Trovatelo!

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Cape May, Evans' home, Mia's mom POV

Suonarono al campanello. Sentii rimbombare quel lieve trillo nelle orecchie come se qualcuno mi avesse urlato con un megafono vicino. Portai istintivamente le mani vicino alla testa.

Avevo un mal di testa fortissimo, gli occhi stanchi e non facevo una doccia da giorni. Non dormivo da quando Mia era scomparsa, avevo perso il sonno, la mia vita era in stand-by. Non andavo più a lavoro, non uscivo, non cucinavo e non mangiavo. Era passata solo una settimana, ma a me era sembrata una vita.

Passavo i pomeriggi a piangere e a chiedermi perché. Perché fare questo? Mia era sempre stata una figlia modello, eccellente in tutto, sempre in ordine. Aveva anche lei i suoi momenti, ma era solo a causa della sua giovane età. Non era come i figli dei miei amici, con la testa montata dai soldi... era sempre rimasta umile e onesta. Era responsabile e seria e stava pensando al suo futuro.

Voleva bene a me e a suo padre ed eravamo una famiglia molto unita.

Non sapere dove fosse ne come stesse mi faceva stare male, ma avevo ancora più paura di saperlo.

Chissà quanto dolore doveva provare in questo momento la mia piccola.

Uscii dalla sua camera, ormai passavo li la maggior parte del mio tempo e andai ad aprire.

La polizia.

Vidi un sorriso sul volto della poliziotta che reggeva in mano una cartelletta, era un sorriso sincero di compassione e quasi di sollievo.

Mi sentii anch'io sollevata per un attimo, si accese in me un barlume di speranza. L'avevano trovata? La stavano andando a prendere? Non mi avrebbe detto nulla di negativo con quel sorriso, ne ero certa!

-Prego...- dissi con la voce rotta facendomi da parte e lasciando libero il passaggio.
-L'avete trovata?- dissi subito esitante. Gli occhi mi si riempirono di lacrime.
-Signora Evans, c'è anche suo marito? Dovrei parlarvi.- iniziarono a venire meno le mie speranze.
-Jeremias!- urlai a mio marito che lavorava nel suo studio al piano di sopra.

Quando ci raggiunse, la poliziotta ricominciò a parlare.

Appoggió la cartelletta blu, che stringeva fino ad un secondo fa, sul tavolo e l'aprii con cautela. Prima di estrarne il contenuto ci guardò. L'ansia mi stava logorando e Jeremias mi stringeva forte la mano.

-Abbiamo visto e rivisto centinaia di volte i filmati delle telecamere di sorveglianza del White, di quella notte, ma nulla. Così siamo passati alle telecamere di tutti i locali della zona, per cercare di individuare qualcosa ed è stato così. Una telecamera di un piccolo fioraio distante 500 metri dal locale della festa, ha ripreso una coppia di signori che camminavano per mano. Abbiamo riconosciuto Mia e anche l'uomo. - il cuore batteva forte nel petto. La poliziotta ci mise la foto in questione davanti agli occhi.

Guardai prima Mia, la mia piccola Mia, camminava inconsapevole forse sotto effetto di qualche alcolico. Bere era una sua brutta abitudine, ma non le faceva una colpa, era giusto che alla sua età facesse le sue esperienze.

Poi guardai l'uomo che la stringeva. Era un ragazzo, sicuramente poco più grande di lei. L'adrenalina mi scorse nelle vene per la rabbia, avrei voluto vederlo morto.

-Io lo conosco!- disse Jeremias e io lo guardai confusa.
-Si esatto era un suo dipendente...
-Non abita qui a Cape May, ma a Chesterfield.
-Abbiamo già investigato su di lui, abbiamo immediatamente mandato una pattuglia a casa sua, ma non era lì e i vicini hanno detto di non vederlo da un po'.
-Quel pezzo di merda! Cosa vuole? Un riscatto? Sono pronto a tutto.
-Ha idea di dove si sia potuto nascondere? È stato lui l'ultimo ad essere avvistato con sua figlia, sicuramente la tiene nascosta da qualche parte.
-Non ne ho idea, ma per favore trovatelo!

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