Sei bella

6.8K 200 13
                                    

L'abbraccio si fece sempre più intenso, poi mi lasciò andare e mi prese per un braccio.

"Vieni" disse mentre iniziava a camminare verso la porta da cui era entrato.
"Dove mi porti?"
"Non ti sto liberando sappilo"
"Non lo pretendevo" ma in realtà lo speravo, speravo si fosse impietosito davanti alla mia verità.

Oltrepassammo la porta marrone ed entrammo in un'altra bianca molto piccola. Si trattava probabilmente di una vecchia sagrestia.

Mi guardai intorno. Era qui che stava vivendo. C'era un matersso, sacchi di cibo e tutto ciò di cui necessitava.

"Perché siamo qui?"
"Vai in bagno se ne hai bisogno, ti consento di fare una doccia" disse indicandomi un'altra porticina nell'angolo della stanza.
"Perché?" Chiesi confusa.
"Ho sbagliato su alcuni punti, ma non posso tornare più in dietro" comprensibile, ma questo suo gesto era un gran passo in avanti ed io non avevo intenzione di farmi scappare questa opportunità di sentirmi meglio con me stessa, magari solo per orgoglio.

Prima di andare Chris mi mise tra le mani un grande accappatoio e mi diede una boccetta di sapone quasi finita. Me lo sarei fatta bastare.
Mi diede poi un pacco di assorbenti, ma glielo diedi in dietro. Mi era passato il ciclo, non avevo idea di quanti giorni fossero passati.

Entrai nel piccolo bagno. Era rovinato, i sanitari arrugginiti, ma decisi di chiudere entrambi gli occhi ed entrare nel box doccia.
Lo spazio era angusto, ogni volta che mi muovevo colpivo le pareti di vetro. L'acqua calda era un sollievo. Amavo lavarmi con l'acqua bollente, sempre e comunque.

Il getto d'acqua che mi colpiva le spalle e la testa mi rilassava, chiudendo gli occhi riuscivo persino ad immaginare di trovarmi a casa mia.
Respiravo profondamente cercando di godermi a pieno quello scorcio di tranquillità.

Uscii dalla doccia ed il fatto di camminare scalza su quel pavimento sporco con i piedi appena lavati mi irritava e non poco, ma non avevo alternative.

Tornai nell'altra stanza e vidi Chris seduto ad una sedia che si rollava una sigaretta. Mi presi qualche minuto a guardarlo. Era così intrigante, avrei voluto sapere tutto della sua vita.

"Io ho finito" dissi dato che non si era accorto della mia presenza.
"Vuoi?" Disse facendo un cenno con la testa verso la sigaretta.
"Va bene" mi sarei potuta rilassare ulteriormente.

La accese, mi fece segno di avvicinarmi a lui, prese una sedia e se la sistemò davanti facendomi segno di sedere li.

Mi muovevo in modo lento e impacciato, presa dal tentativo di non far spostare l'accapatoio che a stento rimaneva fermo.

Eravamo uno davanti all'altro. Lui intento ad accendere la sigaretta, io lo fissavo. Il pensiero mi andò a suo figlio. Chissà quanto sarebbe dovuto essere bello, chissà se avesse avuto gli stessi occhi del padre.

Fece un tiro e mi svampò in faccia, per poi passarmi la sigaretta.

Feci un respiro profondo e chiusi gli occhi. Sentii la nicotina bruciarmi la gola. Riaprii gli occhi e notai che Chris mi fisava con un ghigno.

"Che c'è?" Dissi sorridendo.
"No niente" disse ridendo e per la prima notai i suoi denti bianchi e due fossette appena accennate.
"Dai!"
"No niente... è che sei bella" mi sentii imbarazzata davvero perché anch'io trovavo lui bello, ma quella situazione mi mandava in confusione, i ruoli di vittima e carnefice venivano meno.

Allungò una mano verso di me, accennando una carezza, spostandomi una ciocca di capelli bagnati dal viso.

"Sei bella" ripetette mentre i nostri visi inevitabilmente ricominciavano ad avvicinarsi.

In pochi secondi ci trovammo in piedi, avvinghiati, a baciarci ancora, nonostante avessimo giurato di non farlo mai più.

Le nostre mani correvano veloci lungo i nostri corpi. Le mani di Chris si fermarono all'altezza dei fianchi. Mi guardò per chiedere il consenso e poi slacciò la cintura che teneva chiuso l'accappatoio.

Sapevo era un errore che non mi sarei perdonata, ma in quel momento era tutto ciò che volevo.

StockholmDove le storie prendono vita. Scoprilo ora