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Fast Car - Tracy Chapman

Charlotte

Impiego più del dovuto per aprire le palpebre e mettere a fuoco ciò che mi circonda. Il salotto è inondato dal buio più totale e mi ci vuole qualche minuto per riuscire a recuperare familiarità con gli oggetti sparsi intorno.

Un ritmo placido e regolare viene scandito da un respiro che non mi appartiene e mi puntello sui gomiti, intercettando la sagoma di Harry che torreggia sopra la mia testa.

Mi sento parecchio accaldata e, quando provo a sollevarmi, le mie tempie cominciano a pulsare e cerco di alleviare il dolore massaggiandole con le dita. Non ricordo neanche dove diamine abbia messo il cellulare, perciò lascio perdere momentaneamente l'idea di controllare l'ora e rilascio uno sbadiglio talmente prepotente da farmi lacrimare.

Decido comunque di alzarmi e accendo la luce della cucina per spiare Harry che, con le mani intrecciate sul torace e i piedi poggiati sul tavolino da caffè, continua indisturbato a dormire.

Mi avvicino lentamente a lui e mi accomodo sul bracciolo del divano, attenta a non compiere movimenti bruschi. Non saprei come giustificare questa mia improvvisa voglia di fissarlo mentre dorme, se dovesse svegliarsi e ritrovarmi qui, al suo fianco.

I lievi sbuffi che emette ad intervalli ritmici, mi trasmettono una certa calma e studio il suo profilo, senza sapere cos'altro fare. Alcune ciocche di capelli mossi sono sparpagliate sulla fronte, il torace si espande e si ritrae ciclicamente, le ciglia lunghe e scure che solleticano gli zigomi alti, ma, soprattutto la sua espressione rilassata. Riesce perfino ad assumere un'aria innocente, mentre dorme.

Per quanto questa situazione sia per me estenuante da qualsiasi angolazioni io provi ad esaminarla, non posso non essergli grata per ciò che sta facendo. Insomma, ha accettato di "ospitarmi" a casa sua nonostante io non abbia utilizzato parole gentili con lui e, oltretutto, la scorsa notte è rimasto al mio fianco tutto il tempo. Mi viene spontaneo chiedermi perché diamine si ostini a farlo, ma dubito, a questo punto, di aver mai capito veramente Harry Styles. È un po' come essere sbalzata indietro nel tempo, a quando lo ritenevo ragionevolmente come un punto di domanda enorme, con tutti i suoi segreti e le sue omissioni; ora, invece, mi ritrovo a non riuscire a decifrare i suoi gesti. Prima dice di voler tagliare i ponti, poi accetta l'incarico di Alan; un minuto prima mi provoca riguardo Sean, ricevendo a suo discapito l'ammissione di qualcosa che mai avrei voluto dirgli, dopodiché passa l'intera notte a controllare le mie condizioni di salute in modo quasi snervante.

Non riesco a trovare una spiegazione plausibile a tutto questo, esattamente come non capisco il motivo per cui io continui a sentire l'attaccamento nei suoi confronti. Con la verità sulla parentela, ero convinta inizialmente che l'allontanamento sarebbe stato naturale, ma mi ritrovo a dovermi smentire da sola, poiché non è ciò che sta accadendo.

«Vuoi l'autografo?» domanda, cogliendomi di sorpresa. Ha ancora gli occhi chiusi e non so da quanto sia sveglio.

Boccheggio, senza sapere cosa rispondere, e provo ad allontanarmi, ma la sua mano acciuffa un mio polso e mi costringe a stare ferma. Mi scivola il cuore nello stomaco e sento un fuoco avvampare. Non so bene se sia dovuto solo alla febbre, ma preferisco non avere la certezza del contrario.

La mano libera di Harry si posa sulla mia fronte e roteo le pupille, tentando di rilassare i nervi.

«Hai di nuovo la febbre», constata con la sua voce roca, stavolta aprendo gli occhi e inclinando la testa nella mia direzione.

«Dio, ma questo è il tuo primo pensiero?» sbotto.

«No», risponde, scuotendo il capo. «Ma sono un medico, perciò è stato il mio secondo pensiero.»

Doctor Dream 2 Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora