Un guaio

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Mia's POV

Avevo rinunciato alla mia libertà per stare con lui. Sembrava folle anche a me, ma avevo capito che era quello che mi serviva. Mi era sempre piaciuta la mia vita, ma stare giorni da sola a pensare mi aveva aperto gli occhi.

Avevo bisogno di altro, avevo bisogno di farmi un nome mio, di staccarmi da quell'ambiente tossico in cui vivevo, avevo bisogno di libertà e Chris profumava disperatamente di libertà.

Ci fissavamo, mi aveva detto delle parole dure. Una sindrome, ero certa non fosse così, ragionavo a mente lucidissima. Aspettavo mi liberasse, aspettavo mi portasse via.

Iniziò a slegarmi un po' titubante, poi corse via e poco dopo tornò con dei suoi vestiti da mettermi addosso.

Mi prese la mano e in un attimo ci trovammo fuori dalla chiesa. La sua macchina era nascosta in una stradina non molto distante. Salimmo e partimmo subito.

"E adesso?" Chiesi.
"Adesso cazzi..."
"Non ci succederà niente"
"No Mia, non ti succederà niente. Se io vengo preso vengo sbattuto dentro."
"No, non succederà. Dirò che non sono mai stata rapita, che sono venuta con te volontariamente." Si girò a guardarmi mentre guidava veloce e sorrise.
"Sei un guaio Mia Scarlet Evans, un grandissimo guaio"

Arrivammo poco dopo in un motel fuori dalla città che effettivamente non avevo idea quale fosse.

Prendemmo una stanza e ci catapultammo con un respiro di sollievo su un vero letto, uno con la testa girata verso l'altro, i nostri sguardi che si cercavano per parlare, cercando un senso a tutto questo.

Un senso che effettivamente non c'era. Per la prima volta realizzai a pieno le assurdità che avevo detto e fatto. Non conoscevo quest'uomo e avevo rinunciato a tutto per lui. Una parte di me, però, mi diceva che scelta migliore non potevo fare.

Non ci pensai oltre, mi spostai sopra di lui e iniziai a baciarlo, furono solo una serie di baci a stampo, non mi lavavo da giorni e mi sentii troppo sporca.

Mi catapultai in bagno, mi lavai i denti, accesi la doccia calda, mi spogliai e lo chiamai. Avevo voglia di lui.

In un attimo ci trovammo nel grande box doccia, in un intrigante ballo di lingue e di corpi. Non aspettò un secondo, mi prese per i fianchi e mi girò con violenza facendo aderire la mia guancia alla parete della doccia.

Mi penetrò con violenza, tanto che sentii una fitta allo stomaco. L'acqua calda giocava bene la sua parte in quest'ambiente così afrodisiaco che si era venuto a creare.

Entrava e usciva, entrava e usciva, mentre i nostri gemiti parlavo per noi.

Mi prese velocemente in braccio, facendomi sbattere la schiena al muro questa volta e continuò a ritmo deciso, mentre lasciava una scia di baci caldi lungo tutto il mio collo e il mio seno.

Venimmo insieme, nello stesso momento. Il suo flutto caldo mi fu spruzzato sulla pancia e in poco tempo venne ripulito dall'acqua che continuava a scendere.

Restammo così a fissarci. Mi piaceva davvero.

Tornammo in camera avvolti in lunghi asciugamani bianchi. Ci stendemmo a letto, abbracciati l'uno all'altro. Stavo bene.

"Ci siamo messi in un grande guaio" disse.
"Lo so" dissi ridacchiando, ma lui era seriamente preoccupato.
"Dove vivremo? Come troveremo i soldi per farlo."
"Ehi Chris, ora basta. Ci penseremo domani"

Anch'io ero un po' preoccupata. Era tutto incerto, ma adesso volevo godermi questo momento e far rilassare Chris.

Mi divincolai dal suo abbraccio, gli sciolsi l'asciugamano e iniziai ad accarezzargli il membro.

"Ci penseremo domani, va bene Chris?" Gli chiesi mentre lo guardavo irrigidirsi e portare la testa in dietro dal piacere.
"Sisi" disse veloce tra un gemito e l'altro. Mi piaceva troppo vederlo così.

Iniziai a leccarglielo, poi giù in gola, mentre Chris accompagnava i miei movimenti con sussurri di piacere. Mi piaceva davvero, lui, tutto.

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