Runaway 🌸 BabyGirl Capitolo Quarantasette

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Julia

Le mani mi tremano nervosamente mentre cerco di contenere l'ansia.
La mia sorellina è in America, dopo tutte le ricerche che abbiamo fatto in queste ultime settimane, abbiamo scoperto che non è nemmeno nel paese, figuriamoci la nazione.
"Harry, dì qualcosa." Uso le sue parole contro di lui e lo fisso in shock. Lui guarda me e Destin mentre abbiamo tutti la stessa espressione sorpresa, tutti siamo troppo ansiosi per dire anche solo una parola.

"Che cazzo." Io ed Harry giriamo di scatto la testa per guardare un Destin con gli occhi spalancati.
"Che cazzo stiamo facendo ancora seduti in questa dannata auto? Qualcuno prenda i biglietti aerei e ci porti in aeroporto!" Di nuovo io ed Harry ci guardammo e poi guardammo Destin sorpresi dalla sua improvvisa sfuriata.
Inaspettatamente, Harry mette il suo telefono sbloccato sulle mie gambe ed io mi giro verso di lui.
"Vai nei miei contatti, chiama Gio e mettilo in viva voce. Ce ne andiamo stanotte." Freneticamente faccio quello che ha detto e scorro tra i numerosi contatti nella sua rubrica, alcuni nomi li ha salvati in modi davvero discutibili e sconci, ma passo oltre e vado a Gio come ha detto lui.

"Hey, Harry, come stai amico mio?" Harry ridacchia e risponde.
"Sto bene. Sto bene. Come stanno moglie e figli?"

"Oh, sai, la moglie sta bene. I figli sono a scuola, le ragazze odiano l'industria ma cosa c'è di nuovo." Mi muovo a disagio sul sedile mentre Harry mi guarda con una risata nervosa.
"Sì, lo fanno comunque, c'è un aereo pronto? Io e degli amici stiamo provando a partire per il fine settimana e volevo andare via stanotte." La chiamata diventa silenziosa per qualche secondo e guardo mentre gli occhi di Harry sono sulla strada e le sue nocche diventano di un bianco brillante per la presa dura sul volante.

"Beh, è rimasto solo un aereo per partire stanotte, ma dovrebbe essere per tuo padre. Se riesci ad essere qui in meno di un'ora è tuo e metteremo su qualche stronzata sul fatto che sia rotto o una cosa del genere."

"Nessun bisogno di mentre, digli che l'ho preso io. Saremo lì tra trenta minuti." Dopo qualche altra parola colorita, Gio attacca il telefono ed Harry se lo prende dalle mie mani.
"Siete tutti pronti per andare in America?" Guardo Destin attraverso lo specchietto retrovisore ed entrambi abbiamo facce nervose, ma annuiamo lo stesso mentre Harry accelera per la strada buia.

Come promesso, trenta minuti dopo arriviamo ad un piccolo aeroporto con un piccolo jet a qualche centinaio di passi.
"È quello? È quello l'aereo con cui stiamo per volare sull'oceano?" Harry mi guarda come se avessi detto qualcosa di completamente sbagliato e ruota gli occhi.
"Sì, Julia. Voleremo in un cazzo di jet privato, pensavi che viaggiassimo con un volo di linea?" Non avevo mai davvero pensato che lo avessimo preso, ma annuii allo stesso.
Ho sempre sentito di queste tragedie in cui l'aereo si schianta in piccoli incidenti che avrebbero potuto essere evitati se l'equipaggiamento fosse stato un po' più attento.
"Julia, farai meglio a muoverti verso quest'aereo o giuro che ti lascio su questa cazzo di pista." Grugnisce Harry mentre lui e Destin camminano verso il jet ed io sono ancora in piedi accanto alla sua auto.
Tuttavia muovo i piedi uno davanti all'altro e lentamente vado verso gli altri.

Quando saliamo, prendiamo posto l'uno in prossimità dell'altro e ci mettiamo le cinture. Una ragazza che sembra giovanissima cammina verso di noi con un outfit striminzito e ci chiede che bevanda ci piacerebbe prima di partire.
"Io-io prenderò solo dell'acqua, per favore." Sorrido e lei va via con un cipiglio sul viso.
"Qual è il suo problema?" Chiede Destin mentre la ragazza va via. Harry si gratta il mento mentre guarda fuori dal finestrino.
"Probabilmente è gelosa o arrabbiata che voi due non siate nell'industria e lei sì."

"Quanti anni ha, Harry?" Chiedo arrabbiata.
Si gira verso di me con un ghigno ed assottiglia gli occhi.

"Circa quindici o sedici ed è considerato il periodo più vecchio per le BabyGirl." Lo guardo disgustata mentre ne parla con nonchalance.
Quando guardo Destin, lui sta facendo gli occhi dolci alla povera ragazza ed io inizio a sentirmi come se potessi vomitare tutto ciò che ho mangiato nelle ultime ventiquattro ore.
"Siete entrambi disgustosi." Destin mi fa il dito medio mentre Harry ruota semplicemente gli occhi.

