Baci bene

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Il giorno dopo lui entrò di nuovo. La testa mi faceva malissimo e ogni suo passo verso di me rimbombava nelle mie orecchie. Era stato difficile, quasi impossibile, dormire in quelle condizioni.

In mano aveva quanto chiesto e quel bicchiere d'acqua lo desideravo più della libertà in questo momento.

Non riuscii ad aprire gli occhi pesanti, così decisi di tenerli chiusi, ero troppo stanca e intorpidita. Lui mi prese la testa con una mano per tenerla dritta e mi avvicinò il bicchiere alla bocca.

L'acqua fresca era un sollievo per la mia gola secca che ormai bruciava da giorni.

Notai che aveva di nuovo il secchio appresso. Mi lavò la faccia e i denti con uno spazzolino appena comprato.

"Grazie" dissi con un filo di voce rauca.
"Cos'hai?" Mi chiese mentre mi spostava ciuffi di cappelli dal viso. Erano questi gesti che mandavano in confusione. Come poteva essere così stronzo e così dolce? Non aveva senso che un rapitore facesse tutto ciò.
"Credi sia facile dormire appesa ad un soffitto? Inoltre tra non molto le spalle mi si slogheranno e non potrò più utilizzare le braccia "
"Sarebbe un peccato..." disse accarezzandole. Era vicinissimo ma non avevo la forza di aprire gli occhi.
"Posso sapere il tuo nome?" Chiesi senza pensarci troppo. La mia mente era offuscata un po' da tutto.
"No, non puoi."
"Perché? Non dovrai uccidermi?" Passarono dei minuti di silenzio. Il mio ragionamento aveva senso.
"Chris" disse poi un po' controvoglia.
"Christopher?"
"Si ma preferisco Chris. Come fai a saperlo?"
"Non ci vuole molto eh! Ho anche un amico che si chiama così."

Aprii finalmente gli occhi e lui era lì, davanti a me a fissarmi immobile. Mi sarei potuta sciogliere in quegli occhi sempre lucidi e oscuri.

Era il momento. Avrei dovuto fare qualcosa, così lo baciai. Mi spinsi leggermente in avanti, il necessario per sfiorare le sue labbra.

L'avevo fatto per approfittarmi di lui, eppure quel semplice tocco aveva scatenato in me qualcosa di diverso.

Lui si allontanò precipitosamente e mi fissò quasi spaventato, con la fronte corrucciata per capire le mie intenzioni.

"Cosa cazzo fai?" non risposi. Mi sentii avvampare. Sicuramente le mie guance dovevano essere più rosse del mio vestito.
"Cazzo! Sapevo che non avrei dovuto darti tutta questa confidenza. Cosa cazzo mi è saltato in mente?!" Stringeva i pugni e le nocche diventarono bianche, mentre mi girava intorno nervosamente.

Non passarono molti secondi che Chris si avvicinò mi avvinghiò con forza e ricominciò a baciarmi, buttando via quanto detta poco prima.

Ci baciavamo con intensità, sembravamo divorarci a vicenda, risucchiarci l'anima l'uno dall'altro. Sembravamo due innamorati che non si vedevano da tempo, sembrava che avessimo desiderato quel bacio per tutta la vita. Chris mi stringeva ora il sedere, ora mi tirava i capelli per ricordarmi che era ancora lui a comandare in quella danza di lingue, capace persino di far ballare il mio stomaco, il mio cuore e i miei pensieri.

Per un attimo, dimenticai chi ero, dov'ero e con chi, per un attimo mi sfuggì che stavo facendo tutto questo per un motivo chiamato libertà.

Il bacio continuò senza pause, non avevamo neanche il tempo di respirare. Sentii la sua eccitazione che premeva lungo il mio bacino e anch'io mi sentii bagnata. Si sarebbe voluto spingere oltre e anch'io l'avrei voluto, ma purtroppo non sarebbe successo niente tra noi. Lo sentivo cedere, non avrebbe resistito a lungo, così iniziò a slegarmi le braccia. Bingo.

Pochi minuti dopo ero finalmente con i piedi saldamente a terra e le braccia che si muovevano lungo il suo corpo.

Ero avvinghiata a lui in quel bacio senza fine, non riuscivo ad allontanarmi come se adesso la corda circondasse noi e ci tenesse uniti.

Poi per un secondo, come un lampo che mi attraversò la mente, mi ricordai del mio compito.

In un secondo gli tirai una ginocchiata nelle palle e iniziai a correre verso la porta da cui l'avevo visto entrare più volte.

Iniziai a tirarla con forza, l'aveva chiusa. Mi girai verso di lui. Era accasciato a terra ma dava segnali di ripresa. Iniziai a correre da una parte all'altra della stanza in cerca di un'altra uscita, ma niente e in pochi secondi lui mi raggiunse.

Mi afferrò le braccia portandomele dietro la schiena per bloccarmi. Mi teneva immobile nonostante i miei calci e le mie urla.

Si avvicinò al mio orecchio e sussurrò "Baci bene, ma sei troppo stupida se hai pensato che io potessi cascarci."

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