Rivelazioni

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Era uscito da ore e io ancora non avevo riacquistato il coraggio di muovere neanche un dito. Ero impietrita, si stava facendo largo dentro di me la certezza che forse non sarei stata mai libera, che non mi avrebbe mai lasciata andare.

Le lacrime iniziarono a scendere copiosamente. In questo momento sarei potuta stare con la mia famiglia, con le mie amiche o a lavoro ed invece ero qui, con il dubbio che forse non avrei più visto o sentito i miei cari mai più.

Poco dopo sentii la porta aprirsi di nuovo. Cercai di asciugarmi il viso bagnato strofinandolo sulla spalla prima di essere vista così. Nonostante tutto continuavo a promettermi di non cedere mai davanti a lui.

Lo vidi entrare e gli guardai subito le mani. Una portava un grande secchio, probabilmente pieno d'acqua e l'altra una spugna. Come era già successo era stato mangiato dai sensi di colpa e voleva nuovamente dimostrarmi che lui non era "quel tipo di uomo" come diceva.

Mi accorsi dopo però di un particolare. Un particolare in realtà per niente indifferente che mi fece restare a bocca aperta. Cercai di nascondere lo stupore. Non aveva più il sacco che gli copriva la faccia.

Si avvicinò e quando si collocò davanti a me non riuscii più a distogliere lo sguardo. Anche lui mi fissava intensamente cercando di capire cosa pensassi, forse pentito di quanto fatto.

Non me l'ero immaginato così. Odiavo ammetterlo ma aveva qualcosa di particolare che mi incuriosiva. Ebbi la conferma di non averlo mai visto prima. Non era molto più grande di me, come credevo. Aveva occhi neri magnetici, dello stesso colore dei capelli quasi rasati. Aveva le labbra grosse e una barba appena accennata. Era il tipo di ragazzo con cui ci avrei provato in un qualunque locale.

Vederlo in faccia cambiava le cose, provavo un senso di disagio adesso e mi pentii anche di avergli fatto o detto alcune cose. Guardarlo in faccia mi ricordò che era un uomo, che era una persona come me, con dei sentimenti e delle ragioni. La bocca mi si asciugò immediatamente e il cuore prese a battere con forza nel petto. Avrei preferito non vedere mai la sua faccia e non capire le sue espressioni, forse lo aveva fatto apposta, voleva indebolirmi e ci stava riuscendo.

"Perché hai tolto il sacco?" Chiesi rompendo il silenzio, con la voce più insicura di quanto sperassi.
"Che senso aveva tenerlo? Tanto dovrò ucciderti ricordi? Non potrai rivelare a nessuno la mia identità" percepii quasi un filo di ironia nelle sue parole. Impossibile.

Non disse altro, solo si inginocchiò ai miei piedi, immerse la spugna nel secchio pieno di acqua e sapone e poi iniziò a strofinarmi delicatamente le gambe. Mi stava lavando.

"E perché ora fai questo?" Chiesi ancora.
"Perché son sempre un uomo e porto rispetto per le donne" conferma che ancora una volta avevo toccato il suo punto debole e avevo vinto.

Non distolsi lo sguardo neanche per un attimo, non mi persi neanche un particolare di quel suo atto di generosità inaspettata.

Era sicura di se, esperto in quello che faceva, non era schifato e non provava vergogna.

Ogni volta che mi toccava dei brividi, come delle piccole scosse mi percorrevano tutta la spina dorsale. Questa volta non erano brividi di paura, non potevo negare che lui fosse estremamente sexy.

Tuttavia, pulendomi le gambe e risalendo piano piano verso l'alto, non si spinse oltre un certo limite, non oltrepassó la mezza coscia.

Passò poi a pulirmi le braccia. I nostri volti erano vicinissimi, le nostre labbra quasi si toccavano. Fosse stata un'altra persona lo avrei già baciato. Guardai verso il basso e notai un leggero rigonfiamento nei suoi pantaloni.

Era evidente l'attrazione tra di noi, sentivo che provava qualcosa per me, così come anch'io non potevo negare di sentirmi attirata da lui come una calamita.

Avrei potuto approfittare di questa situazione, sfruttarla a mio vantaggio. Forse l'unico modo per essere libera era assecondare lui e le sue fantasie.

"Posso chiederti un ultimo favore?" Gli chiesi quando stava per uscire.
"Posso avere un po' d'acqua e un secchio per i miei bisogni?"
Non rispose, fece solo un cenno con la testa e uscii.

Al suo ritorno mi sarei inventata qualcosa.

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