"Ciò che per te può sembrare normale, per me è strano, e ciò che è strano per te, potrebbe sembrare normale per me. Tutti cresciamo in maniera diversa e solo perché non concordo con le tue credenze, non significa che tu debba colpire qualcuno per ciò con cui sono cresciuti per tutta la vita." Gli occhi di Harry trafiggono i miei con così tanta intensità da farmi distogliere lo sguardo.
"Ascolta, so che questa merda è un casino, mi ci è voluto che fossi vicino ai venti anni, cazzo, per accorgermene, okay? La mia famiglia è fottuta con qualche modo di pensare all'antica ed io sto cercando di staccarmi da questa mentalità e riprogrammarmi. Non succederà in una notte, quindi smettila di essere così dannatamente critica e sii grata che stiamo trovando tua sorella per proteggerla e non gettarla nuovamente nel fottuto sistema."

C'era così tanto che potessi dire, che volessi dirgli, ma gli sguardi che la ragazza e Destin mi diedero mi dicevano che non volessero ascoltare battibecchi tra noi per tutto il viaggio in aereo.
Così, invece, ruotai gli occhi e mi risedetti al mio posto prestando attenzione al tablet che era collegato al sedile e, con in sottofondo il basso ronzio dell'aereo, disegnai le nuvole nel cielo.

"Julia, alzati." Mi girai sul fianco e cercai di liberare la voce pastosa, ma questa peggiorò solo.
"Julia svegliati, cazzo, e andiamo." I miei occhi si spalancarono a causa della voce rumorosa che si alzava e mi infuriai all'istante.
"Ora, con chi diavolo pensi di star parlando?" Camminò verso di me con delle borse in mano e stette a qualche centimetro di distanza come se stesse cercando di intimidirmi.
"Sto parlando con te, ora alzati, prendi la tua merda ed andiamo prima che ti porti io stesso giù da questo aereo." Mi rimisi sulla sedia ed incrociai le gambe.
"Sono stanca del tuo comportamento e del modo in cui credi di potermi parlare.
"Non lo voglio, quindi puoi andartene a fanculo perché non importa cosa dici, io so che non alzerai un dito su di me e non mi metterai nell'industria. È qualcosa che mi piacerebbe vederti provare a fare." Fece cadere le borse sul pavimento e venne infuriato verso dove ero seduta io.

Il suo viso si fermò a qualche misero centimetro dal mio, così vicino che riuscivo a sentire il profumo alla menta del suo alito e l'odore della sua colonia.
Per qualche momento restammo così, fissando intensamente l'uno negli occhi dell'altra senza dirci una parola.
Mentre il tempo passava, la rabbia che avevo sentito iniziò a placarsi ed io iniziai a rilassarmi con la vicinanza.
Guardai il suo viso passare dall'essere imbronciato ad uno quasi curioso mentre mi guardava in faccia.
Si prese il labbro tra i denti ed i suoi occhi scesero sulla mia bocca aperta e poi nuovamente nei miei occhi.
"Andiamo, Julia." Fu tutto quello che disse, riprese le borse che aveva fatto cadere ed anche le mie. Lo seguii mentre uscì dall'aereo e mi scontrai con una ventata di aria fredda e la neve scricchiolante sotto i piedi.

Mi guardai intorno cercando di fare una nota mentale di tutti gli stati che avevo visto e sentito in America ed in quel momento non me ne veniva nessuno in mente.
"Dove siamo?" Chiesi mentre marciavamo in mezzo alla neve. Harry si guardò indietro qualche volta come fece Destin, ma nessuno di loro rispose alla mia domanda scottante.
Qualche momento dopo, un pick-up piuttosto grande si fermò davanti a noi e le borse vennero gettate nel suo cofano.
Essendo la ragazza di un metro e sessanta che ero, ed il gradino del pick-up ad almeno un metro da terra, chiesi aiuto per entrare in quel grande mostro di un camion ed Harry fu il primo a venire in mio soccorso.
Avvolse le mani attorno alla mia vita e mi alzò abbastanza in alto da far toccare la pianta dei miei piedi con il gradino, poi entrai da sola all'interno.
Destin entrò subito dopo di me ed Harry si mise al posto del passeggero.
Dopo esserci allacciati le cinture, guidammo via dalla passerella e feci nuovamente la stessa domanda.

"Qualcuno può dirmi dove siamo?" I tre uomini nell'auto mi guardarono da tutte le diverse direzioni e tennero gli occhi incollati a me.
"Julia, benvenuta nell'industria."

BabyGirl || h.s. ITALIAN TRANSLATIONDove le storie prendono vita. Scoprilo ora