Da allora sono passati 11 anni. Al posto della signora Clarissa c'è suo figlio Jack, un trentenne un po' robusto con i capelli rossicci che non perde occasione di chiedermi per la milionesima volta di uscire e io, sempre per la milionesima volta, rifiuto.

Appena tornata dal mio giro mattutino, trovo Freddie, il mio fratellino di 9 anni, intento a sbattere alcune uova per preparare la colazione. È un bambino molto maturo e responsabile, ha imparato presto a essere autonomo e piuttosto che chiedere aiuto si taglierebbe la lingua. Purtroppo assomiglia a suo padre ma ha la dolcezza di mia madre negli occhi color cioccolato, ha i capelli castani ed è abbastanza alto per la sua età.

-" Lascia fare a me, tu intanto finisci di prepararti"- gli dico quando entro in cucina.

-" Sono in orario, piuttosto sveglia Alyssa che non ne vuole sapere"- mi risponde.

Che vi avevo detto? Non accetta l'aiuto di nessuno.

Mi dirigo verso la stanza dei ragazzi e trovo Alyssa profondamente addormentata. È una dormigliona, per svegliarsi ci mette tanto tempo, al contrario di Freddie che invece è molto mattiniero. La osservo nella posizione in cui si trova e mi chiedo come faccia a dormire così, è a pancia in giù ma con le ginocchia quasi al petto e il sederino all'insù. Ho provato a sistemarla molte volte ma ritornava sempre nella stessa posizione.

Inizio a chiamarla ma ovviamente non mi dà segni di sentirmi e la prendo dolcemente in braccio, lei borbotta qualcosa che non capisco e accuccia il viso sul mio collo. È di una dolcezza infinita, adoro i miei fratelli e mi riempiono la vita ma a volte desidero tanto vivere come una normale ragazza della mia età. Non ho mai vissuto in modo spensierato, non sono andata mai a ballare o al cinema con le amiche, non mi sono mai ubriacata per essere sempre lucida e pronta a tutto, passavo il mio tempo a casa per non lasciare sola mia madre con quel mostro.

L'odore della colazione arriva al nasino di Alyssa che apre finalmente i suoi occhi uguali a quelli del fratello. Se c'è una cosa che attira Alyssa, oltre il dormire, è il cibo.

Alyssa ha 6 anni e frequenta il primo anno di scuola primaria mentre Freddie è al quarto. Appena siamo pronti, usciamo di casa e li accompagno dopodiché imbocco la strada che mi porta al college.

Come al solito vado di corsa, sta per iniziare la lezione e io sto ancora cercando parcheggio arrgh! Corro a perdifiato nei corridoi ed entro in aula, per fortuna il professore è impegnato in una conversazione e non fa caso a me. Prendo posto e tiro fuori ciò che mi serve per la lezione e finalmente mi rilasso.

Una tazza di caffè fumante compare davanti a me e mi sembra quasi un miraggio, mi giro e vedo Aaron con un sorriso da angioletto che me lo sventola davanti come il pifferaio magico.

-" Lo so, sono fantastico. Rigraziami dopo, magari in bagno e magari in ginocchio"- mi dice lui facendo su e giù con le sopracciglia, lo guardo e per poco soffoco per non ridere.

-" Andiamo sono stato bravo stavolta"- dice brontolando.

-" Aaron non ci crederebbe nemmeno un bambino di 5 anni. Sembra che hai una scritta al neon sulla testa che dice  "SONO GAY" "-  gli rispondo.

-" Ma ciò che non capisco è perché vuoi apparire per ciò che non sei? Sii te stesso e se a qualcuno non piaci beh andassero al diavolo"- gli dico.

-" È facile essere se stessi quando sei esattamente ciò che la società vuole vedere. Diverso è, invece, se sei dall'altra parte; se ti etichettano in un modo, così rimani per tutta la vita. Vedi tu, ad esempio, sei una studentessa eccellente, fai due lavori, ti occupi dei tuoi fratelli e sei bellissima da fare invidia ad Afrodite! Non hai un difetto e che cavolo! Anzi sai che ti dico? Non siamo più amici sei troppo perfetta mi fai sfigurare!"- farnetica Aaron.

Sam Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora