IIITrascinato in un viaggio

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Un colpo gli esplose nell'orecchio con la forza di un tuono. Trasalì nel drizzarsi di scatto, e per un istante il mondo gli vorticò attorno: si sentiva malissimo, quasi l'avessero svegliato dopo una nottata di bevute. Uno strano odore di bruciato gli stuzzicò il naso, trasformandogli in aghi i capelli sulla nuca sin dal primo respiro.

C'è del fuoco in biblioteca! riuscì a malapena a pensare. Aprì e chiuse gli occhi pesanti di sonno nel goffo tentativo di svegliarsi del tutto, tuttavia la sua vista continuava a mostrargli solo una grande macchia di buio in cui lumi danzanti, privi di contorni, si muovevano inquieti come fantasmi ardenti. Il suo udito però si destò subito, al punto da permettergli di percepire il caratteristico scoppiettio delle fiamme... con in sottofondo uno strano rumore. Si stupì nell'associarlo a un sommesso vocio, troppo debole per capirne anche una sola parola. Il cuore gli batteva frenetico, pungolato dall'agitazione. Si strofinò con forza gli occhi addormentati, e quando li riaprì... il respiro gli si congelò nei polmoni.

Elfa gli stava a un palmo dal naso. Teneva in mano la lanterna che il bibliotecario aveva lasciato nell'altra stanza. La luce ingabbiata le immergeva il viso in un gioco di luci e ombre, esaltandone la perfezione... ma al contempo donandole un'aura d'inquieto mistero.

Francesco sobbalzò sulla sedia e con un'esclamazione strozzata indietreggiò più che poté, finché non si ritrovò col busto mezzo inghiottito dai cuscini. In risposta, la nuova arrivata sfoggiò uno dei suoi sorrisi angelici, che sciolse il ragazzo come un pezzo di ghiaccio al sole di primavera. Eppure, stavolta non riuscì a fargli abbassare del tutto la guardia: l'espressione della giovane donna era... diversa. Gli dava il sentore che stesse nascondendo qualcosa.

Nonostante la tensione, in principio il ragazzo non riuscì a distogliere lo sguardo da quei due zaffiri perfetti. Ne sfuggì spostando lo sguardo sulla scrivania... dove una delle stupende mani femminili, di un pallido color avorio, risaltava in modo strano sul legno scuro tirato a lucido.

Possibile che una mano tanto delicata possa dare un colpo così forte? si chiese interdetto sbattendo le palpebre.

"È mezzanotte, caro Francesco. Finalmente ti sei svegliato." Gli occhi del giovane tornarono su di Elfa, e subito il ragazzo venne colto da un brivido. "Non ti dispiace se ho portato qualche amico, vero?"

Con grande fatica e a malavoglia, Francesco distolse lo sguardo da quel volto angelico, sbirciandole oltre la spalla: pochi passi dietro Elfa si stagliavano sei figure mezze avvolte dalle tenebre. Erano alte più o meno quanto lei, ognuna teneva una torcia in mano... e tutte erano incappucciate in ampie cappe nere.

"Le... le re... regole valg... valgono anche per... per loro..."

Sentì il sangue farsi ghiaccio nelle vene quando la sua attenzione ricadde su Elfa. Strinse i denti finché non stridettero: la donna sembrava chiedergli, con sguardo penetrante e un vago sorriso, se la sua fosse una specie di sfida. Da parte sua, il ragazzo era ben conscio che avrebbe perso qualsiasi autorità se avesse abbassato gli occhi. Guglielmo mi ha affidato questa biblioteca. E finché non tornerà, devo far rispettare le regole! si disse con forza, aggrappandosi con unghie e denti al dovere.

"Quanto sei pignolo! Avanti, rilassati: non sono più pericolosi di quanto lo sia io." sbuffò impaziente lei lasciando cadere la lanterna sulla scrivania. Adesso sì che posso stare tranquillo! pensò il ragazzo, in un fugace guizzo d'ironia. "Comunque, per stavolta voglio accontentarti... avanti ragazzi, scopritevi!" civettò sarcastica, con un sorriso a uncino.

Se per il bibliotecario era già difficile parlare e ancor di più pensare, ciò si fece impossibile non appena l'ordine venne eseguito. Si sentì brutto e goffo come un rospo: alla luce delle torce apparvero sei individui. Quattro maschi e due femmine, nessuno più vecchio di trent'anni. Due uomini e una donna avevano dei lunghi capelli corvini, gli altri due di un caldo castano e la rimanente di un rosso fuoco. I candidi colli da cigno delle nuove arrivate stregarono Francesco in un attimo... ma l'alto laccio dei loro mantelli gli impedì di sbirciare oltre.

De Opale RaptusDove le storie prendono vita. Scoprilo ora