Tutto il contrario

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Chris' POV

Avevo passato giorni da solo a riflettere.
Non era così che doveva andare. Non dovevo concedere nulla a quella alta ragazza dai capelli neri e lo sguardo curioso. Non dovevo provare pietà. Non avrei dovuto lasciarmi abbindolare. Non avrei dovuto abbandonarmi dopo tanto tempo in braccia così accoglienti. Non mi sarei dovuto lasciare andare. Non avrei dovuto provare piacere mentre la scopavo con rabbia, come mai prima d'ora. E invece era accaduto tutto il contrario.

Avevo solo un compito, uno solo, e non ero riuscito a portarlo a termine, ma neanche a svolgerlo a metà. Tutto aveva imboccato un'altra strada. Non mi sarei mai dovuto ritrovare in questa vecchia chiesa abbandonata, secondo quello che un tempo era il mio piano, ma avevo perso la testa per quella bella bruna. Mi faceva eccitare il modo in cui mi provocava, mi dava sollievo il modo in cui provava a consolarmi. Ero rimasto piacevolmente colpito da lei, mi aspettavo una donna dell'alta società tutta arie e invece no. Non sarebbe dovuto essere così, ma mi piaceva davvero.

Mi aveva offuscato la mente, ora non avrei mai potuto portare a termine il mio incarico e non avevo idea di come continuare, di come uscire la questa faccenda spinosa.

Ero lì davanti a lei con il sacco sulla testa. Speravo che in questo modo si sarebbe ricostruito un muro tra di noi che mi avrebbe dato la forza di andare avanti, ma adesso che la guardavo, li legata, nuda, sofferente, arrabbiata, furiosa, tutte le convinzioni e le sicurezze che avevo preso nei pochi giorni di lontananza, caddero.

Poi successe. Ancora una volta persi il controllo del mio piano. La porticina si aprii. Era tutto finito. Il cuore iniziò a martellarmi nel petto, iniziai a sudare, iniziai a pensare alla soluzione migliore per sfuggire dal carcere sicuro. Ma non ne trovavo, non ne avevo, non c'era una soluzione ragionevole. Mia avrebbe detto tutto, l'avrebbero liberata e io sarei stato sbattuto dentro. Era finita, ora davvero. Avevo paura.

"Buongiorno!" Urlò Mia con indifferenza. La guardai confusa. Cosa stava facendo?
"Voi chi siete?" Chiese la donna succinta.
"Ciao io sono Amber e lui è il mio fidanzato Luis" non riuscii a distogliere lo sguardo dalle sue labbra che abilmente tessevano una bugia. Stava mentendo. Perché lo stava facendo? Le era servita la libertà su un piatto d'argento e lei ci stava sputando sopra. Non capivo.
"Cosa ci fate qui? È perché lei è nuda e legata? Sorella chiami la polizia" disse preoccupata con la voce tremante ad una suora accanto a lei.
"Nooo!" Urlò "Stiamo solo giocando. Non sa che i giovani di oggi si divertono facendo queste cose?"
"Pervertiti!" Urlò una suora e tutte scapparono via dalla stanza. Mi scappò un sorriso.
"Uscite immediatamente. Sono qui per un sopralluogo. Uscite o chiamo la polizia!" Disse indignata ed uscì dalla stanza.

Ero allibito. Non avevo ancora realizzato cosa fosse successo e perché.

"Perché?" Chiesi senza esitazione.
"Non lo so"
"Mia perché l'hai fatto? Potevi essere libera"
"Ho capito di non volerlo essere se ciò comporta stare lontana da te"
"Che assurdità! Non dirlo neanche per scherzo."
"Non hai detto che ti piaccio?" Era assurdo ciò che diceva. Non sembrava neanche la donna sicura e indipendente che si era sempre mostrata.
"Si ma cosa vuol dire?"
"Anche tu mi piaci. Non avevo mai incontrato nessuno come te."
"Come me? Cosa intendi per come me? Uno stronzo senza cuore pronto a tutto?"
"Anche."
"Mia smettila! Non posso darti ciò che vuoi. Non possiamo stare insieme."
"Chris ascoltami."
"No! È una malattia questa lo sai? Sindrome di Stoccolma, quando la vittima si innamora del suo carnefice. Non ti piaccio davvero."
"Ma smettila! Nessuna sindrome. Ascolta Chris , posso esserti sembrata psicopatica in questo momento, ma fidati di me, ho delle buone ragioni per restare. Potresti slegarmi intanto e andiamo via? Ti spiego in macchina prima che quella donna chiami davvero il 911"

E fu così che mi lasciai convincere. Non riuscii a dire di no a lei, alla donna che mi faceva impazzire solo guardandomi. Sapevo che mi sarei cacciato in un grandissimo guaio, ma non riuscii a dire di no.

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