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Birds - Imagine Dragons & Elisa

Charlotte

Osservo distratta Shere Khan che dorme beato sul tappeto, mentre le dita di Cindy giocherellano con alcune ciocche dei miei capelli. Ho la testa poggiata sul suo grembo e riesco a percepire i suoi leggins umidicci a causa delle lacrime che ho versato durante le ore precedenti. Adesso regna una calma piatta, quasi innaturale, semplicemente perché non ho più niente da dire e la mia migliore amica sta assecondando il mio silenzio. Credo che neanche lei saprebbe come consolarmi, sa quanto la situazione sia delicata.

Non riesco ancora a capacitarmi di cosa sia accaduto questa sera. Spero ancora che qualcuno bussi alla mia porta e mi dica che fosse tutto uno scherzo. Tuttavia, è come se una parte di me, seppur piccola, non sia poi così sorpresa da ciò che ho scoperto. È come se, in cuor mio, sapessi già tutto. Avevo capito che la verità non mi sarebbe piaciuta, d'altronde.

Che fosse amara l'avevo immaginato in precedenza, ma non avrei mai pensato che sarebbe stata anche così dolorosa.

Non avevo riflettuto abbastanza e non posso fare a meno di darmi della stupida per questo. I segnali c'erano, gli indizi anche, ma ho preferito voltarmi dall'altra parte e cercare altrove, concentrandomi su particolari che mai mi avrebbero condotta alla conclusione esatta, nemmeno nei miei incubi peggiori.

Eppure era tutto lì, davanti ai miei occhi e sotto il mio naso. Avrei dovuto comprenderlo dal modo in cui tutti si sforzavano di mantenermi lontana dalla verità, dal fatto che preferissero il silenzio anziché la parola.

Adesso, però, tutto ha un senso. Ogni atteggiamento, ogni parola detta, ogni parola omessa, ogni gesto, ogni singolo sguardo... tutto. E non so cosa faccia più male, se la verità in sé o il fatto che vi abbiano contribuito le persone di cui mi fidavo.

Non sarebbe stato facile per Harry parlarmi con sincerità, spiegarmi come realmente stavano le cose, ma tutti gli altri coinvolti non avevano alcun motivo per portare avanti quella ridicola messinscena. Se solo mi avessero indirizzata verso la giusta via, a quest'ora non mi ritroverei ancora in balìa delle lacrime a chiedere cosa diamine abbia fatto di male per meritarmi questo.

Mi rendo conto veramente solo ora di come la mia vita sia stata travolta da un momento all'altro. Ho saputo di essere stata adottata, di essere figlia di una donna assassinata e di un uomo tanto potente quanto pericoloso, ma, peggio di tutto, ho scoperto di essere profondamente e irrimediabilmente innamorata del ragazzo che si è rivelato essere mio cugino.

«Mi dispiace così tanto...», sussurra Cindy d'un tratto, senza smettere di accarezzarmi i capelli.

Sfrego una mano sotto gli occhi nel tentativo di spazzare via le lacrime. «Anche a me», rispondo.

«Ti giuro, se potessi fare qualcosa... qualsiasi cosa...»

«Non puoi.»

Sento che rilascia un piccolo sospiro. «Lo so. Non avrei mai pensato che tu e lui...» Si interrompe e comprendo che neanche lei riesce a terminare la frase.

«Fossimo imparentati? Nemmeno io», concludo al suo posto. Il male che provo a dirlo ad alta voce è atroce. Ogni volta che lo ripeto, diventa più reale.

Mi sollevo e mi sistemo dritta, seduta al suo fianco. Cala un silenzio tombale tra noi due, mentre fissiamo entrambe dei punti imprecisi oltre la televisione accesa che trasmette quello che dovrebbe essere un programma comico. È uno dei preferiti di Cindy e il fatto che non stia ridendo la dice lunga.

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