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The Hills - The Weeknd

Charlotte

«Ehi, ma la mia opinione non conta niente?» protesto verso Alan, ignorando il fatto che Harry abbia appena acconsentito alla sua richiesta.

«Oh, certo che conta», risponde, stranamente pacato. «Avanti, esponila.»

Rincuorata, mi schiarisco la gola. «Be', io credo che sia abbastanza inutile. Non ho bisogno di qualcuno che mi stia dietro, perché, se ieri avessi avuto con me il telefono, avrei avvisato uno di voi. Non sono così stupida. In più, vorrei mantenere un po' di indipendenza, non ho bisogno di un'ombra che mi segue dappertutto.»

«Hai ragione», mi blocca, sedendosi di nuovo. «La tua opinione non conta.»

Stizzita dalla sua risposta, assottiglio le palpebre già pronta a proseguire con la mia protesta, ma ormai è troppo concentrato a guardare Harry.

«Starai attento. Non dovrà neanche più respirare senza di te. Niente di niente. Al minimo movimento sospetto, mi avviserai», gli dice.

«Io non sono d'accordo!» obietto contrariata.

«Francamente, non mi interessa. Dovevo fare così da tempo, anziché permetterti di girare da sola senza alcun tipo di protezione. È troppo pericoloso», controbatte.

«Perché diamine non ti fidi di me?»

«Mi fido di te. Non mi fido della tua avventatezza in casi di pericolo, che è ben diverso.»

«Ma sono ancora qui e ciò significa che so difendermi.»

«Sei semplicemente stata molto fortunata, Charlotte», interviene Daisy. «Anche io sono d'accordo con Alan e, anzi, credo che avrebbe dovuto farlo molto prima. Purtroppo, non ci possiamo permettere di sottovalutare il pericolo e, se come hai detto ti hanno perfino seguita dopo il lavoro, la nostra protezione non basta più.»

«Ma ciò non significa che io debba accettare la presenza costante di Harry intorno.»

Harry mi rivolge un'occhiata neutrale; con una gamba piegata sopra l'altra, si pizzica il labbro inferiore con le dita e segue le mie obiezioni senza intromettersi. Nonostante una parte di me – quella meno razionale – sia quasi subdolamente contenta di questa presa di posizione di Alan, continuo a non digerire l'idea di dover passare tutto il tempo con lui. Tutti, ma non lui. Non voglio essere costretta a dividere la mia quotidianità con Harry.

«E invece dovrai fartene una ragione», ribatte Alan. «Anzi, meglio che inizi già da subito, perché non cambierò idea.»

«Guarda che Sean mi controlla abbastanza.»

«Sean è un agente. Non può starti dietro ventiquattro ore su ventiquattro, sette giorni su sette. Tu e Harry lavorate insieme, perciò sarà tutto più semplice. Accettalo, Charlotte. Come ha detto Daisy, non possiamo più sottovalutare il pericolo.»

Stringo i pugni e mi ripeto mentalmente che continuare a discutere con Alan non mi porterà a niente di concreto. So che quando prende una decisione, diventa impossibile farlo smuovere da essa.

«Fino a due mesi fa, non volevi neanche che Harry rimanesse nella stessa stanza con me», gli ricordo comunque, con una pizzico di acidità.

«Le cose sono cambiate», conclude. «Bene, direi che qui abbiamo finito. Sean, Theo e Tristan, venite con me; abbiamo ancora un paio di cose da risolvere. Mary Anne, Daisy, Harry e Liam: occupatevi di accompagnare Charlotte e Cindy a recuperare le loro cose.»

«E io?» domanda Louis.

«Tu fai quello che vuoi. Anzi, posso sapere perché sei qui?»

«Mi piace stare in mezzo a situazioni che non mi riguardano», lo stuzzica lui, sollevando le sopracciglia.

Doctor Dream 2 Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora