Capitolo tre

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Merda merda merda!!!

Ditemi che sto avendo un incubo e mi sveglierò ansimante nel mio letto perché altrimenti qui si mette male. Tra tutte le persone che popolano la terra proprio lui doveva essere il mio capo? Perché deve capitare tutto a me? Da quella sera l'ho pensato ogni giorno perché l'offesa che ho subito è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso... ma a chi voglio darla a bere? Mi ha ferito così tanto perché è stato lui a farlo, perché in quegli attimi mi sono sentita viva per la prima volta dopo anni in cui la mia vita è stata  solo un dovere, in cui le gioie sono davvero poche e per la maggior parte legate ai miei fratelli. Non ho avuto mai la possibilità di vivermi una storia serenamente perché una ragazza con due bambini a carico non è esattamente il massimo per i ragazzi e oltretutto il tempo che posso dedicare al mio partner ipotetico é poco.

In un primo momento temo che possa riconoscermi ma ero irriconoscibile quindi faccio un respiro profondo e mi concentro sulla situazione. Se fosse umanamente possibile è ancora più bello di quella sera: pelle abbronzata, il suo corpo tonico e in forma.. ahh le mie mani se lo ricordano alla perfezione, capelli neri legati in un codino... belli da tirare quando sei in preda alla follia, gli occhi sono semplicemente scuri ma hanno una profondità che ti sembra di perderti in quella oscurità, i lineamenti marcati del viso, quella mascella che ho morso svariate volte.... BASTA! sembrerò una psicopatica se continuo a guardarlo così, questa cosa è destabilizzante!

-" Buongiorno ragazzi e benvenuti tra noi! Tu devi essere Jeremy Wikinson giusto?"- chiede al ragazzo seduto a pochi passi da me.

-" In persona ma mi chiamano tutti Jerry se per lei non è un problema"- risponde con sicurezza.

-" E Jerry sia! Tu invece sei Samantha McCain giusto? Mio padre mi ha detto chi era tuo padre e sono contento che tu sia qui. Tuo padre insieme al mio sono stati la mia ispirazione sin da quando ero un ragazzo e ciò che sono oggi lo devo a loro"- dice con voce onorata e piena di rispetto.

-" Grazie mille, sentire queste parole mi da tanta voglia di fare perché voglio essere come lui, seguire i suoi valori. Sono molto orgogliosa di essere sua figlia"- rispondo commossa, lui sorride e fa un cenno col capo.

-" Ah e, se non le dispiace, tutti mi chiamano Sam"- dico.

-" In realtà si, mi dispiace, perché Sam si chiama mio fratello e tu non  gli somigli nemmeno lontanamente e quindi ti chiamerò Samantha se non è un problema, oltretutto, è un nome bellissimo"- dice facendo l'occhiolino e io arrossisco, lui mi guarda intensamente fino a fissarmi dritta negli occhi. Devo fare a botte con il mio autocontrollo per non far capire il mio turbamento.

-" Ci siamo già conosciuti per caso?"- mi chiede e il baratro sotto i miei piedi si apre.

-" No.. non.. non credo dottore. Mi sarei ricordata se avessi avuto questo onore"- rispondo imbarazzata.

-" Hai qualcosa di famigliare, soprattutto  i tuoi occhi, forse mi sarò sbagliato, scusami!"- mi risponde incerto.

-" Ah capita spesso anche a me di avere questi dèjavù"- rispondo facendo una risata da gallina starnazzante.

Non sembra convinto ma sorride e cambia discorso, ci spiega i nostri compiti e ciò che ci aspetta di lì in avanti, faccio fatica a non distrarmi ma riesco a rimanere concentrata e a seguire il discorso. È carismatico, intelligente, sicuro di sé e determinato. Se la bellezza già non fosse un grande incentivo, il suo modo di essere è addirittura molto ma molto più attraente e sexy del suo aspetto fisico. Rispecchia tutto ciò che un uomo deve avere per me, e questo sarà un grande problema, mi farò male molto male!

È stato tremendo quando mi ha chiesto se ci conoscessimo ma allo stesso tempo è stato bellissimo sapere che in un certo senso ho lasciato il segno come lui lo ha lasciato a me ma come ha fatto?

Sam Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora