Capitolo sei

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Sono nella camera dove, nelle ultime settimane, io e Dave abbiamo consumato i nostri incontri. La giornata che abbiamo passato domenica mi ha molto confusa, ho avuto un assaggio di ciò che potrebbe essere se la nostra storia venisse allo scoperto. Ho pensato anche di tirarmi indietro come lady rossa e lasciare spazio a Samantha ma ho paura che in lui nasca un'ossessione che lo allontani da me, l'unica strada è la verità ma mancano ancora due mesi alla fine del tirocinio e non so se posso sopportarlo. Sento la porta che si apre e avverto già ogni singola mia parte del corpo che si tende dall'eccitazione. Questa chimica che c'è tra noi mi ha sorpreso, penso sia difficile trovare una cosa simile; c'è gente che passa la vita alla ricerca del compagno perfetto e non lo trova mai.

Due mani forti mi stringono, mi bacia la spalla poi il collo che tendo per dargli più spazio, sospiro per allentare la tensione. Quest'uomo mi sta consumando!

-" Ciao mia lady"- mi sussurra tra un bacio e l'altro.

-" Aspettare questo giorno sta diventando sempre più difficile, ti desidero ogni giorno, ogni istante delle mie giornate"- mi dice esasperato, mi accarezza dappertutto fino a che la sua mano trova il centro del mio piacere.

-" Non hai niente sotto? Vuoi proprio farmi impazzire?"- mi chiede inserendo all'improvviso un dito al mio interno iniziando a pompare. Con un braccio aggrappata al suo collo inizio ad ansimare e a gemere, mi giro con la testa verso di lui e finalmente ci baciamo come assetati nel deserto, non è il momento di fare con calma, abbiamo bisogno uno dell'altra.

Mi appoggia al muro e solleva la sottoveste mostrando impudicamente il mio sedere che non perde tempo a toccare, strizzare con foga. Si sbottona velocemente i pantaloni e in pochi secondi è dentro di me e mi sento completa. Le sue mani mi stuzzicano i seni e scendono piano piano verso il basso afferrando con possesso il mio clitoride, i nostri gemiti si accavallano e arriviamo al culmine insieme. Adesso possiamo continuare e goderci l'un l'altra fino a quando le forze ce lo permettono.

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-" C'è una cosa che non ti ho detto di me, ed è la cosa più importante che tu devi sapere"- mi sorprende con questa affermazione e gli faccio capire con un cenno che può continuare.

-" So che dovevo dirtelo prima ma è una cosa che tendo a proteggere, non la espongo così facilmente. Ho una figlia, Mia, ha 5 anni ed è nata da una relazione universitaria che in realtà non doveva essere così seria. Volevamo divertirci e basta ma, all'ultimo anno di specializzazione, Emma è rimasta incinta. Lei ne rimase sconvolta, voleva abortire. È una donna che ha come unica aspirazione la carriera. Non volle sposarmi ma fortunatamente tenne la bambina. Non volle più saperne di me come compagno, Mia non ha mai visto i genitori insieme in una stanza ma andiamo d'accordo tutto sommato"- mi guarda aspettando una mia reazione, cerco di fingere una reazione sorpresa per non far capire nulla.

-" Non mi aspettavo una notizia così, dopo tutto il tempo passato insieme ma capisco perché l'hai tenuto per te. Non sono esattamente la persona che possa ispirare fiducia. Ti sei sentito di andare con i piedi di piombo e hai fatto bene, oltretutto non posso recriminare niente dato che tu di me non sai niente"- rispondo e lui mi guarda serio.

-" Lo sai cosa penso della nostra situazione. Chiunque tu sia, non c'è niente che possa tenermi lontano da te. Voglio poter uscire con te, andare al cinema, al ristorante o a fare una semplice passeggiata al parco, tenerti per mano e far capire a tutti che sei la mia donna. Vorrei poter dire a Mia che ho una fidanzata così la smette di cercarmi moglie"- dice tutto d'un fiato e tu non sai quanto vorrei fare lo stesso.

-" Cos'è questa storia che tua figlia ti cerca moglie?"- chiedo fingendo gelosia e sospetto.

-" Ah, sapessi! Ti ricordi la mia dipendente? Quella di cui ti parlo spesso"- chiede.

Sam Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora