sanità o l'istruzione. Alcuni stati però decidono di usare i vostri soldi per altre cose che non siano curarvi e istruirvi, ma piuttosto per farvi un disservizio, come finanziare la guerra, creare campagne di copertura delle informazioni che invece dovreste sapere oppure banchetti in cui tutti i governanti ridono alla faccia vostra e mangiano come maiali, mentre voi vi ammazzate di lavoro in modo da poter pagarle, queste tasse.

Ogni nazione ha modi diversi di usare le tasse, ma dovete tenere bene a mente che una parte di essa, media o grande che sia (scordatevi che sia una parte piccola) va sempre nelle tasche dei regnanti. Non per nulla in draconiano le tasse si chiamano proprio "tasche".

Io mi trovai in una condizione particolare: ero al contempo un cittadino lavoratore, con la sua impresa che produceva prodotti artigianali di altissima qualità, e un regnante se così si può dire, pagato dallo stato per... beh, per non fare niente tutto il giorno.

Quando uscii dalla mia prima ibernazione, trovai un avviso inchiodato molto rudemente sulla mia porta. Lo conservo ancora, e nella vostra lingua suonerebbe più o meno così:

"Possente consigliere Ermes Siegader To'Rvak,"

(Possente? Chiunque avesse scritto quell'annuncio non doveva avermi mai visto prima).

"Ci è stata segnalata un'attività commerciale illecita che ha sede presso la sua tana, concernente la produzione di simulacri per draghi.

Secondo le antiche leggi formulate dall'Antica Dragoneria, qualunque artigiano che guadagni più di quindicimila pezzi d'oro all'anno è obbligato a versare tributo nelle casse dello Stato, per la gloria del tesoro di Horn Blu Island e del suo consiglio.

Le è stata fissata un'udienza con la tesoriera, la possente consigliera Erasedd, al fine di discutere la quota e le modalità di versamento del tributo".

Seguiva poi una data che avevamo già superato di appena tre giorni. Erasedd probabilmente era furiosa con me: saltare un appuntamento con un drago tesoriere, di qualunque razza fosse, era come cercarsi i guai. Per fortuna, però, ero un consigliere e quindi potevo vederla quando volevo: ben riposato volai fino alla capitale e la cercai.

La trovai, ovviamente, nella sala del tesoro. Probabilmente erano anni che non usciva da lì.

Quando mi vide sibilò con forza e sollevò la testa

«Hai una bella faccia tosta» mi disse, facendo saettare diverse volte la lingua fra una parola e l'altra «A venire qui dopo aver ignorato l'avviso che ti ho fatto mandare»

«Stavo dormendo» spiegai «Ero in ibernazione»

«Un consigliere che va in ibernazione senza far sapere niente al resto del consiglio?»
«Avrei dovuto?»

Io sono il DragoDove le storie prendono vita. Scoprilo ora