L'ho vista

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Cape May, Police Station, Police commander's POV

"Pronto, pronto?"
"Si, qui agente Fin, polizia di Cape May, come posso aiutarla?"
"L'ho vista" sentii dire dalla voce oltre la cornetta. Era la voce di una donna anziana, preoccupata,lieve e un po' rauca, con l'impronta degli anni addosso. Ero presa da mille carte e mille impegni in quel momento dedita a risolvere il caso Evans, quindi non collegai subito.
"Ha visto chi, signora?"
"Lei, ho visto lei" la vecchietta era sempre più preoccupata mentre parlava affannosamente.
"Lei chi?" Saltai in piedi provocando un forte rumore con la sedia su cui ero seduta, tanto che molti miei colleghi si girarono. Avevo intuito, ma volevo una conferma.
"Signora si calmi, mi dica prima lei chi è e da dove chiama" continuai per calmarla dopo aver sentito i suoi respiri pesanti.
"Sono Thalia Jordan, vivo a Chesterfield sulla tredicesima strada. Ho visto il telegiornale qualche giorno fa ed oggi quella ragazza." Scoppiò a piangere. Ora era chiaro di chi parlasse.
"Sta parlando della ragazza scomparsa qui a Cape May, Mia Scarlet Evans?" Chiesi per poi prendere un blocchetto e una penna e appuntarmi tutto ciò che mi avrebbe detto.
"Si proprio lei, l'ho appena vista."
"Dove?"
"Correva davanti casa mia,era spaventata e continuava ad urlare. Si girava sempre in dietro, forse scappava da qualcuno. Avrei voluto fare qualcosa, ma non ho fatto in tempo" singhiozzava.
"Perché? Mi dica cosa è successo"
"Un uomo mascherato l'ha raggiunta, l'ha buttata a terra. Dopo sembrava svenuta, così lui l'ha presa in spalla ed è scappato via"
"Signora è sicura fosse lei?"
"Ne sono certa. L'ho riconosciuta subito, aveva un vestito rosso molto sporco e strappato" era lei senza dubbi.
"Volevo aiutarla, lo giuro!"
"Lo so, si calmi, non ha potuto fare nulla. Ora interverremo noi. Grazie della collaborazione"

Chiusi la chiamata e chiamai i miei colleghi. Raccolsi una pattuglia, chiamai i colleghi di Chesterfield e iniziammo a correre con le sirene accese verso la nostra nuova meta.

Finalmente una pista.

Era viva, già questa era una sicurezza.

Circa un'ora dopo eravamo lì su quella strada.

Iniziammo a cercare qualunque indizio potesse ricondurci a lei, eravamo senza forze quando un cane dei nostri fiutò una traccia.

Iniziò a correre ed abbaiare e noi dietro di lui.

Ci condusse davanti ad un vecchio supermercato ormai abbandonato. Bingo. L'avevamo finalmente trovata.

Rumori all'interno del locale ci fecero capire che c'era ancora qualcuno all'interno. Forse Mia e il rapitore.

Mi sembrava finalmente fatta, cedevo di aver risolto finalmente questo caso che mi aveva tenuta sulle spine e mi aveva fatto perdere il sonno. Il mio primo caso così.

Sfondammo la porta ed entrammo.

Iniziammo a perlustrare il locale, poi giù per una scaletta. Arrivammo in una specie di dispensa.

Vidi una grande porta socchiusa, mi avvicinai stringendo la pistola tra le mani. Era fatta. Lo avevamo in pugno.

Spalancai la porta con un calcio e rimasi immobile per qualche secondo per poi accasciarmi sulle ginocchia.

Il piccolo spazio era vuoto. Troppo tardi. Credevo di aver vinto, invece mi ero solo allontanata dalla mia vittoria.

Erano evidenti i segni che qualcuno fosse stato lì, raccogliemmo indizi e andammo via delusi.

Non avevamo salvato ancora nessuno e chissà se l'avremmo mai fatto.

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